• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Editoriale

Meloni nel suo brodo

Rino Genovese
15 Luglio 2026

L’avevamo scritto fin dall’aprile scorso che la frana di Meloni non si fermava (vedi qui), e la vicenda dell’emendamento bocciato alla Camera, sia pure per un solo voto, ne è una dimostrazione ulteriore. La presidente del Consiglio non ha solo il problema Vannacci (con cui riteniamo, però, che arriverà a stringere un qualche patto), ha ormai anche quello di una maggioranza riottosa sull’approvazione della legge elettorale da lei voluta. Non si tratta, infatti, unicamente della questione delle preferenze: questa è la punta dell’iceberg di un dissenso che riguarda la riforma in quanto tale. Se al Senato sarà (o sarebbe) possibile riprendersi dallo scivolone – reintroducendo la presa in giro sulle “preferenze”, risultato di un compromesso al ribasso che non ha retto alla prova dell’aula –, bisogna poi vedere se non ci sarà una sollevazione contro la legge in sé. Le probabilità non sono moltissime, ma neppure del tutto assenti: perché per la Lega, quella più radicata nei territori, rinunciare ai collegi uninominali (non più previsti dall’impianto proporzionale con premio di maggioranza) significa perdere non pochi seggi – e magari, se si va a vedere, tutti a favore di Fratelli d’Italia che è il partito più grosso. Il meccanismo del collegio uninominale permette al candidato più noto in una zona di raccogliere intorno a sé i voti dell’intero cartello delle destre; rinunciarvi, per la Lega di Zaia, sarebbe un regalo troppo grosso, benché alla leadership del periclitante Salvini potrebbe perfino convenire: “perdo qualche seggio ma resto in sella, e con i capilista bloccati faccio passare chi dico io”.

Altro discorso quello circa il partito berlusconiano: qua l’opposizione è soprattutto contro le preferenze, perché, per un partito padronale come Forza Italia, con Berlusconi che era abituato a nominare deputato anche il proprio cavallo, non è tollerabile che qualcuno, forte del proprio rapporto con gli elettori, possa scavalcare un candidato voluto dal centro. Come farebbe a passare una Stefania Craxi, invisa ai più, se non catapultata, e bloccata, in un collegio sicuro? La legge elettorale con premio di maggioranza (sarebbero ben settanta deputati in più alla Camera!) ha tuttavia per i berlusconiani anche un altro handicap: quello di rendere impossibile le “larghe intese”. In fondo, questa componente dello schieramento delle destre ha come obiettivo quello di stare sempre e comunque nella maggioranza (altrimenti come si difenderebbero gli interessi di Mediaset?). Dunque a loro, come per altri versi a molti del Pd anti-Schlein, non andrebbe male un pareggio, con il presidente della Repubblica che sceglie un “tecnico” alla Draghi per formare un governo.

Continua a leggereMeloni nel suo brodo
Opinioni

Cattolici, il moderatismo non serve

Si guardi piuttosto all’insegnamento di papa Bergoglio
Vittorio Bonanni
17 Luglio 2026

Si va avanti a suon di firme, nell’area indefinita che si colloca a destra del trio Pd, 5 Stelle e Alleanza verdi-sinistra. Matteo Renzi ha agitato la bandierina per ricordare a tutti gli altri galli del pollaio “riformista” che quelle sono indispensabili per essere certi di partecipare alla competizione elettorale (come successe con Carlo Calenda alle scorse elezioni, a cui seguì la successiva quanto patetica separazione tra i due leaderini). Stavolta è stato invece un esponente storico del cattolicesimo democratico a ricordare, a chi di dovere, di avere questa importante carta da giocare, appunto le firme, per facilitare la partecipazione al voto di qualche possibile alleato. Si tratta di Bruno Tabacci, che ha lasciato il Partito democratico per entrare nel gruppo misto.

Continua a leggereCattolici, il moderatismo non serve
Interviste

Negli Usa ritorna il socialismo?

Ad Alessandro Portelli, grande conoscitore della cultura americana, abbiamo chiesto un giudizio sulla flessione del consenso popolare a Trump, e sulla possibile ripresa del pensiero critico e di sinistra. Ci sono segnali positivi, ma che succede davvero nell’America profonda?
Paolo Andruccioli
17 Luglio 2026

Alessandro Portelli ha insegnato per anni, all’Università “La Sapienza” di Roma, Storia della letteratura angloamericana, e ha scritto saggi sulla cultura musicale e sull’antifascismo; è un attento osservatore delle trasformazioni che attraversano la società americana nell’epoca Trump. Gli abbiamo chiesto un parere su quello che si dice a proposito di una crisi dell’immagine vincente del presidente. È vero che il vento sta cambiando o si tratta semplicemente di un’altra moda? Qualche commentatore politico azzarda perfino la possibilità che tornino alla ribalta idee socialiste.

Continua a leggereNegli Usa ritorna il socialismo?
Articoli

Una settimana nella vita di Nigel Farage

Una vicenda che getta luce sul degrado della vita politica inglese contemporanea
Agostino Petrillo
16 Luglio 2026

Di tutte le settimane folli nella vita politica di Nigel Farage, che certo non sono state rare, sicuramente quella appena trascorsa è stata, con ogni probabilità, la più inquietante. Farage, leader del partito di destra populista Reform UK, dato dai sondaggi ormai come il primo partito del Regno Unito, ha detto che si dimetterà da parlamentare per il collegio di Clacton-on-Sea e che si ricandiderà alle elezioni suppletive per lo stesso seggio, che si terranno come conseguenza delle sue stesse dimissioni. Lo ha fatto dopo che la commissione etica del parlamento britannico aveva aperto una seconda indagine sui finanziamenti del suo partito, accusato di avere ricevuto donazioni illecite per milioni di sterline. Le dimissioni giungono quindi per consentire agli elettori di “giudicare le sue azioni”.

Continua a leggereUna settimana nella vita di Nigel Farage
  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
  • Instagram
Cerca nel sito

Iscriviti alla newsletter

Ultimi editoriali
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo
Rino Genovese    7 Luglio 2026
Ultimi articoli
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Remigrazione nel Paese che fu dell’apartheid
Luciano Ardesi    13 Luglio 2026
In Giappone il flop del riarmo
Marco Santopadre    8 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli
Recensioni

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA