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La fine del fondamentalismo islamico osteggiata dai neo-manichei

Discendente del più importante ayatollah della storia contemporanea dello sciismo, l’accademico al-Khoei, nei giorni scorsi, ha reso noto in un’intervista al sito alarabyah.net che...

Pomodori, caporali e algoritmi

I due fenomeni dell’intermediazione illecita di manodopera e di sfruttamento del lavoro sono stati oggetto di intensi dibattiti e sono stati recepiti dalla legge...

Bergoglio: incipit sul sinodo

Da sei anni Francesco chiede con fermezza e chiarezza un sinodo della Chiesa italiana. Sinodo è parola centrale nel pontificato di Francesco, il papa...

Bergoglio parla al mondo economico-finanziario

La lunga stagione dei teocon è proprio finita. Per quanto non abbiano mai conquistato la dottrina sociale della Chiesa, hanno pesato moltissimo sulla sua...

Noi e il testimone Francesco

Alcuni amici hanno chiesto perché ci occupiamo frequentemente di Francesco. A questa domanda credo che la risposta migliore sia una domanda: come sta la sinistra? Bene? Male? Così così? Io credo che difficilmente un sondaggio del genere vedrebbe la vittoria della prima risposta. La famosa domanda “destra e sinistra esistono ancora?” non richiede risposte intimiste, ma pubbliche. Allora per rispondere pubblicamente occorre indicare dove esista questa differenza. Faccio degli esempi: i porti chiusi da Salvini sono stati realmente riaperti o si è creato un gorgo burocratico per aprire a parole senza aprire nei fatti? Cosa si è chiesto di fare per la vaccinazione di chi si trova irregolarmente in Italia? La Colombia ne ha regolarizzati un milione e 700mila per risolvere il problema: non è un Paese né ricco né socialista, è soltanto un Paese che non nasconde la testa sotto la sabbia. Un altro esempio: davanti alla sentenza del tribunale di Coblenza (Germania) che ha condannato un funzionario del regime siriano per concorso in crimini contro l’umanità e al giudizio in atto in Francia per l’uso da parte dello stesso regime siriano dei gas sulla sua stessa popolazione che iniziativa ha preso, non dico la sinistra italiana, ma almeno il Partito Socialista Europeo? 

Un giorno Francesco stava andando in una parrocchia della periferia romana. Il parroco lo attendeva, ma lui non arrivava. Lo cercò, ma nessuno sapeva dire come mai tardasse. Poi arrivò, con circa mezz’ora di ritardo. Cosa era successo? Era successo che, cammin facendo, Francesco aveva visto dal finestrino della sua utilitaria un campo nomadi e si era fermato: sceso dalla macchina era andato a trovarli, a parlare con loro. Dice qualcosa?

Bergoglio un anno fa: siamo tutti nella stessa barca

Questo 27 marzo 2021 potrebbe essere il giorno della divulgazione della lettera “nemici tutti”, che ben esprimerebbe la cultura nichilista, suprematista, liberista e populista di chi nasconde milioni di dosi di vaccini, blocca tutta la produzione AstraZeneca, visto il locale picco dei contagi, e altro. Manca ancora il capitolo sulla scoperta di partite di vaccini contraffatti, ma si potrebbe sempre fare a tempo nonostante il 27 sia ormai alle porte, la data perfetta.

Infatti il 27 marzo 2020, un anno fa, sotto la pioggia, il vescovo di Roma, Francesco, pubblicò la sua prima video enciclica. Quella sera lui non scese dalla basilica in piazza San Pietro per comunicare ai fedeli la sua verità. No. Quella sera il vescovo di Roma, neanche protetto da un ombrello, fiancheggiò tutta la piazza per poi risalire verso la basilica, come avrebbe fatto un qualsiasi pellegrino, o turista, o curioso. Il senso di quel lungo camminare di un uomo assillato dall’artrosi, con indosso solo la sua veste bianca, senza alcun paramento, senza alcun coadiutore, stava nel darci la certezza che radunava tutti, senza scartare alcuno. Come a dire con i gesti, che poi avrebbe ripetuto con le parole, che, al contrario di quanto si afferma in “nemici tutti”, siamo tutti sulla stessa barca. È stato difficile allora capire appieno cosa volesse dire questo “siamo tutti sulla stessa barca”, ora con la vicenda dei vaccini è più chiaro.

C’è chi vuole benedire le unioni gay

Alla Chiesa cattolica non piacciono i dubbi. Quando il papa firmò la sua Esortazione Apostolica sulla famiglia, che contiene aperture ai divorziati risposati, i cardinali tradizionalisti posero dei “dubbi”: citavano vecchi canoni per dire che c’era un dubbio e quindi un errore, e che perciò Francesco avrebbe dovuto fare marcia indietro. Bergoglio però ha sorvolato: li ha lasciati con i loro dubbi. Talvolta accade.

Oggi la Congregazione della dottrina della fede, ex Sant’Uffizio, pone a se stessa un interrogativo e risponde che le unioni “tra due persone dello stesso sesso” non possono essere benedette. Ma cosa vuol dire? Le benedizioni sono azioni liturgiche, affidate di norma anche a laici e non sacramentali, e si può capire che due anziane signore che vadano a vivere insieme per ristrettezze economiche non possano essere benedette in questa loro scelta. Questo però non viene considerato. Specificando che le persone dello stesso genere che si uniscono praticano sesso, si rende esplicito che si fa riferimento alle unioni omosessuali, che non possono essere benedette per i rapporti sessuali extra-matrimoniali che i due praticheranno. Anche se fossero sposati – dove ciò è consentito –, questo matrimonio per la Chiesa non esisterebbe.  Dunque la formula è riguardosa, non parla come in passato di atti immorali, ma di atti extra-matrimoniali. Ottimo, ma allora... perché si benedicono i fidanzati che magari praticano sesso prematrimoniale, anch’esso proibito, come quello extra-matrimoniale?

Quelle diversità nell’islam rappacificate da Bergoglio

Il conflitto tra cattolici e protestanti ha insanguinato l’Europa, secoli fa. Nessuno dei due riconosceva la legittimità dell’altro e principi, re o imperatori usarono questo conflitto per i loro interessi. Lo stesso accade nell’islam, che secondo il suo calendario è in secoli non molto lontani da quelli del conflitto tra cattolici e protestanti. Dalle sue origini l’islam si è spezzato in due, i sunniti, convinti che il successore di Maometto potesse essere scelto tra tutti i suoi seguaci e gli sciiti, convinti che solo un congiunto di Maometto potesse guidare la comunità. Ne è nata una disputa sanguinosa che perdura e si è cristallizzata in teologie complesse, creando vessazioni e scontri ma anche ricchezza, se ci si capisse: le differenze capite arricchiscono e anche l’islam è più ricco come mondo plurale. Il problema è riconoscersi. Quando Francesco ha partecipato alla commemorazione del cinquecentenario di Lutero ha fatto questo.

Ora ha capito che per porre termine alla guerra militare scatenata dagli opposti imperialismi per conquistare l’islam (con il sostegno di imperialismi esterni) occorre un reciproco riconoscimento di fratellanza tra sunniti e sciiti. Basti pensare a come vivranno i sunniti cittadini dell’Iran (sciita) e gli sciiti cittadini dell’Arabia Saudita (sunnita). Le guerre di religione sottendono sempre a guerre di ben altro “valore”, ma i cristiani monofisiti, cioè quelli che non riconoscevano la duplice natura di Cristo come stabilito dal Concilio Ecumenico di Calcedonia, sanno bene, anche perché quasi spariti, che la persecuzione peggiore è quella verso l’eretico.

Bergoglio avvia il processo di pace nell’islam

Una diffusa storiografia araba invece che di “crociate” preferisce parlare di “guerre dei Franchi”. Non al papa dell’epoca, infatti, attribuiscono quelle guerre, ma ai...

La rivoluzione disarmata di Francesco

“Solo se riusciamo a guardarci tra noi, con le nostre differenze, come membri della stessa famiglia umana, possiamo avviare un effettivo processo di ricostruzione...