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I diritti, la sinistra e Roma. Le ragioni di una candidata

Domenica 16 gennaio si torna a votare per sostituire il neosindaco Roberto Gualtieri alla Camera dei deputati e io sono la candidata del centrosinistra. Il Collegio di Roma 1 rappresenta un territorio vasto e complesso, che raccoglie il centro storico del I Municipio, e allarga le sue maglie fino ai quartieri di Ponte Milvio, Balduina, Trionfale, Flaminio e Della Vittoria.

Essere candidata di coalizione è per me un valore aggiunto, che bene riflette la mia storia e la mia visione politica. Ho sempre cercato di mettere in pratica una concezione inclusiva della politica, che guarda alle forze organizzate del centrosinistra, così come alla militanza civica, fatta di singoli, di reti e di associazioni. Credo che si debbano riconoscere, valorizzare e costruire alleanze trasversali e multiformi, che si misurino sulle sfide e sulle idee piuttosto che sulle geometrie politiche. E soprattutto credo nel lavoro collettivo, quello che riesce a mettere insieme, con fatica e pazienza, istituzioni e società civile, partiti e associazioni. È questa la politica nella quale ho sempre avuto fiducia e che ho sempre praticato: la politica che si fa insieme e non da soli, la politica che sfida l’inerzia e le semplificazioni, e si misura con l’ambizioso obiettivo di mettere insieme persone diverse e si sforza di ascoltare e di decidere. Per questo ho aderito convintamente al percorso delle Agorà democratiche proposto dal segretario Enrico Letta, che costruisce l’alleanza a partire dalle persone, da visioni e aspirazioni comuni, costruendo insieme linee di lavoro e proposte concrete.

La fragilità della sinistra e le esternazioni di D’Alema

Il brindisi di fine anno è stata l’occasione per Massimo D’Alema per ritrovare un protagonismo nel dibattito politico, che peraltro non aveva mai abbandonato....

Il Pd è l’unico destino per la sinistra?

Antonio Floridia nel commentare (vedi qui) un incontro promosso da “Diritti a sinistra” e Crs Toscana (“C'è vita a sinistra del Pd?”) conclude sostenendo...

A sinistra del Pd un’accolta di morti viventi

Sarà pure seccante doverlo ammettere, ma ­non si vede ombra di vita – se non quella decerebrata degli zombi – a sinistra di quel...

La Calabria abbandonata

(Questo articolo è stato pubblicato il 27 settembre 2021) Non ci vuole il mago Merlino per indovinare come andrà a finire: se il centrosinistra...

Quella vita troppo fievole alla sinistra del Pd

“C’è vita a sinistra del Pd?”: era questo l’interrogativo al centro dell’incontro online promosso dall’associazione fiorentina “Diritti a sinistra” e dalla sezione toscana del...

L’ombra del Colle e i dolori di Enrico Letta

Dopo l’entusiasmo per l’esito delle recenti elezioni amministrative (la conquista di Roma, Milano, Napoli, Torino, eccetera), Enrico Letta ha più problemi che strada in discesa davanti a sé. Il Pd è fermo infatti dietro la scia del governo Draghi, che finisce per essere la sua sola identità. Non mostra, inoltre, iniziative particolari per l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale, non morde il freno per cambiare la legge elettorale, vorrebbe che l’esecutivo procedesse fino al termine della legislatura e semmai pure oltre il 2023.

Letta deve poi tenere a bada gruppi parlamentari che furono scelti da Matteo Renzi nella sua composizione, e convincere il Pd che il rapporto con i 5 Stelle è più proficuo di quello con Italia viva o Azione di Carlo Calenda, che tra l’altro si detestano tra loro, pur invocando un’alleanza con i “riformisti” e non con i “populisti”. Ultimo caso da sbrogliare: le elezioni del prossimo 16 gennaio nel collegio Roma 1, che sono quelle suppletive per il posto da deputato lasciato libero da Roberto Gualtieri, eletto sindaco di Roma (in questa zona della capitale si voterà per la terza volta dal 2018, inizio legislatura, a causa dell’elezione e poi delle dimissioni di Paolo Gentiloni, diventato commissario europeo, sostituito in seguito da Gualtieri, a sua volta decaduto dopo l’elezione a sindaco).

Scaletta per il centrosinistra. Un forum con Cuperlo

Martedì 9 novembre la redazione di “terzogiornale” incontra Gianni Cuperlo, autorevole esponente del Pd e leader dell’area di Sinistradem in un forum che i lettori potranno poi seguire mediante la registrazione in video. È una occasione per fare il punto sulla situazione politica, sulle prospettive della sinistra e del centrosinistra sulla base di una ideale scaletta di ragionamento.

Primo quesito. I recenti risultati delle elezioni amministrative confermano che il centrosinistra è in ripresa di consensi e può riaprire la partita o il record di astensioni rischia di farci prendere un abbaglio? La conquista di Milano, Napoli, Bologna, Roma, Torino e altre città non può essere sottovalutata, ma la destra resta forte e agguerrita fuori dai grandi centri urbani. L’area del non voto può fare la vera differenza. Come invertire la tendenza? E come affrontare l’emergenza democratica che segnala un astensionismo senza precedenti?

Del Pd, del centrosinistra, e di alcuni bricconi

Stavolta il Pd e il suo segretario hanno dimostrato coerenza: non si poteva arrivare a una mediazione al ribasso. Bisognava tenere il punto sul...

Il Pd e la coerenza antifascista

Miserabile canovaccio quello recitato ieri in Senato. Sembrava che il Partito democratico – a sentire il suo segretario solo pochi giorni fa – fosse deciso a imboccare la via per lo scioglimento di Forza Nuova; invece si è comportato in tutt’altro modo, con quel cerchiobottismo che da sempre caratterizza il moderatismo italiano. Non si tratta neppure di rimproverare al Pd di essere un agglomerato centrista anziché di centrosinistra come vorrebbe essere; si tratta semplicemente di segnalare come un partito – in qualsiasi collocazione parlamentare si collochi – dovrebbe avere una certa coerenza tra ciò che dichiara e ciò che fa. Altrimenti è privo di senso lamentarsi poi dell’astensionismo crescente, che avrà anche profonde motivazioni sociologiche, ma è provocato anzitutto da un ceto politico di chiacchieroni, con l’effetto di una disaffezione degli elettori nei confronti della politica.

Gli elementi per mettere fuori legge Forza Nuova ci sono tutti, e da tempo. Che si tratti di un gruppo dichiaratamente fascista è cosa nota, ma ora non c’è soltanto questo: sabato 9 ottobre, a Roma, Forza Nuova ha organizzato i disordini di piazza sfociati nell’assalto alla sede della Cgil. In casi del genere la famosa legge Scelba, se applicata, consente al ministero dell’Interno, sentito il parere del Consiglio dei ministri, di procedere allo scioglimento per via amministrativa, senza neppure attendere un procedimento giudiziario o una sentenza di primo grado. Era però prevedibile, data la composizione dell’attuale maggioranza di governo, che il presidente del Consiglio e la ministra dell’Interno (per giunta sotto attacco da parte della destra) se ne lavassero le mani puntando ad allungare i tempi con uno scaricabarile: “Attendiamo il giudizio da parte della magistratura”.