• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Paradossi della guerra in Ucraina

Paradossi della guerra in Ucraina

27 Marzo 2024 Agostino Petrillo  1026

La guerra sul fronte orientale prosegue in una maniera sempre più contraddittoria, con una moltiplicazione di mosse spregiudicate e paradossi. Washington ha addirittura esortato Kiev a cessare gli attacchi con i droni contro le infrastrutture energetiche russe, dato che rischiano di far salire i prezzi del petrolio a livello globale, come riportava la scorsa settimana il “Financial Times”. Nonostante le sanzioni, infatti, la Russia rimane uno dei più importanti esportatori di energia al mondo, e la Casa Bianca teme che gli attacchi alle reti russe possano provocare ritorsioni sulle infrastrutture energetiche occidentali.

Per converso, la rete energetica ucraina ha cominciato a ricevere assistenza urgente dall’estero, a partire da venerdì scorso, dopo che una serie di attacchi aerei russi ha danneggiato le infrastrutture, lasciando più di un milione di persone senza corrente, trecentomila delle quali solo a Odessa. La centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata sull’orlo del blackout, dopo che Mosca ha colpito una vicina diga idroelettrica. In molte città ucraine si ricorre ormai pressoché stabilmente a generatori elettrici sostitutivi di un’erogazione di corrente spesso interrotta. Nel frattempo, giovedì scorso, i leader dell’Unione europea hanno concordato, in linea di principio, sull’utilizzo dei proventi dei beni russi congelati per sostenere l’Ucraina. L’inedita mossa dovrebbe consistere nell’uso degli interessi dei depositi russi bloccati nelle banche occidentali. La proposta potrebbe entrare in vigore entro pochi mesi, secondo i leader riuniti in un vertice a Bruxelles. Ursula von der Leyen ha detto che il primo miliardo di euro del programma potrebbe essere erogato già all’inizio di luglio; e si calcola che l’importo complessivo annuale potrebbe raggiungere i tre miliardi. Il paradosso, in questo caso, consiste nel fatto che si arma l’Ucraina con denaro a tutti gli effetti russo.

I quattrini per la guerra giungono comunque anche da altre fonti. Il Fondo monetario internazionale ha approvato una terza revisione del programma di prestiti all’Ucraina, pari a 15,6 miliardi di dollari, consentendo al Paese in difficoltà di attingere a un sostegno di bilancio di 880 milioni di dollari.

La partita si gioca su più piani, non solo su quello delle grandi istituzioni internazionali e della finanza: il mese scorso, hacker russi hanno preso di mira i partiti politici tedeschi con una campagna di phishing. Alle vittime, sono state inviate e-mail con il pretesto di un fittizio invito a cena il primo marzo, e la mail recava, perfettamente imitato, il logo dell’Unione cristiano-democratica (Cdu). Pare che il gruppo dietro all’attacco sia stato identificato come lo APT29, collegato ai servizi segreti esteri russi. “È la prima volta che vediamo questo cluster operativo APT29 prendere di mira i partiti politici, indicando una possibile area di focalizzazione operativa emergente che va oltre il tipico obiettivo delle missioni diplomatiche”, si legge nell’allerta emanata dai servizi tedeschi dopo il tentativo. Evidentemente, il phishing era abilmente costruito, e mirava all’acquisizione dai computer dei politici di dati personali e di informazioni riservate. Si tratta di un nuovo fronte che si apre, mostrando fino a che punto lo sviluppo del conflitto implichi aspetti che investono in maniera sempre più diretta l’attività dei partiti politici europei e occidentali di tutto lo spettro politico.

Nel frattempo, i leader europei hanno risposto alle dichiarazioni dei vertici russi, secondo i quali si aprono ormai scenari di scontro aperto con la Nato, a causa del sempre più massiccio intervento occidentale in Ucraina. Ursula von der Leyen ha parlato di banale disinformazione; intanto però si vocifera di una sempre più prossima presenza massiccia di truppe Nato in Polonia. Il presidente del Consiglio dell’Unione europea, Charles Michel, ha affermato che i commenti della Russia dimostrano l’importanza di espandere il settore della difesa europea. “Dobbiamo dire ai nostri cittadini in tutta l’Unione che se vogliamo la pace, se vogliamo la sicurezza e la stabilità, è estremamente importante migliorare le nostre capacità di difesa e costruire una vera Unione europea nella difesa”, ha detto Michel, affermando inoltre che l’Unione nelle sue recenti decisioni “non si è lasciata intimidire” dalla Russia, che aveva dichiarato che si sarebbe vendicata se fossero stati utilizzati i profitti derivanti dal congelamento dei beni russi per sostenere l’Ucraina.

