Electrolux, affari loro
Sono 1700 i licenziamenti annunciati da Electrolux, la multinazionale svedese degli elettrodomestici, che, dopo avere incassato finanziamenti pubblici dallo Stato italiano, ora non nasconde l’intenzione di andarsene dall’Italia. Licenziare 1700 lavoratori significa in pratica dimezzare la forza lavoro nel nostro Paese, e significa dismettere interi stabilimenti in zone che già vivono la crisi industriale di questo e degli altri settori manifatturieri. Un’altra storia industriale “scappa e fuggi”, con un colosso che, nel 2022, avendo rilevato la Zanussi, invece di rilanciare la produzione aveva già tagliato più di mille posti di lavoro. E non si tratta neppure di un caso isolato. Prima della vicenda Electrolux, era toccato infatti alla Candy: lo storico marchio di Brugherio, ceduto ai cinesi di Haier, con la conseguente chiusura dello stabilimento italiano. Prima ancora c’era stato il caso Whirlpool – che aveva inglobato i marchi Ignis e Merloni –, e che poi, a sua volta, aveva ceduto i propri impianti alla turca Beko, con una conseguente pesante ristrutturazione degli stabilimenti. Ricordiamo queste vertenze e questi nomi per tratteggiare i caratteri di quella che appare oggi come una crisi strutturale, che andrebbe affrontata nel suo insieme e con una strategia lungimirante di politica industriale. Ma per ora sembra che ci si debba rassegnare al declino, con un settore che ha dimezzato l’occupazione rispetto al 2000: oggi in Italia lavorano ancora tredicimila addetti. Ma erano il doppio all’inizio millennio.
Il segnale che ci viene da questa ennesima prova del lento e inesorabile declino industriale italiano è molto preoccupante, per una serie di motivi. Il primo riguarda la dimensione dell’impresa protagonista. Si tratta di un’azienda multinazionale, con sede a Stoccolma, che opera da anni nel settore della produzione di elettrodomestici. Fondata nel 1910, è la terza maggiore azienda del settore, in cui opera dal 1919, sia in Europa sia a livello mondiale. Arrivando in Italia (quattro anni fa), sembrava volesse fare sul serio, rilanciando un’azienda, la Zanussi, che ormai appariva decotta. Ovviamente, nessun’azienda lavora per la gloria o per la beneficenza sociale. L’interesse di Electrolux per l’Italia era duplice: da una parte, occupare un settore, quello degli elettrodomestici, simbolo della storia contemporanea dell’industria (la famosa “industria del bianco”, che caratterizzò il boom economico degli anni Sessanta insieme alle automobili utilitarie), e, dall’altra, la caratteristica essenziale della politica dell’Italia in campo industriale: l’approccio assistenziale nei confronti delle imprese.
In Spagna la nuova sinistra andalusa
In Andalusia avanza la sinistra anticapitalista e regionalista-nazionalista. È questa la novità più interessante dell’appuntamento elettorale di domenica scorsa, da cui escono ridimensionati i due partiti principali: quello popolare al governo della regione dal 2019, e quello socialista da allora all’opposizione, dopo decenni di predominio. Queste due formazioni hanno preso, su un totale di 109 seggi, rispettivamente il 41,5% dei consensi, con 53 deputati, contro i 58 della legislatura precedente, e il 22,3%, con 28 eletti contro i 30 del 2022. Un risultato che costringerà il partito del moderato Manuel Moreno Bonilla ad allearsi con i neofranchisti di Vox, arrivati al 15%, trapiantando così in Andalusia una formula già adottata in Estremadura, Aragona, Castilla y León. Ma a destare la curiosità degli osservatori sono il 9,5% e gli otto deputati conquistati da Adelante Andalucía, contro i due ottenuti in precedenza, relegandola al gruppo misto.
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Mentre nel Metropolitan Museum di New York sfilava l’élite mondiale, all’esterno il sindacalista Chris Smalls lanciava un attacco frontale contro Amazon che finanziava l’evento: una proiezione video monumentale sulla facciata di un edificio mostrava il volto di Mary Hill, 72enne lavoratrice Amazon e malata di cancro, che raccontava la fatica per arrivare a fine mese. Poi Smalls è stato arrestato per avere oltrepassato le barriere che separavano i manifestanti dal tappeto rosso, con un cartello che denunciava 1.500 giorni di attesa per un contratto e la complicità di Amazon nei conflitti globali.
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
C’è una forma di ignoranza che non fa rumore. Non si presenta con la brutalità di chi brucia i libri in piazza. Si insinua nelle burocrazie, si traveste da riforma, si firma in calce a circolari ministeriali con l’aria di chi stia semplicemente aggiornando un elenco. È l’ignoranza del potere: quella di chi decide cosa si studia senza avere mai davvero studiato, di chi taglia senza sapere cosa taglia, di chi censura per riflesso condizionato anziché per convinzione elaborata.















