• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » La destra e l’irreversibilità del potere

La destra e l’irreversibilità del potere

1 Luglio 2025 Michele Mezza  1325

Trump appare vincente. In pochi giorni le gaffe e l’imbarazzo per le sue contraddizioni si sono rovesciati in una serie di successi. La guerra all’Iran rimane incerta nell’esito militare, ma sicuramente non è stata una sconfitta per la Casa Bianca, che rafforza il suo sodalizio con Netanyahu senza pagare alcun prezzo politico. Certo, una parte dell’America ribolle. Ma l’opposizione sembra ancora lontana da quella pancia popolare che rimane saldamente legata al presidente sovranista.

Sulla scena internazionale si susseguono risultati che il tycoon può vendere come successi. La decisione di esentare la Silicon Valley dalla minimum tax – l’imposizione fiscale che doveva colpire i lauti profitti realizzati dalle imprese digitali – è un’amarissima beffa per l’Europa. Avevamo pensato una norma per ridurre l’accaparramento di risorse da parte dei monopoli digitali americani, e poi li abbiamo esentati da questa norma. Nemmeno le “sette sorelle” del petrolio – al tempo del loro massimo potere, negli anni Sessanta – avrebbero potuto concepire un tale privilegio. Siamo a una resa senza condizioni. Come i palestinesi e gli iraniani, sotto le bombe.

Il mercato si sta rivelando ormai del tutto indifferente alla concorrenza e anche alla democrazia. Trump, nel pieno dell’ebbrezza, sta persino sfidando la sua base elettorale più militante, il movimento Maga, con l’ultima impennata autocratica. È esattamente quel meccanismo di censimento e controllo delle opinioni dei cittadini che il regime cinese ha avviato qualche anno fa. La massima approssimazione al “grande fratello” che in Occidente suscita ripulsa e sarcasmo, ma che trova ora piena cittadinanza nel cuore del Paese guida del capitalismo. Si tratta di un gigantesco data base, in cui dovrebbero confluire i dati di tutti gli americani: sia quelli amministrativi (sanità, scuola, fisco) sia quelli comportamentali (social, opinioni, dichiarazioni). A rendere ancora più inquietante il disegno, è il soggetto a cui è stato affidato: Palantir, la demoniaca impresa digitale di Peter Thiel, il massimo teorico dell’autoritarismo bianco sovranista, che ha incarnato l’idea di una nuova mistica visione del potere degli algoritmi, arrivando fino a scavalcare la morte in un delirante progetto di transumanesimo.

Ora, però, il cuore del contrasto fra Trump e i suoi supporter più devoti, come Steve Bannon, è proprio sul ruolo dello Stato. Bannon, fedele all’ispirazione anarco-capitalista, chiede di procedere alla riduzione di ogni vincolo pubblico, lasciando mano libera ai capitalisti; mentre Trump mira a un apparato centrale che renda permanente il suo potere.

Questo è il vero fulcro del nuovo scenario ideologico della destra: l’irreversibilità del potere. Siamo a un’interpretazione del governo che sfida ormai chiaramente la legge e le norme costituzionali, rendendo i governanti sovranisti imputabili di gravi reati. Questo vale negli Stati Uniti, è accaduto in Brasile, sta accadendo in Argentina – e potrebbe accadere in Francia o Germania, nel caso di un successo delle liste dell’ultradestra. E soprattutto: è in divenire nel nostro stesso Paese.

Trump non intende certo restaurare la supremazia dello Stato, quanto imporre un proprio potere personale, addirittura dinastico, come ha appena dichiarato il figlio, che fa sapere che si sta preparando a succedere al padre quando, in un tempo lontano, dovrà inevitabilmente abbandonare la prima linea. Una destra senza alternanza è l’orizzonte che si profila. Con lo stravolgimento di ogni meccanismo costituzionale imposto da un ampio consenso popolare. Dovrebbe essere questo, allora, il focus per una sinistra che sembra interessata, invece, solo a marginali battaglie “estetiche” sui diritti civili. Perché le forze più competitive e avanzate dello stesso capitalismo moderno hanno perso di vista ogni funzionalità della democrazia nello sviluppo?

Eppure, proprio le tecnologie digitali hanno un’intima natura decentrata, in cui la partecipazione attiva di utenti e comunità è essenziale per salvaguardare l’efficienza e l’efficacia del sistema. Perché si sceglie una deriva autoritaria e oscurantista? La ragione sta proprio in un’insidia che viene dallo sviluppo tecnologico, che, se supportato politicamente, renderebbe invece meno stabili e rigidi i poteri finanziari e istituzionali, costringendo imprese e politica a misurarsi con forme di democrazia diretta e istantanea. Un progresso senza libertà – è la formula della destra, che sembra schiacciare la sinistra in un luddismo senza progresso. Sottrarsi a questa tenaglia è essenziale. Non solo per competere nel governo, ma per salvare la democrazia.

1.346
Archiviato inEditoriale
Tagsbig data data base destra Michele Mezza successi di Trump

Articolo precedente

Gaza e Cisgiordania, i Ventisette alla prova dei fatti

Articolo successivo

In Cile una comunista alla ribalta

Michele Mezza

Articoli correlati

Italia e Francia, una sola battaglia

Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo

In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra

Ma in Italia c’è un clima di violenza?

Dello stesso autore

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Est/Ovest: la contesa è sul conflitto sociale

Musk, le privatizzazioni, la sicurezza militare e l’Europa

Le dimissioni di Belloni e la nuova tecno-destra all’attacco

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ridiventeremo filocinesi?
Rino Genovese    15 Maggio 2026
Legge elettorale o legge di distrazione di massa?
Paolo Barbieri    13 Maggio 2026
Disfatta laburista o fine di un sistema politico?
Agostino Petrillo    11 Maggio 2026
Ultimi articoli
In Spagna la nuova sinistra andalusa
Vittorio Bonanni    20 Maggio 2026
Il Brasile di Lula e quello di Bolsonaro figlio
Claudio Madricardo    19 Maggio 2026
Conte apre al centro, per fare cosa?
Paolo Barbieri    18 Maggio 2026
L’Armenia alla ricerca di un’identità nella politica internazionale
Vittorio Bonanni    14 Maggio 2026
Quando il teatro è veramente politico
Katia Ippaso    14 Maggio 2026
Ultime opinioni
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Ultime analisi
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA