• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Cum grano Salis

Cum grano Salis

I problemi della nuova giunta comunale a Genova, mentre naufraga il “modello Milano”

18 Luglio 2025 Agostino Petrillo  1184

Governare le grandi città italiane è diventata, a quanto pare, impresa sempre più difficile. In attesa di capire in dettaglio i meccanismi per cui sta affondando, sotto i colpi di varie inchieste giudiziarie, il “modello Milano” di Giuseppe Sala e di Manfredi Catella, anche altri “modelli”, tra cui quello di Genova, mostrano la corda. Del “modello Milano” abbiamo parlato spesso in passato, criticandolo aspramente (per esempio, vedi qui), e mostrando che tutto poteva essere meno che un modello cui ispirarsi per altre città “meno fortunate”; ma può servire anche qualche riflessione su quanto sta avvenendo invece a Genova.

Dopo la sconfitta elettorale, il “modello Genova” del “sindaco del fare”, Marco Bucci, e del suo erede Pietro Piciocchi, sembra decomporsi lasciando una scia di scorie velenose in eredità alla nuova giunta. L’elenco sarebbe lungo, ci limitiamo ad accennare ad alcuni dei temi che stanno agitando il dibattito politico in città. Non si è ancora spenta l’eco della vicenda dello strampalato progetto di Skymetro in Val Bisagno e del destino dei quattrocento milioni già stanziati per il finanziamento, che già in primo piano c’è ora un buco non ancora ben quantificato nel bilancio dell’azienda locale dei trasporti (Amt), che sarebbe intorno ai trenta milioni di euro.

C’è poi la questione spinosa del Palasport, teatro di discusse operazioni di ristrutturazione, e lasciato poi in pasto a grandi catene dell’abbigliamento e della ristorazione, con grande irritazione del piccolo commercio al dettaglio, cui erano stati promessi degli spazi. Qualcuno in città lo ha etichettato come “Palaburgher”. Per non parlare di una serie di altre operazioni fallimentari avviate nel vertiginoso “affaccendarsi inoperoso” della vecchia giunta, tra cui il vergognoso rifacimento del vecchio porticciolo di Nervi, trasformato in una colata di cemento e divenuto pressoché impraticabile, e ancora la super-mercatizzazione della storica Rotonda di Carignano.

La questione che tiene banco, però, è proprio quella di come ripianare il buco di bilancio della Amt. Una decina di milioni pare che arriveranno dalla Città metropolitana, ma è stata ventilata la possibilità di una manovra che prevede un aumento dell’Imu sugli immobili a “canone concordato”. L’assessore alla casa, Davide Patrone, ne ha parlato, prospettandola nel corso di una riunione con le associazioni degli inquilini, e spiegando che si prevede un aumento dallo 0,78 all’1,06 delle aliquote Imu su circa 27mila immobili. Per i circa 27mila contratti a “canone concordato” di Genova c’è quindi il rischio che l’Imu passi dal 5% al 10%.

Il “canone concordato” è un accordo che stabilisce un importo inferiore rispetto al canone di mercato per gli affitti, regolato da accordi locali tra associazioni di proprietari e inquilini. Le misure rientrano nelle politiche residenziali che fanno riferimento alla Edilizia residenziale pubblica, ovvero all’insieme di alloggi di proprietà pubblica, destinati all’affitto a canone agevolato per individui o famiglie che si trovano in condizioni di disagio economico.

Patrone ha giustificato la misura con il buco lasciato dall’amministrazione precedente, e ha parlato di un fabbisogno di oltre cinquanta milioni di euro lasciato scoperto dalla giunta Bucci, che rischia di compromettere servizi essenziali per la città, non solo gli interventi promessi nel corso della campagna elettorale su scuola, sociale, manutenzione delle strade e del verde, ma anche la necessità di finanziare il fondo per la morosità incolpevole. Una variazione di bilancio di circa ventisei milioni di euro. Ma il prospettato aumento dell’Imu ha scontentato sia le associazioni dei proprietari sia quelle degli inquilini. Se i proprietari lamentano di dovere pagare più tasse, tra le preoccupazioni delle associazioni degli inquilini c’è quella che i proprietari possano rivalersi su di loro per fronteggiare gli aumenti, che in media ammonteranno a 190 euro a immobile. Dalla manovra fiscale il Comune dovrebbe ricavare circa 5,3 milioni. “Ogni provvedimento di questo genere comporta dei sacrifici – ammette l’assessore Patrone –, ma dentro questa manovra andiamo a finanziare servizi pubblici essenziali e il fondo sulla morosità incolpevole comunale con 250mila euro per i prossimi mesi, il tempo per dare respiro ai conti pubblici e preparare il nostro bilancio”. Quella del fondo per la morosità incolpevole è una battaglia che il centrosinistra ha portato avanti quando era all’opposizione e adesso l’obiettivo è ampliarlo: “Il traguardo dovrà essere un milione annuo – spiega ancora Patrone –, per noi il tema casa è fondamentale e lo dimostra l’aver voluto finanziare il fondo”. E in effetti quello della casa è uno dei dossier su cui la giunta Salis ha dichiarato di stare lavorando. Prevede un ruolo più ampio di Spim, la società di promozione del patrimonio immobiliare del Comune di Genova, e la possibilità di intercettare fondi per ristrutturare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Al di là di questi nobili progetti, ancora tutti in cantiere, è in ogni caso evidente come la mossa dell’aumento dell’Imu sia decisamente impopolare. Stefano Salvetti, portavoce del sindacato inquilini Sicet, ha dichiarato: “Ci devono ripensare, come abbiamo evidenziato nell’incontro. Con fatica in questi anni abbiamo lavorato per rinnovare l’accordo territoriale per i contratti concordati e la tassazione agevolata, specialmente la cedolare secca al 10%, e questa è l’architrave che sorregge questa tipologia contrattuale, con una premialità per l’Imu che abbiamo portato a casa anni fa, e a cui non si vuole rinunciare”. Un parere altrettanto negativo è stato espresso da Bruno Manganaro del Sunia.

Salvetti ha proseguito insistendo sul fatto che non si capisce perché non vengano utilizzati i quasi diecimila alloggi Erp, a Genova, per calmierare affitti in rapida crescita in tutta la città, e consentire a molte persone in difficoltà abitativa di poter pagare un affitto accettabile e accedere a una casa. A Genova sono oltre duemila le persone in coda nelle liste di attesa per ottenere una casa in affitto. Ogni anno, vengono assegnate solo cento-duecento abitazioni. Sarebbe necessaria una regia intelligente per non lasciare per strada nessuno, per non aumentare il numero già elevato degli sfrattati incolpevoli. Comunque, riguardo all’aumento Imu, non c’è ancora nulla di deciso: il Comune ha fatto sapere che cercherà fondi da altre parti per coprire le spese e garantire la continuità della misura, ma il rischio concreto è che l’agevolazione comunale venga meno.

Il rischio – spiegano le associazioni di categoria – è che i proprietari delle abitazioni decidano di non affittare più e di rivolgersi al libero mercato o ai contratti di affitto brevi. Il percorso della nuova giunta appare perciò da subito “minato”, come ha ben scritto il giornalista Marco Preve, e la neosindaca, che pareva intenzionata a schiudere modalità innovative di gestione della città, deve fare i conti con difficoltà di ogni genere, che spuntano a ogni angolo. E non si tratta solo di gestire il lascito avvelenato di Marco Bucci, ma anche di capire in quale modo si vuole avanzare. Purtroppo, dopo una partenza che ha alimentato qualche speranza, ora ci si trova di fronte a decisioni difficili e a scelte discutibili che andrebbero prese… cum grano Salis.

1.197
Archiviato inArticoli Città visibili Dossier
TagsAgostino Petrillo Amt buco bilancio casa città giunta Salis Imu aumento modello Genova morosità incolpevole

Articolo precedente

Ex Ilva, il dilemma

Articolo successivo

Quel “golden power” su Unicredit che non piace all’Europa

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

La questione delle “città intelligenti”

I tormenti del Labour, tra psicodramma e crisi strutturale

Disfatta laburista o fine di un sistema politico?

Tempi difficili per il funambolo Merz

Dello stesso autore

La questione delle “città intelligenti”

I tormenti del Labour, tra psicodramma e crisi strutturale

Disfatta laburista o fine di un sistema politico?

Tempi difficili per il funambolo Merz

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Ritorna il nucleare, con il trucco
Paolo Andruccioli    10 Giugno 2026
Su Milano l’ombra del modello Doha
Paolo Barbieri    9 Giugno 2026
Patrimoniale, perché parlarne?
Rino Genovese    8 Giugno 2026
Ultimi articoli
Analfabetismo emotivo di Stato
Marianna Gatta    12 Giugno 2026
Perù, contesa elettorale all’ultimo voto
Claudio Madricardo    10 Giugno 2026
Legge elettorale: il testo base c’è
Stefania Limiti    9 Giugno 2026
In Armenia vince di nuovo l’Europa
Vittorio Bonanni    9 Giugno 2026
Vivere da sfruttati, morire di caporalato
Guido Ruotolo    8 Giugno 2026
Ultime opinioni
Dell’Utri 2, un’archiviazione che non archivia nulla
Stefania Limiti    11 Giugno 2026
Diverso parere sull’archiviazione fiorentina
Guido Ruotolo    11 Giugno 2026
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Ultime analisi
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA