“Terzogiornale” ritorna martedì 16 agosto

Il Pd nel maelstrom. Il caso Liguria

Mentre l’orologio elettorale corre sempre più veloce, la Liguria fa i conti con un quadro politico che rischia di mostrarsi radicalmente mutato dopo il 25 settembre, e certo non in meglio. Con il taglio dei parlamentari, infatti, si ha una notevole riduzione della rappresentanza della regione, che complessivamente perde nove parlamentari, passando da 24 a 15. I senatori da 8 saranno tagliati a 5; i deputati da 16 a 10. L’ampliamento territoriale dei collegi, tra l’altro, ha conseguenze politiche rilevanti, dato che mina la compattezza di alcune zone storicamente “rosse”, allargandole verso l’estremo Ponente, da sempre appannaggio di Forza Italia e un tempo feudo della Dc.

Al Senato i collegi uninominali sono solo due: Genova rappresenta lo spartiacque, dato che il primo collegio abbraccia un territorio che va da Ventimiglia al municipio genovese di medio Ponente; il secondo va da Sampierdarena a Sarzana. Alla Liguria, inoltre, in considerazione della popolazione ridottasi a 1.570.000 abitanti, è stato assegnato un unico collegio plurinominale, con tre seggi. Per la Camera, invece, i collegi uninominali sono quattro: il primo comprende la provincia di Imperia e gran parte di quella di Savona; il secondo va da Albisola a Genova Ponente, includendo la Valpolcevera, la valle Scrivia, Montoggio e Casella; il terzo è quello di Genova Levante, che arriva sino a Sori e ingloba la val Trebbia; il quarto si estende da Recco a tutta la provincia di La Spezia. Anche per la Camera il collegio plurinominale è soltanto uno e assegna sei seggi. Una situazione, quindi, in cui alla rarefazione della rappresentanza corrisponde anche un venir meno di molti collegi “sicuri”. Ne ha dato conto in maniera drammatica l’Istituto Cattaneo che, nelle sue previsioni di fine luglio, ha visto una Liguria quasi completamente “azzurra”. Il centrodestra sembra avere nettamente più chance degli avversari in almeno tre collegi, mentre due vengono dati per “contendibili” e ne rimane solo uno – quello di Genova 3 – in cui il centrosinistra potrebbe sperare di piazzare un parlamentare.

Massimo D’Alema e le armi

(Questo articolo è stato pubblicato il 26 aprile 2022) Le vie della sinistra italiana sono infinite. Dopo la conclusione della difficile ma appassionante storia del Partito comunista italiano, ne abbiamo viste di tutti i colori. Il gruppo dirigente di allora – certamente di alto livello, a prescindere da come la si pensi – non è stato capace di lasciare figure di altrettanto spessore, solo personaggi che si sono rivelati inadeguati, sia politicamente sia eticamente, a gestire una complicata transizione. Se ci si limita alle scelte politiche, per quanto discutibili possano essere, si resta in un contesto assolutamente legittimo. La cosa...

Inebetita rassegnazione alla catastrofe

Su “terzogiornale” (vedi qui) mi è già capitato di ricordare un’osservazione di Walter Benjamin su un modo di dire del piccolo borghese tedesco degli anni Venti del Novecento: “Così non si può andare avanti”. È un detto che conquista popolarità nei periodi di crisi, un segno inequivocabile “di stupidità e di viltà”. Perché invece – chiosava Benjamin – il capitalismo dimostra, con imprevedibile elasticità e distruttive innovazioni, di poter andare avanti a lungo nella e con la catastrofe, in una durata indefinita anche se certamente non infinita. Che dire oggi di un senso comune che nemmeno ripete più la...

L’antifascismo non si impara sul “New York Times”

Alla destra basta poco, per vedere “manovre rosse” e “macchine del fango”. Un po’ di critiche sulla stampa anglosassone, con riferimenti al passato fascista mai superato, ed ecco che si teme l’ombra della congiura. In fondo, già l’emersione di questa schiuma sospettosa quasi dimostra l’assunto. La vocazione a spiegare la storia con forze segrete è una prerogativa inconfondibile. Ancora adesso, nel mondo del “quando c’era lui, caro lei…” vedono nel 25 luglio 1943 un tradimento, perché qualcuno approfittò della lontananza dei migliori reparti militari, perché nel Mediterraneo potevamo battere gli inglesi, e via di seguito col chiacchiericcio che fa...

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