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Tribunali militari: congelato l’autogoverno

Anche il 2022 si è chiuso con un “milleproroghe”, il decreto-legge 198. Fra le cose più disparate, c’è un intervento sulla giustizia militare. L’organo...

Enrico Mattei, la Resistenza, la Cia

La memoria di Enrico Mattei è ancora tenace in Italia, e la sua storia è legata a quella del Paese.“Repubblica” (il 17 e 18...

Le cause sui crimini nazisti tornano alla Corte costituzionale

Novità sui risarcimenti per stragi e deportazioni naziste. Nella lunga battaglia legale – sempre più carica di senso politico attuale, mentre scorre il sangue di nuovi crimini –, dopo il decreto legge del governo Draghi (vedi qui) e poi l’inerzia dei governi Draghi e Meloni (vedi qui), adesso gli atti vanno alla Corte costituzionale. La Consulta si è già pronunciata, nel 2014; e quella sentenza, presieduta e scritta da Giuseppe Tesauro, ha dato speranze alle vittime e sostegno alle cause civili. Dal 2014 i processi sono andati avanti, e c’è stato un tentativo coraggioso di esecuzione su beni tedeschi a Roma: Istituto archeologico germanico, Goethe Institut, Chiesa evangelica luterana e Scuola germanica. Ma ad aprile, subito dopo un nuovo ricorso di Berlino alla Corte internazionale di giustizia, il governo – presidente Draghi e ministra della giustizia Cartabia – è salito sul ring con un fulmineo uno-due: il blocco immediato dei processi e un fondo-ristoro per le vittime, promesso ma poi rivelatosi privo di decretazione attuativa. Arrosto per la Germania, fumo per le vittime.

Nel 2014, a sollevare la questione alla Consulta era stato il tribunale di Firenze, giudice Luca Minniti. Stavolta è quello di Roma, giudice Miriam Iappelli; e il processo è proprio quello per l’esecuzione sui beni tedeschi a Roma. Dopo il decreto-legge di quest’anno, nella stessa causa era intervenuta l’avvocatura generale dello Stato, per la presidenza del Consiglio e per i ministeri dell’Economia e degli Esteri, schierandosi contro le vittime “in un’ottica di collaborazione istituzionale”. È amaro vedere posizionamenti in cui la ragion di Stato è preferita alle persone. Il tribunale di Roma non ha seguito i cattivi consigli.

Niente “ristoro” per stragi e deportazioni

In un provvedimento sul Pnrr, il decreto-legge 36 del 30 aprile, è comparso un fondo sui crimini commessi dalla Germania contro gli italiani, durante...

Il raduno, l’adunata, la rimpatriata

Comincia il governo di Giorgia Meloni. Arrivano il decreto-legge del 31 ottobre e la conferenza stampa. “Abbiamo promesso che saremmo stati veloci e veloci...

Questioni aperte sui tribunali militari

Con tre sedi e un organico di cinquantotto magistrati, i tribunali militari non sono fra le prime preoccupazioni in Italia. Eppure le funzioni e...

Ignazio La Russa presidente del Senato

“Gli italiani che non hanno rinunciato all’appellativo di uomini si uniscano al di sopra delle fazioni, al di sopra dei partiti, al di sopra...

La destra vuole riformare i tribunali militari

La destra ha un’ambizione, che non dice in campagna elettorale; Meloni preferisce le dichiarazioni in difesa degli animali. Si tratta della giustizia militare: un’estensione...

Leva militare: la destra non sa cosa dire, gli altri cosa...

Torna con regolarità la proposta di Matteo Salvini di riattivare la leva obbligatoria, sospesa (non abolita) quasi vent’anni fa. Il punto è che questa estate appiccicosa è anche una stagione elettorale – e promesse o intenzioni pesano più delle solite dichiarazioni di bandiera. L’idea sembra diretta a una certa fascia, quella borghese medio-piccola, in età da figli adolescenti, con lo spauracchio delle cattive compagnie. Ma c’è qualcosa di serio nel ritornello della “naja”, con cui ogni tanto si cercano consensi?

Il sistema costituzionale resta ancorato a una cittadinanza che comprende la partecipazione alle armi, com’è proprio dello Stato moderno, soprattutto dopo la Rivoluzione francese e le campagne napoleoniche. Ma c’è da dubitare che la Lega e i gestori della sua macchina pubblicitaria si ispirino alla storia, fitta di dispettose complicazioni. A proposito di propagandisti, il più famoso tra quelli della Lega fu sorpreso in frequentazioni di palestrati rumeni, a pagamento, col sospetto di qualche accessorio chimico. Una storia che non starebbe bene fra gli esempi edificanti da offrire ai giovani.

L’antifascismo non si impara sul “New York Times”

Alla destra basta poco, per vedere “manovre rosse” e “macchine del fango”. Un po’ di critiche sulla stampa anglosassone, con riferimenti al passato fascista...