• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » Elezioni amministrative: Letta “hot dog” stretto tra 5 Stelle e renziani

Elezioni amministrative: Letta “hot dog” stretto tra 5 Stelle e renziani

18 Maggio 2021 Aldo Garzia  1127

Un’immagine impietosa fa assomigliare in questo momento Enrico Letta a un hot dog. Il segretario del Pd è infatti stretto dalla rincorsa verso un rapporto con i 5 Stelle a gestione Giuseppe Conte, mentre dall’altra parte subisce la pressione di Matteo Renzi, e dei centristi di varia natura, che vorrebbero porre condizioni pure loro a una riedizione aggiornata del centrosinistra. In questo quadro, si va alle elezioni amministrative di autunno nel peggiore dei modi per il Pd. Si litiga su strategie e candidati, con la destra che gongola avendo dalla sua la collocazione della Lega diventata forza di opposizione e di governo allo stesso tempo, scippando così uno degli antichi slogan della sinistra.

Le elezioni si terranno, per via del Covid, in una data compresa tra il 15 settembre e il 15 ottobre nei Comuni con scadenza naturale del mandato degli organi eletti nel 2016 e in quelli da elezioni anticipate perché commissariati, o per altri motivi. La scadenza è particolarmente rilevante. Alle urne andranno venti Comuni capoluogo di provincia: Bologna, Carbonia, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina, Milano, Napoli, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Torino, Trieste e Varese, di cui sei sono anche capoluogo di regione (Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste). Il test elettorale è perciò di grande interesse, e avrà di sicuro ripercussioni sugli equilibri politici nazionali, forse perfino sulla data della fine della legislatura e delle elezioni politiche.

L’immagine di Letta hot dog appare lampante a Roma, dove il sindaco uscente Virginia Raggi non ha fatto l’auspicato passo indietro, costringendo Pd e 5 Stelle a non presentarsi in alleanza fin dal primo turno ma affidando alla roulette del ballottaggio la scelta finale (per ora non c’è neppure l’impegno dei due partiti a confluire sul più votato). Oltre a questo dato di partenza, un vero handicap, ci sono le modalità di scelta di Roberto Gualtieri come candidato piddino. Poco quotato nei sondaggi e nella capitale, che avrebbero preferito Nicola Zingaretti, è un candidato quasi costretto a essere tale. Zingaretti, sull’onda dell’efficace campagna vaccinale della Regione Lazio, era dato vincente quasi sicuramente. Sono stati i grillini a sbarrargli la strada, e in particolare Raggi, invisa alla sinistra per i suoi disastri gestionali. Non avendo i 5 Stelle sezioni e iscritti, avendo perso per giunta la banca dati della piattaforma Rousseau, le mediazioni possibili sono state condotte con un sordo braccio di ferro tra piccoli stati maggiori su cui Conte non è riuscito a influire. Di conseguenza la scelta di Gualtieri appare di ripiego. C’è infatti l’esilarante imitazione-fotografia che dell’ex ministro dell’Economia fa il geniale Maurizio Crozza, giocando sulla costrizione del candidato e sulla sua debolezza politica. Dietro le quinte della scelta Gualtieri, c’è anche il non riuscito scambio tra Pd e grillini per la guida del Campidoglio e della Regione Lazio. Il rapporto Pd-5 Stelle è in crisi ancora prima di decollare.

Il 20 giugno si svolgeranno allora le primarie del Pd a Roma, che appaiono alla vigilia scontate e prive di appeal, mentre ciò che si muove a destra rimane misterioso e senza un identikit da candidato. Alle primarie del centrosinistra parteciperanno Gualtieri, Giovanni Caudo (attuale presidente del III Municipio), Tobia Zevi e Paolo Ciani. Nessuna donna, per il momento, avendo Monica Cirinnà scelto di accettare il ticket con Gualtieri. A rosicchiare voti in quest’area, ci pensa pure l’autocandidatura – in pista, per la verità, da mesi senza che il Pd sciogliesse le sue riserve pro o contro una volta per tutte – di Carlo Calenda, appoggiata fortemente dai renziani. Potrebbe esserci, inoltre, l’autocandidatura di Stefano Fassina (Liberi e uguali), consigliere comunale e deputato uscente in un bizzarro doppio incarico, nel caso le primarie fossero “aperte” e non solo del Pd. Peggio di così non poteva andare per mettersi sui blocchi di partenza di una competizione dal valore nazionale. Articolo Uno (il gruppo di Bersani e del ministro Speranza) potrebbe confluire nella lista Pd, e mal di pancia per questa soluzione ci sono in Sinistra italiana.

A fare confusione ci pensa anche le varietà delle liste a sinistra. Ci sarà quella dei Verdi, capeggiata dall’urbanista Paolo Berdini, molto stimato per le sue battaglie ecologiste e per le sue idee su come si governa una metropoli. In questa lista potrebbe confluire Rifondazione comunista, altrimenti potrebbe esserci un’altra lista ancora. E c’è poi l’incognita di Potere al popolo, oltre a quella dei pezzetti di partiti comunisti residuali.

All’immagine di Letta stretto tra 5 Stelle e renziani contribuiscono, inoltre, le irrisolte trattative in altre città, da Bologna a Napoli (dove si candida un risorto Antonio Bassolino, ma dove sembra che si stia trovando un accordo tra Pd e 5 Stelle). Bisognerà parlarne ancora.

1.134
Archiviato inEditoriale
Tags5 stelle Aldo Garzia Carlo Calenda elezioni amministrative Enrico Letta Giovanni Caudo matteo renzi Maurizio Crozza nicola zingaretti Paolo Berdini Paolo Ciani Pd Roberto Gualtieri Roma Stefano Fassina Tobia Zevi Virginia Raggi

Articolo precedente

Le radici della violenza del conflitto israeliano-palestinese

Articolo successivo

Draghi, verso una controriforma fiscale?

Aldo Garzia

Seguimi

Articoli correlati

Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti

Ah, vecchie care espulsioni!

“Il nostro Pd è un partito vincente”

Salis e Schlein, una sfida?

Dello stesso autore

Il chiacchiericcio sulle armi e il vincolo della deterrenza

Troppi immigrati? Perché il Nord Europa si difende

Il Risiko del premier e del candidato alla presidenza della Repubblica

America latina, l’ora di una nuova sinistra meticcia

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
Ultimi articoli
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA