Il Pd e la coerenza antifascista

Miserabile canovaccio quello recitato ieri in Senato. Sembrava che il Partito democratico – a sentire il suo segretario solo pochi giorni fa – fosse deciso a imboccare la via per lo scioglimento di Forza Nuova; invece si è comportato in tutt’altro modo, con quel cerchiobottismo che da sempre caratterizza il moderatismo italiano. Non si tratta neppure di rimproverare al Pd di essere un agglomerato centrista anziché di centrosinistra come vorrebbe essere; si tratta semplicemente di segnalare come un partito – in qualsiasi collocazione parlamentare si collochi – dovrebbe avere una certa coerenza tra ciò che dichiara e ciò che fa. Altrimenti è privo di senso lamentarsi poi dell’astensionismo crescente, che avrà anche profonde motivazioni sociologiche, ma è provocato anzitutto da un ceto politico di chiacchieroni, con l’effetto di una disaffezione degli elettori nei confronti della politica.

Gli elementi per mettere fuori legge Forza Nuova ci sono tutti, e da tempo. Che si tratti di un gruppo dichiaratamente fascista è cosa nota, ma ora non c’è soltanto questo: sabato 9 ottobre, a Roma, Forza Nuova ha organizzato i disordini di piazza sfociati nell’assalto alla sede della Cgil. In casi del genere la famosa legge Scelba, se applicata, consente al ministero dell’Interno, sentito il parere del Consiglio dei ministri, di procedere allo scioglimento per via amministrativa, senza neppure attendere un procedimento giudiziario o una sentenza di primo grado. Era però prevedibile, data la composizione dell’attuale maggioranza di governo, che il presidente del Consiglio e la ministra dell’Interno (per giunta sotto attacco da parte della destra) se ne lavassero le mani puntando ad allungare i tempi con uno scaricabarile: “Attendiamo il giudizio da parte della magistratura”.

Francia, la scelta solitaria di Mélenchon

Il 16-17 ottobre a Reims si è svolta la convenzione della France Insoumise che ha dato il via alla mobilitazione dei militanti nella campagna per le presidenziali francesi che si terranno nell’aprile del 2022. Come delegato tirato a sorte (così per l’80% dei convenuti), in quanto membro del Gruppo d’azione di Roma e dell’Italia del Sud, ho potuto parteciparvi. Lo straniamento rispetto alle riunioni e alla estrema frammentazione della sinistra italiana è totale. Tra mille e duemila delegati in sala tra sabato e domenica – stile molto statunitense, interventi di massimo cinque minuti, voci impostate e discorsi limati in...

Congresso del Psoe: Sánchez resta a sinistra

È stato il congresso del consolidamento della leadership di Pedro Sánchez e della ritrovata unità tra le diverse componenti del Partito socialista spagnolo (Psoe), quello numero 40 che si è svolto lo scorso fine settimana a Valencia. Il premier e segretario del partito ne esce rafforzato politicamente, dopo che dal gennaio 2020 guida l’esecutivo formato da socialisti e Podemos – il più avanzato e a sinistra d’Europa –, dopo aver gestito per due anni un monocolore. Sánchez ha potuto rivendicare i buoni risultati ottenuti contro la pandemia (“stiamo tornando con precauzione alla normalità”) e quelli nelle politiche sociali (riduzione del...

Quella destra estrema del web e della piazza

I fronti sono diversi e articolati. Ribelli e odiatori si annidano nella rete e vanno fuori nelle piazze. Si muovono in una sorta di universo parallelo portando alta la bandiera della “libertà”, che nel loro caso significa negare le regole condivise di una comunità. A partire dai “no vax” e “no pass”, che stanno cementando un fronte trasversale sociale e politico. È un mondo qualunquistico o della destra estrema che si ritrova nel web ma anche nella realtà. E alimenta il fuoco dell’oscurantismo: “Il vaccino anti-Covid è una terapia genica sperimentale che procurerà modifiche irreversibili al Dna delle persone”. Un...

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