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Quando migliaia di albanesi sbarcarono in Puglia

Erano stipati all’inverosimile come sardine. Muti. Facce scavate dalla fame e dal dolore. Gli occhi spenti. Quando le prime luci dell’alba cominciarono a illuminare...

Lega e forze dell’ordine, un connubio pericoloso

Bene hanno fatto il presidente Draghi e la ministra Cartabia a stigmatizzare gli episodi di violenza nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, prima ancora di una sentenza dei giudici penali o dell’esito dei lavori di una commissione d’indagine interna. Hanno fatto bene ma non basta. Bisognerebbe allargare lo zoom delle indagini e delle proposte dalle carceri alle caserme dei carabinieri, ai reparti mobili della polizia, ai comportamenti dei singoli appartenenti alle forze dell’ordine.

Sia chiaro, l’Italia non è paragonabile agli Stati Uniti, dove l’esito di una azione violenta di un uomo o di una donna in divisa si traduce spesso nella morte del “sospettato”. Però ci sono troppi fatti, anche individuali, che dovrebbero imporre una attenta analisi e delle proposte innovative. Per dirla chiaramente, il governo dovrebbe convocare gli “stati generali della sicurezza” (dei cittadini), a rischio non solo per elementi esterni, criminali o eversivi, ma per i comportamenti delle stesse forze dell’ordine.

Carceri, la riforma che non può attendere

“Se davvero il governo vuole correre ai ripari per sanare quel lazzaretto e quella palestra di violenza che sono le carceri avrà bisogno di...

Ex Ilva: per i tarantini la decarbonizzazione in cima a tutto

È molto deciso il sindaco Rinaldo Melucci: “A Taranto più nessuno si strappa i capelli per la sorte dello stabilimento siderurgico, la città si...

Strage di via D’Amelio, una testimonianza ha riaperto il caso

Avevo lasciato Palermo quella maledetta domenica mattina, il 19 luglio del 1992. Avevo intervistato per “il manifesto”, il sabato, padre Ennio Pintacuda, teorico dello...

Migranti, accogliere tutti o regolamentare?

C’è un dato che emerge dal dossier dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che fa riflettere. Anche chi di immigrazione si occupa da trent’anni,...

La ferita del G8 di Genova sanguina ancora

Mentre cresceva anche in Italia il movimento no global, le nuove Brigate rosse di Galesi e Lioce facevano attentati e omicidi, come quello ai...

La piaga dei minori scomparsi in Italia

Ogni giorno cinquanta persone (vecchi, minori, uomini e donne) spariscono. Entrano in clandestinità. Dispersi, lontani dagli affetti, dal proprio mondo. Cancellati come cittadini, senza diritti. È impressionante. Il prefetto Silvana Riccio è il commissario di governo che si occupa degli scomparsi: “Cosa rappresentano? Il mondo delle fragilità, del disagio sociale e familiare”.

Nel secolo scorso (ma anche oggi) alcuni minori scomparsi sono diventati dei “personaggi pubblici”. Traumi per chi era adolescente quando la televisione raccontava le loro scomparse. Ricordo Ermanno Lavorini, sparito il 31 gennaio del 1969 a Viareggio. Aveva dodici anni e fu rapito da un gruppo eversivo monarchico. Il suo corpo fu ritrovato il 9 marzo di quell’anno sepolto nella sabbia di una pineta. Di quella storia, rimane un profondo senso di insicurezza che mi sono portato dietro tutta la vita. E poi il 22 giugno del 1983 si volatilizza la quindicenne Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia. La sua scomparsa è diventato un giallo, una spy story con dentro servizi segreti e mezzo mondo. Al centro, il Vaticano.

Santa Maria Capua Vetere, Polizia Penitenziaria e politica

Con riferimento all’articolo “Un golpe nelle carceri” pubblicato sul vostro giornale, vorrei esprimere alcune osservazioni. Mi ha creato rabbia e turbamento l’essere chiamata in causa...

Ex Ilva, il governo come Ponzio Pilato

Il mestiere del sindacalista è duro. Ha bisogno di un innato ottimismo per convincere la controparte, per fare capire le ragioni dei lavoratori in un mondo in cui contano solo il denaro e le compatibilità di mercato. Deve avere pazienza, il sindacalista, e resistere un minuto di più del padrone (come si diceva nel secolo scorso). Ma alla vigilia del tavolo al ministero del Lavoro, convocato per domani, non c’è un grande ottimismo tra i sindacalisti. Dice Gianni Venturi della Fiom-Cgil nazionale: “Ho la sensazione che il governo sia in balia degli eventi”. Insomma fa la parte di Ponzio Pilato.

La vicenda spinosa a cui ci riferiamo è quella dell’ex Ilva oggi Acciaierie d’Italia. Dopo la condanna penale in primo grado per inquinamento doloso e una sfilza di reati ambientali, con la confisca dell’area a caldo, ormai risalente a più di un mese fa, e il ribaltamento del Consiglio di Stato sulla chiusura della stessa area a caldo voluta dal sindaco e confermata dal Tar, siamo adesso tornati all’inizio di quella che è stata, fin dal principio, una tela di Penelope.