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Fine del Grillo parlante?

Muto, finora. Non ha ancora reagito forse perché consigliato dai suoi legali, forse perché tramortito dalla valanga di accuse che, al di là della loro fondatezza, ne mettono in crisi l’integrità. Aveva già conosciuto il disonore, quando si ritrovò il figlio Ciro indagato perché coinvolto in uno stupro di gruppo, e poi mandato a processo insieme ai suoi amici. Quella vicenda, strumentalizzata dai suoi avversari, nei fatti è stata il crollo della sua tanto decantata diversità.

Adesso Beppe Grillo è diventato “uno qualunque” finito negli ingranaggi della giustizia, finito sotto inchiesta della procura di Milano per “traffico di influenze”. Al di là della vicenda processuale (bisognerà aspettare la fine delle indagini per capire se le accuse ipotizzate nei confronti del fondatore dei 5 Stelle reggeranno), quello che sta andando in scena in queste ore è la “omologazione” del leader politico tanto diverso al sistema.

La criminalità organizzata, questa realtà così nostrana

“La camorra è dovunque”. È il titolo della recente intervista rilasciata a Giuseppe Grimaldi del “Mattino” da Alessandro Giuliano, questore di Napoli. In tempi...

L’Europa e lo scandaloso silenzio sugli innocenti

Quello che sta per chiudersi è l’anno del silenzio sugli innocenti. L’Europa che guarda dall’altra parte, che prova a combattere contro il virus, che si ritrova impantanata tra i “no vax e i “no pass”, non ha neanche la capacità di fare la voce grossa contro la Polonia, che alza muri per impedire che i profughi, i senza patria, gli immigranti possano entrare in quella che fu la culla della civiltà, l’Europa appunto. Sono disperati fantasmi strumentalizzati dalla Bielorussia, corpi violentati dal freddo e dalla fame, e sono ancora lì, in questo tenebroso Natale, alla ricerca di una solidarietà negata. Solo una voce si è alzata in loro difesa, una voce forte e chiara. Ed è quella del pellegrino papa Francesco, che da Lesbo e da Cipro si è interrogato sulla fine della civiltà e della democrazia in questo nostro nuovo mondo.

È l’Europa che stenta a prendere corpo, a diventare un soggetto politico forte in un mondo che, crollati i muri, è diventato multipolare e sta costruendo nuove barriere. Cina, Russia, Usa, le grandi megalopoli arabe si contendono risorse e territori. Il mercato, e non solo. E l’egemonia si gioca su questo, non sulla diplomazia, sulle relazioni internazionali, sullo spauracchio degli eserciti e delle armi di distruzione di massa.

Situazione di calma apparente in Libia

Lo spavento delle cancellerie di mezzo mondo è rientrato solo poche ore fa. Il governo di Tripoli ha congelato il decreto di nomina del...

Una nuova nebulosa di estrema destra

Che confusione sotto il cielo “no pass” e “no vax”. Solo due mesi fa, l’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil da parte di...

I “no vax” e “no pass” dalla piazza reale a quella...

La piazza è quasi spenta, soffre di diserzioni di massa, non mobilita più come avevamo visto durante l’autunno. Aspettiamo domani, sabato, per vedere se assisteremo a un sussulto di mobilitazione, dopo gli arresti, le identificazioni di massa, i processi alle ali estreme e organizzate della protesta, Forza nuova e anarchici, ormai minoranze sull’orlo di una crisi esistenziale. Ora è la piazza virtuale che si affanna, si scatena, sale sul ring. È la piazza delle parole, degli editti e delle scomuniche che alza la voce, denunciando complotti a suon di logaritmi che censurano, che impediscono loro di tracimare su Facebook e i social.

Il nuovo orizzonte dello scontro violento di parole ha adesso “la 7” come palcoscenico virtuale della tenzone, in cui si scontrano pensieri contrapposti. Lilli Gruber manda frecce avvelenate a Massimo Giletti (senza citarlo direttamente), che per fare audience invita gli impresentabili, come il medico che si è fatto vaccinare portandosi dietro un braccio di silicone. In questa fase, persino il Tg1 e Mediaset hanno deciso di far tacere gli urlatori e gli odiatori, alla Mario Giordano o alla Del Debbio. O di smettere di dare la parola agli avvocati difensori del pensiero libertario, di chi pretende di non rispettare le regole della convivenza democratica. Enrico Mentana è il primo che ha annunciato che non inviterà più alle sue trasmissioni “no vax” e “no pass”.

Agnoletto: “Intorno ai vaccini, un’enorme partita geopolitica”

Si è appena concluso il vertice del G7 sulla salute, e Vittorio Agnoletto – dal 2020 coordinatore del Comitato “Nessun profitto sulla pandemia. Diritto...

Bilancio degli ultimi mesi di mal di pancia anti-vaccini

Tre mesi di proteste, di perquisizioni, di scontri, di assalti, di devastazioni, di cortei e di presidii. È l’Italia del mal di pancia, che non sopporta più, che scombussola il quadrante della storia di quei ceti sociali sonnolenti che solo con il voto, nel segreto dell’urna, assolvevano il ruolo di cittadino. Il bilancio di questi tre mesi, è una conferma di una nuova presenza sulla scena politica e sociale. Quella dei ceti medi incazzati, fatta di impiegati, commercianti, partite Iva. Sono loro che dettano l’agenda della politica di sicurezza e anche sanitaria.

La destra estrema, o anche gli anarchici e gli antagonisti, sono comparse, controfigure, nella maggioranza dei casi, avvoltoi in altre situazioni. Di certo, anche se collegati in una “internazionale” nera o anarchica, non hanno l’egemonia sui movimenti. Vorrebbero condizionarli con l’unico linguaggio che conoscono, quello della violenza. Ma nella maggior parte dei casi sono superati dalla stessa forza e dal radicalismo del “ventre molle” di questa Europa sopraffatta dalla pandemia.

Il fronte “no vax” e “no pass” dinanzi all’incognita della repressione

Mentre lo spettro della variante sudafricana ha già raggiunto i cinque continenti, creando panico e allarme nelle borse mondiali, il fronte “no vax” e...

La Libia verso elezioni contestabilissime

Ma davvero si voterà in Libia, il 24 dicembre prossimo, per eleggere il presidente, così come lasciano intendere i leader europei e la stessa...