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Germania, in Sassonia un voto di rilevanza nazionale

La tornata elettorale che si è appena conclusa in Sassonia è stata particolarmente importante. Si trattava infatti dell’ultimo test prima del voto per scegliere...

La Germania insegue la lepre inglese nella corsa ai vaccini

La Germania prova a mettere il turbo. La campagna vaccinale, avviata già nel dicembre scorso, e che finora ha proceduto con ritmi piuttosto sostenuti rispetto al nostro paese (quasi sette milioni di tedeschi hanno ricevuto la prima dose e due milioni hanno fatto anche il richiamo), è stata però giudicata troppo lenta dalle autorità. Il modello inseguito è chiaramente quello del Regno Unito, anche se la lepre inglese con 450.000 vaccinati alla settimana appare troppo lontana per poter essere raggiunta dalla tartaruga tedesca che viaggia al ritmo di 170.000. Ma, come ricordano ormai ossessivamente i media tedeschi, anche Israele ha fatto di meglio, somministrando almeno la prima dose a oltre metà della popolazione nel giro di pochi mesi, e persino gli Stati Uniti, pur partiti in ritardo, stanno procedendo con ritmi superiori.

La Merkel non è per nulla soddisfatta, si è pubblicamente lamentata dell’andazzo e ha aumentato le pressioni sulla STIKO (Ständige Impfkommission,commissione permanente sui vaccini) perché siano velocizzate le procedure. L’allarme per l’incombere di una terza ondata della pandemia, dai contorni difficilmente circoscrivibili data la moltiplicazione delle varianti, spinge il governo tedesco a imporre un’accelerazione. Uno studio della Università Humboldt di Berlino ha valutato che una prima tornata vaccinale di massa potrebbe salvare la vita di almeno 10-15.000 persone, salvaguardando principalmente le popolazioni maggiormente a rischio. Così anche la Germania pare propendere per una prima vaccinazione di massa a qualunque costo, sulla scorta del modello inglese. Questo nuovo orientamento sta portando progressivamente a superare anche le prevenzioni che ancora persistevano rispetto all’impiego del vaccino prodotto ad Oxford da AstraZeneca, il cui utilizzo, prima sconsigliato per gli over 55, è stato progressivamente esteso prima alla fascia 55-65, e da ultimo anche alle età superiori. E in effetti AstraZeneca era stato in un primo momento “snobbato” dai tedeschi sulla base di studi che denunciavano una limitata efficacia nei confronti della popolazione più anziana, e per questo motivo molte dosi giacevano inutilizzate nei refrigeratori.