Il diritto all’eutanasia riguarda tutti

Oggi, parafrasando un famoso slogan femminista degli anni Settanta, dovremmo gridare “la vita è mia e la gestisco io”. Sì, perché l’autodeterminazione dell’individuo, sancita dalla Costituzione, è sacrosanta. Eppure, a differenza di altri Paesi europei e non, in Italia non c’è una legge che definisca ed estenda il concetto di autodeterminazione a tutta la sfera sanitaria, incluso il fine vita. I notevoli passi avanti della scienza e della tecnologia hanno portato alla possibilità di salvare molte più vite umane rispetto al passato, ma troppo spesso a scapito della dignità dell’individuo. Non si contano i casi balzati all’onore della cronaca di persone ridotte a una vita insostenibile e invalidante, senza possibilità di cura, che non hanno la possibilità di scegliere se continuare o meno la propria esistenza. E non sono pochi coloro costretti a raggiungere la Svizzera per avere la tanto agognata “dolce morte”.

Proprio per il rispetto dovuto a questa tematica che riguarda tantissimi e con la quale tutti noi dobbiamo fare i conti, l’Associazione Luca Coscioni – con l’appoggio di numerosi partiti e il sostegno di Arci e Cgil nuovi diritti – ha dato il via alla raccolta firme per il referendum sulla eutanasia legale che dovrà raccogliere almeno cinquecentomila adesioni entro il 30 settembre. La campagna si è già aperta a Roma e a Milano, e dal 30 giugno sarà estesa a tutto il territorio nazionale.

Dall’eco-socialismo all’ecologia popolare

L’eco-socialismo nasce negli anni Sessanta del secolo scorso in Germania, associando alla denuncia delle ingiustizie sociali del capitalismo una forte critica dell’industrialismo, appannaggio della stessa sinistra. La critica si concentrava sull’insostenibilità della tesi del marxismo ortodosso in merito alla desiderabilità di uno sviluppo illimitato delle forze produttive. Ma il termine, in sé, non riesce a dissipare l’ossimoro che risulta dall’accostamento tra le parole “ecologia” e “socialismo”, specialmente alla luce dell’esperienza dei paesi del “socialismo reale”, del loro industrialismo sfrenato incurante dell’inquinamento prodotto. Esperienza rinnovata nella Cina del “socialismo con caratteri cinesi”. Altri critici si spingono più in là considerando che...

Una nuova guerra fredda? No, grazie

La guerra fredda novecentesca fu in sostanza una coesistenza pacifica, sia pure sotto l’incubo di una catastrofe nucleare, fatta di competizione e rivalità (tra cui quella per la cosiddetta conquista dello spazio), con una serie di frizioni militari che si risolsero in guerre regionali peraltro devastanti: dalla Corea al Vietnam e oltre. La contesa ideologica era tra due sistemi differenti sul piano politico (le democrazie liberali non sono certo basate sul partito unico, come accadeva nel mondo sovietico, e come avviene tuttora in Cina, in Corea del Nord, o a Cuba), ma piuttosto simili dal punto di vista economico-sociale....

Forestali. Le parole del costituzionalista Volpi

Vi abbiamo già parlato su “terzogiornale” della falsa riforma dei Forestali che, nel 2016, azzerò un corpo prezioso per la salvaguardia dei nostri territori cedendolo come un ramo secco dello Stato all’Arma dei carabinieri. Abbiamo sentito diversi protagonisti e svolto alcune analisi che vengono ora pienamente confortate dalle parole di un autorevole e apprezzato costituzionalista, Mauro Volpi, ascoltato dalle commissioni Difesa e Affari costituzionali della Camera, nell’ambito dell’esame di alcuni disegni di legge che si propongono di ripristinare un’amministrazione autonoma della Forestale sottraendola all’inutile, anzi dannosa, disciplina militare. Volpi, noto come strenuo difensore dei diritti civili, in questa audizione ha...

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