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Tag: Ucraina

Il papa e la proposta di una nuova Helsinki

Volendola prendere per il verso sbagliato, cioè quello usato dallo stesso ministro degli Esteri russo, Lavrov, la sua dura polemica con papa Francesco, potrebbe...

Libertà o pace? Dialogo sulla guerra

Eleuterofilo – Ciao. Allora stai andando alla manifestazione per la pace in Ucraina? Tirannofilo – Certo. E tu? Cosa ne pensi? E. Potrei anche partecipare: però...

La guerra, la pace e la “non equidistanza”

C’è un ritornello che si sente ripetere spesso da quelli che pure si dichiarano per l’avvio di un processo di pace in Ucraina: non siamo equidistanti. Il che vorrebbe dire che siamo con l’Ucraina e contro l’aggressione russa. Peccato che ciò comporti un’implicazione, invece sottaciuta. E cioè che la “non equidistanza” ha come conseguenza logica che, se si vuole passare dagli attuali combattimenti alla cieca a una guerra che almeno si svolga con la contemporanea apertura di un negoziato – primo passo per giungere a una tregua e poi, forse, a una pace armata –, si debba anzitutto persuadere Zelensky che non è possibile proseguire così, e che l’aspirazione a riprendersi tutti i territori annessi dalla Russia, a partire dal 2014 con la Crimea, è irrealistica. Volere vincere – cosa impossibile, dati i rapporti di forza e la minaccia nucleare – significa eternizzare la guerra, o farla addirittura precipitare verso un conflitto mondiale.

Stare a fianco dell’Ucraina, da parte dell’Occidente, vorrebbe allora dire intervenire sul governo ucraino affinché comprenda (al di là della questione dell’invio di armi, che possono essere concesse o no, a seconda della situazione bellica) che deve rinunciare a una parte dei propri territori in cambio della pace: perché unicamente sulla base di questa consapevolezza si potrà aprire la porta a una trattativa. Diversamente, sarà guerra all’infinito – finché, secondo alcuni, la Russia (magari senza Putin) deciderà di ritirarsi completamente… Ma quando? E a quante uccisioni e distruzioni dovremo ancora assistere nel frattempo?

Guerra in Ucraina: aspettando l’inverno

È impresa difficile, se non proprio ardua, farsi un’idea della situazione militare sul campo nel conflitto russo-ucraino. Innanzitutto perché, ancora più delle guerre scoppiate...

Musk e l’Ucraina, tra globalismo e nazionalismo

Come per l’acquisizione di Twitter, per cui è ora sotto inchiesta della magistratura americana, anche per il suo sostegno all’Ucraina, Elon Musk prova ad...

A che punto è il conflitto? I limiti dell’informazione di guerra

Bellum dulce inexpertis, diceva Erasmo da Rotterdam: la guerra piace a chi non la conosce. Nulla di più attuale, nel momento in cui le conseguenze del conflitto russo-ucraino cominciano a farsi sentire nell’Unione europea. Conseguenze economiche e sociali, che si profilano in tutta la loro pesantezza. La questione del gas impazza nei media vecchi e nuovi, mentre pare scendere il sipario sull’andamento reale del conflitto. Certo, la comunicazione di guerra è parte della guerra (come avevamo sottolineato con Michele Mezza già all’inizio delle ostilità: vedi qui). Era quindi ampiamente preventivato che si sarebbe subito messa in moto, da ambo le parti, la “fabbrica delle notizie”, come la chiamava il più grande tra gli studiosi della opinione pubblica, Walter Lippmann. E sapevamo, inoltre, che la prima vittima della guerra è la verità, perché, parafrasando von Clausewitz, l’informazione è la prosecuzione della guerra con altri mezzi.

Raramente, però, le notizie che circolano sono sembrate così nebulose, se non distorte, come negli ultimi tempi: i media pullulano di omissioni, esagerazioni e di dati non verificabili. Su quello che avviene in quelli che sembrano essere, al momento, i punti cruciali del conflitto – la centrale nucleare di Zaporižžja e l’offensiva ucraina a Kherson –, giungono informazioni contraddittorie e lacunose. La centrale atomica viene bombardata prima dai russi e poi dagli ucraini… in essa sono collocate infrastrutture militari, che però i tecnici inviati per controllare la sicurezza della centrale non vedono. L’offensiva ucraina a Kherson è un grande successo… però forse no… e così via in una ridda di smentite e controsmentite.

Meloni a Cernobbio: atlantismo e conti in ordine

Parlavamo di luoghi del potere qualche giorno fa (qui), a proposito di Rimini e del congresso ciellino. Nel fine settimana è andato in scena...

Germania, un appello: “Le armi devono tacere”

L’appello sottoscritto da quaranta deputati ed europarlamentari della Spd è dello scorso 26 agosto. La cosa era nell’aria da tempo. I malumori di una...

Germania, Olaf Scholz in difficoltà

Settimana nera per Olaf Scholz, quella che si è conclusa domenica scorsa. Prima tegola sul capo del cancelliere le conseguenze dell’interminabile vicenda della turbina...

Perché gli ucraini resistono così bene

(Questo articolo è stato pubblicato il 19 aprile 2022) L’affondamento dell’incrociatore Moskva, su cui si contende in questa permanente battaglia delle ombre, conferma come oggi...