• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » In Africa il nuovo fronte dell’Ucraina

In Africa il nuovo fronte dell’Ucraina

Droni e istruttori da Kiev contro il gruppo Wagner nello scenario di guerra in Mali. A sostegno dei ribelli tuareg contro la giunta militare di Bamako

15 Ottobre 2024 Luciano Ardesi  1424

Il presidente ucraino Zelensky ha mantenuto la promessa di portare la resistenza contro l’invasione ovunque sia possibile colpire la Russia. E poiché l’esercito russo è da tempo presente coi suoi mercenari in Mali, l’Ucraina ha aperto un nuovo fronte in Africa, così da indurre la giunta militare al potere a Bamako a rompere le relazioni diplomatiche con Kiev, lo scorso 4 agosto, seguita poi dalla giunta militare del Niger.

Le notizie di un nuovo fronte “ucraino” si sono rincorse durante tutta l’estate, trovando ormai delle conferme dalle forze riunite nel “Quadro strategico permanente”, in cui predomina la componente della ribellione tuareg, riguardo ai droni di fabbricazione ucraina e alla formazione ricevuta in Ucraina. Si susseguono gli attacchi alle postazioni governative protette dai mercenari del gruppo Wagner, ribattezzato Africa Corps, tra i cui ranghi si contano numerose vittime. La svolta è avvenuta a fine luglio, quando per la prima volta i droni ucraini hanno inflitto un pesante bilancio ai russi stazionati nel nord del Paese, a Tin Zaouatine, facendo 84 vittime tra i Wagner, e 47 tra l’esercito maliano non preparato a un attacco anche mediante droni.

Per capire meglio la portata di questo fronte, bisogna fare un passo indietro, ai due colpi di Stato militari che – a distanza di un anno, nell’agosto 2020 e nel maggio 2021 – hanno scosso il Mali e hanno portato alla soppressione del parlamento, al rinvio delle elezioni, a un capillare controllo sociale e dell’informazione. La giunta militare ha chiesto alla Francia di ritirare i militari dell’operazione Barkhane, presenti nel Paese per combattere i jihadisti islamici anche nel resto del Sahel (vedi qui). Il ritiro francese dal Mali è stato completato nell’agosto 2022, e la Russia ha iniziato a inviare alla giunta di Bamako elicotteri da combattimento, caccia, tra cui i Sukhoi 25, missili terra-aria e sistemi radar. Intanto, da fine dicembre 2021, sono presenti truppe russe: per la giunta sono ufficialmente istruttori, ma diverse fonti parlano di almeno 1500-2000 mercenari del gruppo Wagner, impegnati anche nei combattimenti.

Dopo che l’Onu aveva denunciato, nel maggio dello scorso anno, il massacro da parte dell’esercito maliano e di soldati “stranieri” di centinaia di civili, nel corso del 2022, la giunta di Bamako ha ordinato l’evacuazione anche dei caschi blu della missione Onu in Mali (Minusma), terminata nel dicembre 2023. La giunta non vuole avere testimoni del proprio operato, particolarmente contro i civili.

La giunta militare si sta confrontando con una presenza di lunga data di jihadisti nel nord del Paese, in conflitto con Bamako ma anche in competizione tra loro, e di cui i civili sono le vittime più numerose perché accusati di sostenere l’una o l’altra delle formazioni tra loro nemiche, come denunciato dalle organizzazioni per i diritti umani. A questa presenza si è aggiunta la ribellione tuareg, dopo che la giunta militare ha abbandonato l’Accordo di pace (firmato ad Algeri nel 2015) tra il governo centrale e i movimenti tuareg, che rivendicavano prima l’indipendenza e poi una forte autonomia.

Di fronte al boicottaggio da parte della giunta militare di quell’Accordo, i tuareg hanno ripreso le armi, decidendo di formare una coalizione tra i diversi gruppi: il Quadro strategico permanente per la difesa del popolo dell’Azawad, come i tuareg chiamano la regione di cui rivendicano l’autonomia. I droni e gli istruttori ucraini sono destinati a questa coalizione, poiché è quella che conosce meglio il territorio desertico dove opera ed è in grado di tenere in scacco l’esercito. A questo proposito, va ricordato che il colpo di Stato militare del 2020 era stato giustificato, tra l‘altro, col fatto che il governo civile si era dimostrato incapace di controllare il nord del Paese.

Le giunte militari oggi alleate di tre Paesi del Sahel – Mali, Niger e Burkina Faso – si sono rivolte all’Onu per denunciare la presenza di armi ucraine nella regione. Il fronte ucraino in Africa non si limita infatti al Mali: già nel 2023 dei soldati ucraini erano presenti nella guerra civile in Sudan, a sostegno dell’esercito regolare di Khartum contro le truppe paramilitari della Rapid Support Force (Rsf) del generale dissidente Mohammed Hamdan Daglo (vedi qui), che ha ricevuto l’aiuto del gruppo Wagner. Gli ucraini hanno formato l’esercito di Khartum a utilizzare piccoli droni con un carico di esplosivo, gli stessi usati ora dalla resistenza tuareg.

1.450
Archiviato inArticoli
TagsAfrica gruppo Wagner Luciano Ardesi Mali Russia Ucraina

Articolo precedente

Austerità: fogna francese, paradiso italiano

Articolo successivo

Invalsi: tra statistiche e realtà

Luciano Ardesi

Articoli correlati

Remigrazione nel Paese che fu dell’apartheid

“La Russia? Non è più un nostro nemico”

Sahara Occidentale: venti di guerra su una pace introvabile

Accordo di cooperazione militare tra la Russia e i talebani

Dello stesso autore

Remigrazione nel Paese che fu dell’apartheid

Sahara Occidentale: venti di guerra su una pace introvabile

L’assassinio di Lumumba, un passato che ritorna

Mali, la giunta militare in gravissime difficoltà

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Cosa si sa delle università telematiche
Paolo Barbieri    21 Luglio 2026
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA