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Il nuovo governo tedesco: “osare più progresso”

Dopo lunghe trattative, di cui solo una parte è stata pubblica, il nuovo governo tedesco sta prendendo forma: e all’insegna dello slogan “osare più...

Pandemia in Germania. Un ritorno del rimosso?

In cauda venenum, dicevano gli antichi. A fine ottobre, proprio nel momento in cui stava per scadere la validità delle norme anti-Covid stabilite nell’ambito...

Il destino dell’Europa appeso al ministero delle Finanze tedesco

La coalizione “semaforo”, che si appresta a governare la Germania, continua ad accapigliarsi intorno alla futura composizione del governo e sull’attribuzione dei ministeri: in particolare lo scontro è molto duro su alcuni dicasteri chiave, come quello delle Finanze. Dopo i primi pourparler, le trattative ufficiali sono cominciate la settimana scorsa, e i partiti hanno affermato di avere l’obiettivo di chiudere il “contratto di governo” entro fine novembre.

La contesa intorno alle Finanze è particolarmente accesa, dato che si tratta del ministero più importante dopo il cancellierato. È un ministero estremamente politico e potentissimo, visto che non solo pianifica la gestione delle risorse finanziarie, ma è anche un riferimento obbligato per gli altri ministeri – alla faccia della sbandierata “collegialità” delle decisioni che vengono prese. Il ministro delle Finanze è dotato, in Germania, di una sorta di “superpotere”: può esercitare un diritto di veto nei confronti delle proposte avanzate dagli altri colleghi. Sebbene sia stato spesso rilevato dai politologi come questo diritto di veto sia in realtà una “spada dal filo smussato”, rimane la possibilità, per il detentore della poltrona, di bloccare processi e progetti che non lo convincono.

Le navi delle armi a Genova: a volte ritornano

Inesorabili e puntuali all’appuntamento come la lama che scende sull’infelice vittima ne Il pozzo e il pendolo di Edgar Allan Poe, le navi della...

Glasgow, il movimento ambientalista si radicalizza

A Glasgow, sabato scorso, hanno manifestato in centomila. Se si considerano le difficoltà di spostamento, le restrizioni legate alla pandemia e la collocazione geografica...

Un pianeta presto arrostito?

“Manca un minuto a mezzanotte”, ha dichiarato ieri Boris Johnson, forse in un momento di resipiscenza dopo le conversazioni che il G20 ha dedicato...

Germania, tutte le rogne della coalizione “semaforo”

Con la votazione favorevole dei delegati dei verdi, riunitisi in un mini-congresso per decidere se procedere ulteriormente con le trattative per la coalizione “semaforo”...

Fascismo grigio

I fatti di Roma e l’assalto alla sede della Cgil hanno rimesso al centro dell’opinione pubblica l’annosa questione della reviviscenza del fascismo in Italia. Se l’attenzione è oggi concentrata su di alcune organizzazioni le cui sigle affollano i giornali, e di cui si chiede lo scioglimento, esiste però un humus più complesso e profondo, in cui le strutture organizzate assurte all’onore della cronaca odierna affondano le radici.

La cosa non deve sorprendere: il fascismo non è affatto una ideologia consegnata alla storia, un pezzo tragico di Novecento da dimenticare, ma mostra una nuova vitalità non solo nel nostro paese. Basti pensare all’attacco a Capitol Hill che, pur nei suoi tratti grotteschi, rappresenta una testimonianza del riaffiorare di un “fascismo nuovo” negli Stati Uniti, in cui si mescolano confusamente elementi del vecchio fascismo storico e nuove componenti: cospirazionismo New Age, suprematismo bianco, anarco-conservatorismo. Il discorso, con importanti differenze, vale anche per l’Europa, in particolare per l’Italia, come ha mostrato un recente libro dell’antropologa tedesca Lene Faust, intitolato Neofaschismus in Italien, frutto di una ricerca sul campo durata diversi anni, che ha avuto il suo focus su Roma.

Glasgow, ultima spiaggia per la riconversione ecologica?

“Sarà durissima”, ha detto recentemente il vicepresidente della commissione europea per il Green Deal, Frans Timmermans, a proposito della riconversione ecologica, prospettando il profilarsi...

Morti sul lavoro: andare alla radice

Due, quattro, sei, otto, dieci al giorno. Il numero dei morti sul lavoro in Italia cresce in progressione lineare. Sono settecento dall’inizio dell’anno quelli...