Anche il terribile attentato avvenuto nella sala concerto di Mosca è oggetto di una contesa interpretativa di non poca portata: la Russia continua ad attribuire una parte delle colpe all’Ucraina piuttosto che all’Isis. Il segretario del Consiglio di sicurezza russo, stretto confidente del presidente Putin, Nikolai Patrushev, martedì si è espresso in questo senso, suscitando un’immediata reazione sul fronte ucraino, che ha reagito con un comunicato in cui si è parlato di “bugie che vengono ufficialmente diffuse”.

Per ora, certo, non sono emerse prove a favore della versione russa: qualcuno insinua che il Cremlino abbia bisogno di una spiegazione di quanto avvenuto, e in effetti, negli ultimi anni, Putin ha sempre guadagnato punti e consenso all’interno per avere garantito la sicurezza. L’attentato rivendicato dall’Isis rischia quindi di incrinarne l’immagine; di qui il ricorso a una retorica aggressiva e a probabili azioni di rappresaglia.

Prosegue, nel frattempo, in Germania la querelle intorno all’invio dei missili a lunga gittata Taurus, cui il cancelliere Olaf Scholz ha detto recisamente no (vedi qui). I toni del dibattito politico si sono raffreddati, e dagli stessi cristiano-democratici, da cui erano partiti gli attacchi più duri all’operato di Scholz, giungono ora inviti alla prudenza, anche se il gruppo parlamentare rimane favorevole all’invio, mentre l’Ucraina incalza sostenendo che i missili servono subito.

Zelensky, intanto, continua il “reset” nel governo ucraino: ci sono stati molti cambiamenti di personale nei vertici dell’esercito, ed è stato licenziato anche il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale, Oleksiy Danilov. Zelensky si aspetta di ottenere così “un ulteriore rafforzamento delle capacità strategiche dello Stato nel valutare e influenzare i processi cruciali per la nostra sicurezza nazionale”; ma è chiaro che il susseguirsi delle sostituzioni, in settori delicatissimi, non è indicatore di buona salute della direzione del Paese.

Tra paradossi, propaganda bellica e disinformazione, il conflitto si fa, in ogni caso, sempre più drammatico e pare slittare pericolosamente verso un suo ampliamento: i toni si sono inaspriti, e cresce la tendenza alla riproposizione del vecchio rito della colpevolizzazione del nemico, che ha accompagnato tutti gli ultimi grandi conflitti, in cui le accuse reciproche non spiegano le motivazioni della guerra, ma ne rappresentano solo la sciovinistica giustificazione. Come ha ben mostrato la storiografia sulla Prima guerra mondiale, la “ricerca delle responsabilità” dirette dei contendenti è sovente un falso problema, a fronte di un complesso di fattori che concorrono verso un allargamento delle ostilità e la rinuncia ai progetti di pace, in un contesto in cui si disegna un quadro più generale e più profondo di crisi, che va ben oltre la mera descrizione degli attriti che ne sono all’origine.

1.034
Archiviato inDossier Editoriale Ucraina
TagsAgostino Petrillo esercito europeo fondi russi Germania guerra ibrida guerra Ucraina hackeraggio russo missili Taurus sostituzioni governo Zelensky Unione europea

Articolo precedente

La guerra ibrida di Mosca

Articolo successivo

Senegal: un presidente quasi per caso

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

La crisi delle città creative

Orbán va a casa, l’Ungheria torna “normale”

San Salvador, la questione della casa

San Salvador, una realtà in bilico

Dello stesso autore

La crisi delle città creative

San Salvador, la questione della casa

San Salvador, una realtà in bilico

Una teologia per l’età delle macchine. Su Peter Thiel

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
La crisi delle città creative
Agostino Petrillo    15 Aprile 2026
Tajani cameriere di casa Berlusconi
Rino Genovese    13 Aprile 2026
Trump: “Un’intera civiltà scomparirà questa notte…”. Poi una tregua
Rino Genovese    8 Aprile 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, il ministro Urso contro il sindaco di Taranto
Guido Ruotolo    17 Aprile 2026
La nuova centralità diplomatica del Pakistan
Marco Santopadre    14 Aprile 2026
Orbán va a casa, l’Ungheria torna “normale”
Vittorio Bonanni    13 Aprile 2026
L’Estonia, i russi e l’apartheid 
Vittorio Bonanni    10 Aprile 2026
In Libano nessuna tregua
Eliana Riva    9 Aprile 2026
Ultime opinioni
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Una critica delle primarie
Claudio Bazzocchi    10 Aprile 2026
I giovani e la loro prudenza attiva
Stefania Tirini    26 Marzo 2026
Referendum, grande vittoria del “no”
Stefania Limiti    23 Marzo 2026
Dubai, un mare di guai…
Agostino Petrillo    5 Marzo 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Vocazione e povertà
Katia Ippaso    31 Marzo 2026
Vittorio Occorsio, ovvero della giustizia
Stefania Limiti    16 Marzo 2026
Ultime interviste
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
“Gli imprenditori hanno smesso di fare industria. Conta solo la rendita finanziaria”
Paolo Andruccioli    27 Febbraio 2026
Ultimi ritratti
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA