• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Recensioni » Enzimi per la città

Enzimi per la città

Una riflessione di Luca Bergamo sulla sua controversa esperienza di amministratore a Roma

24 Giugno 2024 Michele Mezza  1047

Il “sistema creativo” a Roma vale più di tredici miliardi di euro (stima del 2022) e impegna oltre 170mila addetti. Sono i dati cardine dell’idea di città che emerge dal libro di Luca Bergamo, ex assessore alla cultura della giunta Raggi, intitolato È qui il mio respiro (Sossella editore). Si inquadra così quella che Bergamo documenta come l’area urbana più estesa e caotica d’Europa. Roma, per l’estensione delle sue ramificazioni residenziali e per la densità delle sue aree abitate, si presenta come l’entità più consistente e articolata tra le grandi capitali europee. Un sistema in cui le distanze, geografiche e sociali, determinano mondi paralleli, che sempre meno hanno relazione fra loro.

In questo spazio, parlare, per esempio, di città in quindici minuti (vedi qui) rischia di ratificare una separazione strutturale fra le diverse componenti urbane, che si troverebbero rinserrate in se stesse. Il collante di questa città-Stato è proprio la cultura, o meglio – spiega Bergamo –, il racconto, la relazione narrativa. Rivisitando la sua esperienza di assessore e vicesindaco (prima in parte supportato dalla giunta Raggi, e poi mal sopportato da un sindaco sospettoso e autoreferenziale), l’autore combina insieme i tratti della sua crescita civile e culturale, nei meandri istituzionali e politici della capitale, con quelle opportunità che si sono affacciate durante la gestione grillina, ma che poi sono inesorabilmente rimaste a metà strada.

Interessante, nella prima parte del libro, lo squarcio sul backstage del lavorio negli apparati comunitari che si occupano di giovani. Emerge una realtà troppo frettolosamente derubricata a carrozzone burocratico, ma che riserva positive sorprese per la capacità di intercettare (come capitò con il meeting dei giovani a Bari nel 2010) spinte e domande che serpeggiano fra le nuove generazioni, e alle quali la politica, sia locale sia nazionale, non riesce a rispondere.

Bergamo, come sintesi delle sue molteplici esperienze – militante di sinistra, informatico, gestore di esperienze comunitarie giovanili, e infine amministratore pubblico e impresario di strategie culturali nella città –, coglie lucidamente il groviglio di poteri e soggetti che si sovrappongono nel ridisegno di una realtà urbanistica come quella della megalopoli romana. Citando Manuel Castells e la sua opera sulla Società in rete (Bocconi editore), Bergamo spiega come “la gente vive nei luoghi, ma il potere governa attraverso i flussi”: intendendo con “flussi” quei fenomeni trasversali che congiungono e omologano i territori nella transizione tecnologica, cosi trasformando le vivibilità in fatturato. Come intromettersi in questa morsa, creando spazi per la politica – come peraltro ha chiesto il papa nel suo intervento al G7, in cui, riferendosi all’intelligenza artificiale, ha insistito sul fatto che, se la tecnologia sta cambiando tutto, la politica deve cambiare la tecnologia?

Bergamo ci propone un kit operativo in cui viene esemplificata una strategia d’intervento sul territorio. La materia prima è la cultura, o meglio, i sistemi e i linguaggi culturali, che riaggregano le comunità sul territorio. Bergamo ricorda la prima fase della sua azione nella giunta Raggi, con la creazione di una realtà come “Enzimi”, una società di progettazione di eventi culturali, che doveva guidare quei flussi che, arrivando dall’esterno, attraversano la città. O come il piano dei parchi culturali, che prevedeva la disseminazione, nelle aree periferiche, di centri di lettura e biblioteche che dessero forma a un’aggregazione civica dei giovani. Il piano però rimase in sospeso, e infine fu dismesso quando Bergamo entrò in collisione con la sindaca, allo stesso modo della idea di una programmazione triennale tale da permettere alle strutture cittadine di non vivere alla giornata.

Si intravedono, in questo passaggio, le miserie di una pubblica amministrazione che continua a far prevalere gli interessi di gruppi e tribù rispetto a quelli della cittadinanza, e si scorge, dentro l’infrastruttura politica che reggeva la maggioranza a 5 Stelle, una fragilità nella direzione e nella strategia, sempre ridotta agli interessi del leader del momento. È Raggi che detta l’agenda politica ai 5 Stelle, in base alle geometrie variabili del suo staff, e non viceversa. Una logica che si ritrova intatta nell’attuale congiuntura post-elettorale, che vede Conte e Grillo posizionarsi in base ad ambizioni e progetti elaborati in funzione di una propria tattica che, in riferimento a chi prevarrà sulla scacchiera, diventeranno poi strategia del Movimento.

Il testo di Bergamo svela così una storia che, per quanto in qualche modo nota, non era stata ancora irrobustita dal racconto di esperienze dirette. E soprattutto propone un’agenda operativa per la città che rimane ancora centrale: dare a Roma strumenti e energie – appunto enzimi, potremmo dire – che la facciano diventare padrona dei propri flussi. Un’idea che dovremmo oggi ricalibrare alla luce di quanto sta accadendo in Campidoglio, alla vigilia di un evento come il Giubileo, con masse enormi di capitali impiegati, senza che si sia discussa minimamente una bussola che possa guidare, almeno su alcuni punti, una trasformazione del sistema civile e di cittadinanza nella capitale.

1.060
Archiviato inCittà visibili Dossier Recensioni
TagsÈ qui il mio respiro Enzimi giunta Raggi Luca Bergamo Michele Mezza Roma

Articolo precedente

Islamofobia e antisemitismo nelle elezioni francesi

Articolo successivo

Sex work nelle città

Michele Mezza

Articoli correlati

Una casa per il circolo Gianni Bosio?

Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti

La sorte degli ex mercati generali di Ostiense

Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti

Dello stesso autore

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Est/Ovest: la contesa è sul conflitto sociale

Musk, le privatizzazioni, la sicurezza militare e l’Europa

Le dimissioni di Belloni e la nuova tecno-destra all’attacco

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
La Francia di nuovo in fiamme
Rino Genovese    2 Ottobre 2026
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
No alle primarie, in Francia come in Italia
Rino Genovese    25 Settembre 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, confermato il blocco dell’area a caldo
Guido Ruotolo    6 Ottobre 2026
In Brasile ballottaggio in salita per Lula
Claudio Madricardo    6 Ottobre 2026
La Spagna verso le elezioni anticipate
Agostino Petrillo    5 Ottobre 2026
Testimonianze dall’Ucraina
Giorgio Graffi    5 Ottobre 2026
Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere
Vittorio Bonanni    2 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA