• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Germania, un governo di svolta

Germania, un governo di svolta

Gli accordi di coalizione tra cristiano-democratici e socialdemocratici

11 Marzo 2025 Agostino Petrillo  1318

Dopo avere proceduto a lungo al piccolo trotto, il cavallo della storia tedesca sembra ora procedere al galoppo. Gli accordi di coalizione, siglati nei giorni scorsi tra la Cdu e la Spd, toccano questioni vitali per il futuro del Paese, aprendo prospettive del tutto inedite. Finita l’epoca della normale amministrazione, la Germania si trova di fronte a una serie di sfide storiche. La situazione economica è tesa, gli sviluppi politici globali mettono alla prova la stabilità e la coesione sociale, diventano necessari investimenti massicci. Lo Standort Deutschland, il livello di vita finora garantito ai tedeschi comincia a fare acqua, e le conseguenze si vedono con l’ascesa della estrema destra di AfD. Con una certa enfasi, quindi, il documento comune di intenti, redatto due giorni fa, afferma: “In un periodo di crescente insicurezza in Europa e nel mondo, ci assumiamo le nostre responsabilità. La protezione della libertà e della pace, la salvaguardia della nostra prosperità e la modernizzazione del nostro Paese non possono essere rimandate. Il nostro obiettivo è rafforzare le capacità di difesa interne ed esterne della Germania, investire massicciamente nelle nostre infrastrutture e porre le basi per una crescita duratura e sostenibile”. Il testo prosegue ribadendo la posizione internazionale, l’europeismo e il fatto che la Germania continuerà a stare al fianco dell’Ucraina.

Molti sono i punti toccati. Prima di tutto, la questione delle finanze: è confermato che verrà creato un fondo speciale per le infrastrutture a livello federale, statale e locale, si tratta di cinquecento miliardi di euro su una durata di dieci anni. In questo fondo sono compresi la protezione civile e la difesa civile, le infrastrutture di trasporto, gli investimenti ospedalieri, gli investimenti nelle infrastrutture energetiche, nelle infrastrutture per l’istruzione, per l’assistenza sociale, per la ricerca nello sviluppo e nella digitalizzazione. Di questi, cento miliardi saranno messi a disposizione dei Länder. Il freno all’indebitamento sarà modificato, nel senso che gli Stati federali potranno in futuro contrarre nuovi debiti, per un importo pari allo 0,35% del Pil annuo. Riguardo al riarmo, si pensa a un rapido utilizzo di fondi speciali per le forze armate. A questo fine, la coalizione prevede di presentare una legge di pianificazione e accelerazione degli acquisti per la Bundeswehr nei primi sei mesi dopo la formazione del governo; in aggiunta, una lista elenca gli armamenti da procurare prioritariamente per aumentare la capacità di difesa del Paese.

Molti i provvedimenti concepiti per quanto riguarda lo stimolo alla economia: l’indennità di cittadinanza sarà sostituita da una nuova previdenza di base. Alle persone abili al lavoro, che ripetutamente si rifiutano di svolgere un lavoro, verranno revocati completamente i benefici. Saranno migliorate le opportunità di inserimento scolastico e ridotto significativamente il numero degli abbandoni. Saranno rese esenti da imposte le retribuzioni per gli straordinari che vanno oltre il lavoro a tempo pieno, concordato nel contratto collettivo o in base ai contratti collettivi. Sarà alleggerito il carico sulla classe media lavoratrice, attraverso la riforma dell’imposta sul reddito e un aumento dell’indennità per i pendolari. Viene introdotta la pensione attiva. Ciò significa che sarà possibile svolgere lavoro aggiuntivo per i pensionati sotto i duemila euro mensili. Viene ventilata anche la possibilità di un innalzamento del salario minimo a quindici euro l’ora nel 2026.

La Germania vuole tornare a essere una sede imprenditoriale attrattiva e competitiva. Per alleggerire il carico sulle aziende, verrà introdotta una riforma della tassazione sulle società, ed è prevista, nei prossimi quattro anni, una riduzione del 25% dei costi burocratici per le aziende, abolendo gli obblighi di rendicontazione, documentazione e statistica. Ci si propone, inoltre, di ridurre la tassa sull’elettricità al minimo europeo, dimezzando i costi della rete di trasmissione, provando anche a risolvere la spinosa questione della crisi della casa con un ampliamento dell’offerta abitativa e con la conservazione dell’attuale freno all’innalzamento degli affitti.

Altra questione centrale, toccata dagli accordi, è quella della immigrazione, su cui pare che la Spd abbia ceduto molto alle pressioni dei cristiano-democratici: ricompaiono infatti, nel programma, i respingimenti per i richiedenti asilo, sia pure concordati con i Paesi confinanti, le limitazioni all’ottenimento del diritto di residenza, e si ipotizza nuovamente, come nella mozione recentemente bocciata in parlamento, di sospendere i ricongiungimenti familiari. Echeggia anche nel testo, sia pure formulata in altri termini, la “re-migrazione”: si parla, infatti, di una “offensiva rimpatri”: alla polizia verrebbe data l’autorità di richiedere la detenzione temporanea o la custodia cautelare degli stranieri che devono lasciare il Paese, al fine di garantirne l’espulsione.

La pubblicazione del documento di intenti ha suscitato immediate reazioni politiche: pur da prospettive diverse, i partiti rimasti fuori dalla coalizione concordano nel definire insufficiente e deludente il programma della probabile coalizione nero-rossa. I verdi, la AfD e la Linke hanno espresso critiche su diversi aspetti del programma. I leader dei verdi, Franziska Brantner e Felix Banaszak, hanno definito sarcasticamente l’alleanza una “piccola coalizione”, attaccando la risicata maggioranza raggiunta da Cdu e Spd, e hanno accusato i due partiti di non affrontare i problemi strutturali del Paese, arrivando a mettere in dubbio l’accordo sul pacchetto delle misure da circa un miliardo di euro e il relativo indebitamento. Il pacchetto, che ancora deve essere votato dal “vecchio” Bundestag, dovrebbe essere modificato secondo le loro richieste, in particolare con misure sulla questione del global warming. I verdi alzano dunque il prezzo del loro eventuale voto favorevole, decisivo in quanto si tratta di una modifica costituzionale che necessita di una maggioranza qualificata. “Siamo più lontani da un accordo oggi di quanto non lo siamo stati negli ultimi giorni”, ha dichiarato Banaszak.

Secondo i portavoce di AfD, l’accordo sarebbe invece “miserabile”, tutto a firma socialdemocratica, e non interverrebbe sull’immigrazione con la durezza necessaria. La Linke ha espresso scetticismo e ha criticato il documento per motivi opposti, sostenendo che vada contro gli interessi della maggioranza dei cittadini. I dirigenti del partito hanno insistito sulla mancanza di attenzione a temi fondamentali come la casa, la salute e l’accessibilità ai beni primari, al diffondersi di nuove povertà che vengono ignorate, per la priorità data agli armamenti e alla difesa.

L’impressione che si ricava dalla lettura del documento è di una grande assunzione di rischi. Cdu e Spd hanno scelto di osare. Si gioca una partita “va banco!”, in cui certo ognuna delle due parti ha tirato la coperta dalla sua parte, ma che in ogni caso impressiona quanto a portata della scommessa in corso. Gli accordi finora raggiunti comportano rischi economici e di tenuta sociale. L’economista Veronika Grimm ha messo in guardia la Cdu e la Spd dal contrarre ingenti debiti per finanziare la spesa per la difesa: “Abbiamo effettivamente bisogno di un rapido aumento del bilancio della difesa. Ma senza riforme, questa è la strada verso l’abisso”. C’è inoltre bisogno di fare fronte a una spesa sociale che sta aumentando a un ritmo sempre più sostenuto, e che sarebbe comunque difficile frenare a causa dell’evoluzione demografica. È quindi una scommessa estremamente rischiosa quella di rinviare le riforme strutturali facendo unicamente debito. “Le possibilità che tutto vada bene sono scarse”, ha affermato l’economista. Più ottimista il “Financial Times”, che ritiene che la Germania potrebbe aumentare il proprio debito pubblico fino a duemila miliardi di euro, nei prossimi dieci anni, senza compromettere la crescita economica. Siamo comunque di fronte a uno spartiacque storico, e non solo per l’entità delle misure progettate: o il cavallo tedesco riprenderà veramente a correre, trainando con sé tutta l’Europa, o rischia di stramazzare al suolo sotto il peso dell’indebitamento.

1.392
Archiviato inArticoli
TagsAgostino Petrillo Cdu Germania prove di coalizione Spd

Articolo precedente

Un’Europa autonoma al tempo della guerra ibrida

Articolo successivo

Tra l’Algeria e la Francia una crisi senza fine

Agostino Petrillo

Seguimi

Articoli correlati

La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea

In Germania il giorno più nero

La crisi delle città creative

Una teologia per l’età delle macchine. Su Peter Thiel

Dello stesso autore

In Germania il giorno più nero

La crisi delle città creative

Una teologia per l’età delle macchine. Su Peter Thiel

Affinità elettive tra Sahra e Alice?

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA