• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » Guerra congelata

Guerra congelata

11 Luglio 2023 Rino Genovese  1355

A Vilnius si riuniscono oggi e domani (11 e 12 luglio), nel quadro della Nato, dirigenti politici privi di qualsiasi prospettiva per arrivare a una fine delle ostilità. Gli Stati Uniti stanno pensando (vedi qui) alle bombe a grappolo (che fanno più male ai civili che ai militari, senza contare che sono state messe al bando dalla maggior parte dei Paesi del mondo con la convenzione di Oslo del 2008) come a un modo per dare slancio alla famosa controffensiva ucraina che incontra non poche difficoltà a causa del tempo che si è lasciato ai russi per fortificare e minare i territori occupati. Di questi, bene che vada, alla fine dell’estate gli ucraini si saranno ripresi solo una piccola parte, e l’integrità territoriale cui mirano resterà un miraggio. Nessuno che abbia un’idea su come avviare una trattativa, su quali basi, facendo quali concessioni, organizzando quale presenza internazionale nel senso di una forza di interposizione possibile. Nulla di nulla.

Il futuro annuncia, esito considerato più probabile, una soluzione “alla coreana”: quella di una guerra dei primi anni Cinquanta, formalmente mai conclusa ma soltanto congelata. Solo che non siamo nell’estremo Oriente, al trentottesimo parallelo, ma nel cuore dell’Europa. E l’Alleanza atlantica organizza degli Stati europei – a parte la Turchia e, ovviamente, gli Stati Uniti e il Canada. L’Unione europea non avrebbe niente da eccepire? Potrebbe rimanere, dopo un conflitto che dura già da un anno e mezzo, una situazione del genere nel cuore del continente? Con una destra estrema, nazional-populistica o postfascista che dir si voglia, che si sta agitando e minaccia di prendere il sopravvento nelle elezioni del 2024? Possono la Francia di Macron (che incredibilmente si è schierata con la Polonia per un rapido ingresso dell’Ucraina nella Nato) o la Germania di Scholz sopportare tutto questo? Un conflitto che si protrae non si sa ancora per quanto e una soluzione che, ammesso che arrivi, sarebbe quella di un congelamento della guerra?

In mancanza di uno straccio di piano di pace e di una linea di azione che non sia puramente e semplicemente quella del nazionalismo ucraino, si continua a danzare, con virtuosistiche piroette, sopra l’abisso. Ma si sa come vanno queste cose: un errore sempre possibile – e Chernobyl, che negli anni Ottanta parve una catastrofe, ci sembrerà una passeggiata di salute. Senza contare la situazione in Russia e la minaccia di un ricorso all’arma nucleare. Più questa potenza si avvita nella sua guerra insensata e senza sbocco, e più aumentano le possibilità di un colpo di Stato con l’avvento di una leadership perfino peggiore di quella attuale.

Ciò che è successo il 24 giugno scorso è un monito per tutti. L’alta probabilità che il pur durissimo Putin sia stato costretto a mediare con il capo dei Wagner – ormai preso al laccio da una forza armata privata, a cui opporsi frontalmente non sarebbe possibile se non con il classico bagno di sangue – fa riflettere un po’ tutti (in primis gli americani) su quanto sia vano attendersi, da una caduta dell’uomo forte del Cremlino, un miglioramento della situazione politica in Russia.

L’idea che si debba proseguire così, come se niente fosse, è ormai solo della dirigenza nazionalista ucraina. E sorprende che non ci sia o non riesca a emergere, all’interno dello stesso Paese aggredito, un’opinione contraria a come la guerra è stata condotta finora, senza un piano, senza un obiettivo credibile, solo con lo slogan di arrivare alla vittoria.

Ma in queste condizioni la vittoria potrebbe essere la suprema sconfitta. Se liberati, per ipotesi, tutti i territori occupati, liberata anche la Crimea, si arrivasse a dovere affrontare una seconda aggressione russa, questa volta con l’arma nucleare tattica, a parte il fatto che ciò significherebbe la guerra mondiale, che ne sarebbe dell’Ucraina? La vittoria di Pirro non è una vittoria. E dunque, dato che fin dall’inizio, come nel caso di tutte le controversie tra Stati tra loro confinanti, è soltanto con una trattativa che si può giungere a una soluzione, perché seguitare a combattere e a morire anziché pensare a come venirne fuori? In mancanza di una via di uscita prospettata dall’Ucraina stessa, toccherebbe allora alla Nato, per non finire coinvolta nel conflitto, ma soprattutto all’Europa che di fatto è parte in causa, proporne una.

1.369
Archiviato inDossier Editoriale Ucraina
Tagscontroffensiva ucraina Europa Francia Germania guerra guerra Ucraina Nato piano di pace Rino Genovese Russia soluzione alla coreana Ucraina vertice Nato Vilnius

Articolo precedente

Digitalizzazione delle imprese: un incontro organizzato dal Pd

Articolo successivo

Milano oggi e domani

Rino Genovese

Articoli correlati

Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)

Stupidità e autoritarismo

Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)

Breve riflessione sul riformismo

Dello stesso autore

Stupidità e autoritarismo

Breve riflessione sul riformismo

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Stupidità e autoritarismo
Rino Genovese    9 Febbraio 2026
Per Meloni ora l’incognita Vannacci
Paolo Barbieri    5 Febbraio 2026
Il senso politico della controriforma costituzionale
Giuseppe Santalucia*    3 Febbraio 2026
Ultimi articoli
Fascisti col vento in poppa nella penisola iberica
Vittorio Bonanni    11 Febbraio 2026
Libia, il giallo dell’assassinio dell’ultimo dei Gheddafi
Guido Ruotolo    10 Febbraio 2026
Referendum, la destra conferma le date del 22 e 23 marzo
Stefania Limiti    9 Febbraio 2026
Sgomberi: assalto del governo agli spazi autogestiti
Marianna Gatta    9 Febbraio 2026
Decreto “sicurezza”, il governo vuole tappare la bocca al Paese
Stefania Limiti    6 Febbraio 2026
Ultime opinioni
Schedatemi pure: elogio di chi ci mette la faccia
Stefania Tirini    4 Febbraio 2026
Breve riflessione sul riformismo
Rino Genovese    2 Febbraio 2026
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Ultime analisi
Pioggia di soldi per la corsa agli armamenti (2)
Paolo Andruccioli    11 Febbraio 2026
Armatevi e pagate. Ecco come si finanzia la guerra (1)
Paolo Andruccioli    3 Febbraio 2026
Ultime recensioni
Quel Chiapas che non ti aspetti
Agostino Petrillo    6 Febbraio 2026
Gino Strada rivive con la voce di Elio Germano
Katia Ippaso    27 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA