• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » La provocazione e la trappola

La provocazione e la trappola

7 Novembre 2023 Rino Genovese  1422

Dunque, a quanto sembra, è cominciata la battaglia all’interno della città di Gaza. E ci si domanda se gli israeliani non si siano infilati in una trappola. È difficile pensare, infatti, che quelli di Hamas non avessero previsto qualcosa del genere. Con la grande e feroce provocazione del 7 ottobre scorso, essi probabilmente non hanno inteso soltanto dimostrare che i loro miliziani (dopo avere assunto peraltro ingenti quantità di droga) potevano bucare le difese israeliane, ma anche che l’esercito di Tel Aviv può essere costretto a un lungo e drammatico impaludamento a Gaza. La risorsa strategica principale, com’è noto, sono i circa cinquecento chilometri di gallerie sotterranee. Per questo gli israeliani non vogliono in alcun modo che a Gaza arrivino quantitativi di carburante: sperano che, privi di mezzi per far funzionare i loro sistemi nel sottosuolo, quelli di Hamas vengano allo scoperto. Ma quanto tempo ci vorrà? E Israele, pur con il suo attuale governo privo di scrupoli, per quanto potrà resistere alle pressioni internazionali – quella dell’Onu, ma anche eventualmente quella degli Stati Uniti – che la spingono a porre un freno alla tragedia umanitaria che stanno creando?

Certo, il calcolo di Hamas potrebbe rivelarsi sbagliato. Soprattutto è basato su un disprezzo senza limiti nei confronti della vita umana, a cominciare da quella degli stessi palestinesi, per tacere di quella degli ostaggi di varia nazionalità di cui i miliziani si sono impadroniti. Ma le loro azioni non vanno misurate con il nostro metro illuministico occidentale, che da tempo antepone la salvaguardia della vita a qualsiasi altro obiettivo. Se uno pensa che il martirio, cioè la testimonianza portata fino all’estremo sacrificio, abbia un senso, beh, questo qualcuno se ne infischierà altamente, e sino alla fine, di portare alla morte la popolazione civile del proprio campo. È piuttosto la cosiddetta comunità internazionale, influenzata da un modo del tutto opposto di vedere le cose, che non può accettare una strage prolungata a Gaza. Ciò implica, in altre parole, che sussiste una consistente probabilità che l’esercito israeliano si sia infilato con Hamas, sul suo terreno, in un batti e ribatti pressoché interminabile e, al tempo stesso, difficilmente accettabile.

Del resto, mutatis mutandis, l’abbiamo visto anche a proposito della Russia e dell’Ucraina. Se la prima avesse conquistato Kiev rapidamente, come nei piani iniziali di Putin, rovesciando il suo legittimo governo, avrebbe vinto la partita. Ma tutto quello che è accaduto dopo – anche l’ostinazione nazionalistica da parte ucraina, per non dire della cecità occidentale al riguardo – è soltanto terribile aria fritta: morti del tutto inutili, all’interno di una insensata guerra di posizione che ricorda quella della Prima guerra mondiale. È evidente, a questo proposito, già da un anno a questa parte almeno, che si sarebbe dovuto cominciare a trattare, facendo tacere le armi, e magari mettendo i territori contesi sotto controllo internazionale.

Una situazione vagamente simile potrebbe profilarsi a Gaza. Se la guerra andrà avanti oltre un certo limite temporale, nell’impossibilità di fare fuori tutti gli abitanti della Striscia, Israele sarà costretta, forse con un altro governo, a trattare. E d’altronde chi l’ha detto che con i jihadisti non si possa e non si debba trattare? I talebani, detestabilissimi almeno quanto Hamas, per una ventina d’anni furono considerati acerrimi nemici – e poi invece con loro si trattò, addirittura riconsegnando loro il Paese senz’alcuna condizione. Si viene a patti talvolta, sia pure obtorto collo, con il diavolo in persona. Allora perché farlo dopo e non prima – a volere tener fermo il principio che quello di risparmiare vite umane è l’obiettivo prioritario?

1.431
Archiviato inEditoriale
Tagsconflitto israelo-palestinese Gaza Hamas Israele Rino Genovese Russia trappola Ucraina via diplomatica

Articolo precedente

Mafia, la pista americana

Articolo successivo

Roma, una Costituente per la città

Rino Genovese

Articoli correlati

Stupidità e autoritarismo

Breve riflessione sul riformismo

A Gaza le macerie e il denaro

A Gaza il dispotismo di Trump

Dello stesso autore

Stupidità e autoritarismo

Breve riflessione sul riformismo

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
Ultimi articoli
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
In Costa Rica vince al primo turno la candidata di destra
Claudio Madricardo    6 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA