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Tag: sindacati

Tasse e pensioni. È sciopero, senza la Cisl

Alla fine, dopo mesi di battaglie unitarie, di manifestazioni e di piazze gestite insieme, di comizi pubblici a tre voci, alla fine – sulla...

Smart working. Il lavoro agile come libera scelta

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha dato tempo fino a oggi (venerdì 26 novembre) alle parti sociali, imprese e sindacati, per inviare osservazioni,...

Pensioni, una riforma obbligata

Sulle pensioni il governo Draghi si gioca molto. Ma in ballo non c’è solo il piano della contingenza politica, diciamo della cronaca. C’è da...

Draghi alla prova dei fatti su pensioni e rapporto con i...

Se il leader del sindacato italiano per tradizione meno propenso allo scontro con le controparti e il governo, la Cisl, parla, a proposito delle decisioni assunte sulle pensioni, di misure che ci accompagneranno “verso la piena normalità della legge Fornero” e avverte che “tutto ciò per noi è inaccettabile” è forse arrivato il momento di fermarsi a riflettere. E di chiedersi fino a che punto e in che modo inciderà sul nostro futuro il governo presieduto da Mario Draghi con un piglio decisionista – piuttosto naturale per banchieri, imprenditori e militari, il che ci ricorda per quale motivo, in genere, i sistemi democratici vivono meglio senza affidarsi a questo genere di figure – che gli stessi sindacati hanno dovuto sperimentare in questi giorni.

Non sarebbe sensato attendersi una mobilitazione sindacale troppo vigorosa per i prossimi mesi, ma le tensioni non mancano. A dispetto degli sforzi sostenuti dal Pd, in questi mesi, per “intestarsi” l’agenda Draghi, c’è da prevedere qualche imbarazzo al Nazareno per il malumore delle organizzazioni dei lavoratori di fronte al capo del governo che, secondo il gergo giornalistico d’antan, tornato in auge nel 2021, “tira diritto”. La norma-tampone di “quota 102” serve ad attutire l’impatto per partiti e sindacati, pur in sofferenza. La Fiom annuncia uno sciopero contro la manovra, ma è già bollato come “fuga in avanti” rispetto alla ritualità dell’unità fra le confederazioni. Qualche negoziato parlamentare è prevedibile sugli strumenti parziali esistenti per la flessibilità in uscita dei pensionandi.

Lavoratori più protetti con i nuovi ammortizzatori sociali. Ma chi paga?

I tempi stringono perché il blocco dei licenziamenti è stato prorogato (almeno per alcuni settori e tipologie di aziende) fino al 31 ottobre. Dal...

La Confindustria apre le danze di autunno

Ci pensa Confindustria ad accendere lo scontro sociale in questo ultimo scorcio di agosto. Il tema è la pandemia, ma non solo. Quali problemi si prevedono per gli indici di contagio in autunno, se non si raggiungerà l’80% dei vaccinati, soglia indicata come minima per ottenere la cosiddetta immunità di gregge? Il vaccino diverrà obbligatorio con leggi nazionali ed europee, se non si raggiungerà quell’obiettivo?

Carlo Bonomi, presidente dell’associazione degli industriali, ha scelto il meeting di Rimini di Comunione e liberazione per lanciare l’affondo: “L’obbligo vaccinale nei luoghi di lavoro e nella scuola è doveroso, il green pass obbligatorio. Ma è troppo facile rimandare la palla alla politica. C’è una differenza di posizione tra i partiti che difficilmente potrà farci arrivare a una legge”. Il solitamente ruvido Bonomi non accetta i vincoli del “semestre bianco” che precede l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale e imporrebbe la tregua politica, in attesa delle elezioni amministrative di autunno. Può farlo anche perché il governo presieduto da Mario Draghi è molto sensibile alle richieste di Confindustria.

Strategia vaccinale, un dibattito nella Cgil che interessa tutta la sinistra

“Dobbiamo essere noi a chiedere al governo di procedere a un intervento legislativo chiaro che sancisca l’obbligo vaccinale per tutti e tutte”: così Alessandro...

L’accordo governo-sindacati non scongiura i licenziamenti

Non credo ai miracoli. Eppure sembrerebbe che Draghi ne abbia compiuto uno, a giudicare dalla pletora di lodi che gli cascano sul capo, provenienti da parti che dovrebbero essere opposte, almeno sul tema dei licenziamenti: se per gli uni, i padroni, sono l’implementazione più potente del loro potere di comando, per gli altri, i lavoratori, una questione di sopravvivenza. Specialmente dentro una crisi che li ha decimati e impoveriti. In realtà ci si dovrebbe porre seriamente la domanda su chi è uscito vincente da quelle sette righe e mezzo che costituiscono l’avviso comune firmato da governo e sindacati, con l’intervento determinante della Confindustria. Il più enfatico nel celebrare “l’abilità e la fermezza dimostrata dal presidente Draghi” è senz’altro Carlo Bonomi. Ma il capo di Confindustria non si ferma lì. Va ben oltre. Ascrive alla sua organizzazione il merito di tornare a quello che quest’ultima aveva chiesto a settembre, “un grande Patto per l’Italia”, tale da potersi configurare come “una visione sul futuro” e nell’immediato condizionare il contenuto del testo governativo più volte annunciato sulla riforma degli ammortizzatori sociali.

La scelta saggia del governo Draghi

Questa volta ha prevalso il buon senso e la lungimiranza del governo dei conflitti. L’esecutivo Draghi – che in tema di scelte in campo...

La miccia accesa dei licenziamenti

La sfida dei sindacati è lanciata e l’obiettivo è quello di disinnescare la “bomba sociale” dei licenziamenti di massa, dopo un anno di pandemia...