Manovra economica, i fischi e gli applausi

Fischi e applausi per la prima assoluta del governo Meloni. Le critiche alla manovra sono tante, e non arrivano solo dalla società civile e dai sindacati (la Cgil ha indetto già lo sciopero), ma anche da luoghi istituzionali importanti, come la Banca d’Italia, la Corte dei conti, l’Ufficio parlamentare di Bilancio e via dicendo. Tra i no alla manovra scopriamo varie sorprese; ma abbiamo ascoltato anche applausi più o meno rumorosi. Il teatro della comunicazione è sempre più da interpretare. Cominciamo dagli applausi.

Lucio Caracciolo, ispiratore di “Limes” e grande divulgatore della geopolitica, ha fatto notizia per le sue dichiarazioni su uno degli aspetti più controversi e antichi: il ponte sullo Stretto. Si tratta di un’opera da sempre osteggiata, ma che andrebbe finalmente realizzata “perché è una priorità strategica per l’Italia”. A Caracciolo non è piaciuta la presa di posizione critica della commissaria europea ai Trasporti, la romena Adina Valean, secondo la quale per finanziare il progetto serve un progetto (lapalissiano). Caracciolo spera che il governo Meloni riesca ad attivare quel progetto e che non fallisca come tutti i governi precedenti, dal 1876, quando il ministro Giuseppe Zanardelli diceva: “Sopra i flutti o sotto i flutti, la Sicilia sia unita al continente!”.

La crisi nella legge di Bilancio

Ridimensionare a semplice “visione delle banche” le critiche della Banca d’Italia alla legge di Bilancio (avevamo già parlato di alcuni aspetti della manovra qui) varata dal governo, non è stata una mossa molto garbata sul piano istituzionale; ma la puntuta reazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio – Giovanbattista Fazzolari, fedelissimo di Giorgia Meloni – sembra il segnale di un po’ di nervosismo a palazzo Chigi. Certo, osservando i posizionamenti in corso sulla manovra finanziaria, può risultare singolare vedere il numero uno di Confindustria, Carlo Bonomi, spingersi fino a un faccia a faccia con il nemico numero uno degli...

Nordio, come la destra intende smontare il sistema giudiziario

Le recenti audizioni parlamentari del neo-guardasigilli, Carlo Nordio, hanno riproposto l’armamentario ideologico di una destra che mira da sempre a colpire l’indipendenza della magistratura. Strumento base di questo apparato è la manipolazione e la connivenza con il sistema informativo: infatti, nell’esporre il suo programma di governo del sistema giudiziario, il ministro si è distinto, piuttosto, per le sue filippiche contro l’abuso delle intercettazioni e a favore della separazione delle carriere. Temi che poco o nulla hanno a che fare con l’efficienza del sistema, la formazione dei magistrati, il potenziamento delle risorse umane e tecniche di tribunali e procure, e...

C’era una volta la Brexit. I piccolissimi passi di Rishi Sunak

Col passare del tempo le cose assumono a volte una fisionomia più chiara. È il caso della Brexit e delle sue conseguenze. A ormai sei anni di distanza, è evidente come il Regno Unito abbia pagato un prezzo molto alto in termini economici, politici e territoriali per la sua scelta di staccarsi dall’Unione europea. E tanto più lo si può affermare oggi, nel nuovo contesto internazionale che si va profilando dopo la guerra e la pandemia, in cui pare proprio che l’alternativa che si proponeva, subito dopo la fuoriuscita, tra una vagheggiata global Britain e una ridimensionata little England,...

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