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La transizione ecologica è la vera rivoluzione

Il professor Becchetti, economista all’università di Roma Tor Vergata, è uno dei massimi esperti di riconversione industriale. Da anni, oltre a svolgere la normale...

La retorica populista e noi

Anche la lettura dei commenti che i lettori di “terzogiornale” scrivono sulla sua pagina Facebook è utile per capire come ormai la retorica populista si sia insediata nel modo di pensare la politica nel nostro Paese. Vediamo che la contrapposizione tra “alto” e “basso” ha sostituito quella tra destra e sinistra, e che quella fra poteri forti e popolo agisce come griglia interpretativa al posto di quella tra capitale e lavoro. Ne conseguono insulti, linguaggio violento e semplificazione estrema di fatti complessi – se non vera e propria falsificazione dei fatti stessi. Per esempio, qualche settimana fa, un nostro lettore, a proposito di un articolo sulla Cgil, ha scritto – a conferma di altri commenti sul sindacato come traditore dei lavoratori – che Lama aveva barattato la scala mobile con un posto da ministro. Ma come si sa, Luciano Lama non fu mai ministro, anche se fu tiepido rispetto al referendum sulla scala mobile voluto a suo tempo dal Pci.

Ora, tanti commenti e interventi di questo tipo ci dicono che, per una larga fetta dei frequentatori dei social network, il mondo si divide fra traditori e difensori del popolo. E lo stesso sindacato sarebbe traditore non perché poco battagliero verso gli imprenditori e il capitale in genere, ma in quanto casta autoreferenziale di funzionari ben retribuiti che non si batte contro i poteri forti: la finanza cosmopolita, la burocrazia dell’Unione europea, i lavoratori statali fannulloni, ecc. E infatti, se il discorso si sposta sulla sinistra in generale, si possono notare commenti per i quali i partiti hanno tradito il popolo, dal momento che hanno svenduto la patria, non ne hanno difeso la sovranità. Così, se un ministro di un governo di centrosinistra ha liberalizzato il mercato dell’energia – fra gli anni Novanta e il nuovo secolo –, sarà considerato un “vendipatria”, o gli saranno affibbiati altri epiteti del genere.

Sentenza regressiva sull’aborto negli Stati Uniti. E in Italia?

La sentenza “Dobbs v. Jackson” della Corte suprema degli Stati Uniti abolisce il diritto costituzionale all’aborto sancito dalla storica sentenza del 1973 “Roe v....

Una sinistra che ha dimenticato il mondo del lavoro

Nati alla fine dell’Ottocento, sull’onda delle società di mutuo soccorso e delle prime organizzazioni sindacali, i partiti di sinistra, inizialmente prevalentemente socialisti e affiancati...

I sindacati a Draghi: serve una finanziaria estiva

La concertazione delle promesse, dei “vedremo” e delle buone intenzioni. Secondo il ministro Speranza, per esempio, il dialogo, comunque vada, è la strada giusta....

Sulla conversazione tra Michele Mezza e Aldo Bonomi

La interessante conversazione di Michele Mezza con Aldo Bonomi, presente sul nostro sito, pone non pochi problemi politici e teorici. Non intendendo restituire l’andamento...

Un 9 maggio di mobilitazione. Per restituire una casa alla vittoria...

A bocce ferme, possiamo dire che era forse proprio questo l’anno per riportare in piazza i lavoratori il primo maggio? In una stagione quale quella che viviamo – segnata dalla tragedia della guerra, dopo due anni di pandemia che hanno visto la sanità pubblica bersaglio delle formazioni populistiche di destra – era il momento di portare in piazza i lavoratori. Siamo in un tornante in cui il lavoro non può non parlare. E se non è stato il primo, non sarebbe bene che i sindacati e le organizzazioni sociali, soprattutto quelle che hanno promosso la marcia pacifista Perugia-Assisi, si mobilitassero per il 9 maggio?

Quella è la giornata in cui è minacciata una nuova escalation da parte di Putin. Il despota russo avrebbe voluto affacciarsi dalla tribuna del mausoleo di Lenin – da lui definito un criminale – per celebrare la vittoria nella sua “operazione militare speciale”. Cercherà probabilmente di coprire il fallimento militare dichiarando una guerra vera, completa, ancora più spietata e sanguinaria di quella vista finora.

Come regolare il “lavoro agile”

“Le disposizioni del presente capo regolano il lavoro agile, come modalità di esecuzione della prestazione lavorativa nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato, effettuata su...

Alternanza scuola/lavoro: in morte di un giovane studente

L’alternanza scuola/lavoro può essere utile ai ragazzi che studiano, o è solo uno strumento in mano alle aziende che hanno scoperto le possibilità di...

Una classe lavoratrice tra “gig economy” e “working poor”

Durante l’epoca classica, il mondo ha parlato prima greco e poi latino. Nel Novecento l’inglese è diventata lingua globale. Oggi non sappiamo dire se...