• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Spioni a mezzo servizio

Spioni a mezzo servizio

30 Ottobre 2024 Guido Ruotolo  807

Viene da sorridere a pensare che il governo sta lavorando alacremente per varare una nuova legge che limita le intercettazioni degli indagati a quarantacinque giorni, e che questo limite non si applicherà ai reati di mafia, terrorismo e di “codice rosso” (maltrattamento, violenza sessuale, atti persecutori, lesioni). Martedì 29 ottobre, alle 13,10, l’ufficio stampa del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha comunicato che a queste conclusioni è giunto un vertice di maggioranza, con lo stesso guardasigilli, i sottosegretari e gli esponenti dei vari partiti della coalizione. Sono trascorsi due giorni dagli arresti della procura di Milano per la gigantesca violazione della privacy, del furto di centinaia di migliaia di informazioni riservate, e la maggioranza di governo è impegnata a ridurre la durata delle intercettazioni ordinate dalla magistratura.

La situazione è drammatica. Negli atti dell’inchiesta milanese, lo scenario è di “allarme rosso per la sicurezza nazionale”. Sembra di assistere a un film di spionaggio.Le notizie che filtrano da Milano parlano di “banche dati strategiche nazionali” violate. Di segreti industriali e rapporti riservati dell’Eni ritrovati nel garage di uno degli indagati. E nell’inchiesta ci sono anche tracce di spioni israeliani, oltre che di 007 di casa nostra. Perfino una mail del capo dello Stato è stata violata. E ancora migliaia e migliaia di accessi illegali a tabulati telefonici, migliaia di tracciamenti dei cellulari. È al momento impossibile dare il numero esatto degli “intercettati” abusivamente dagli hacker, che appaiono, più che degli esperti informatici, degli spioni a mezzo servizio.

Si fa fatica, insomma, a separare uomini dell’intelligence, degli apparati di sicurezza da questi trafficanti che violano la privacy di cittadini e i segreti di imprese e imprenditori, anche di politici. E in questa inchiesta le vittime sono “trasversali”, non hanno un solo colore politico. Uno degli arrestati confida di avere “ottocentomila dati riservati in un hard disk”. È solo uno sguardo dal buco della serratura di quello che è, per dirla con gli inquirenti milanesi, “un gigantesco mercato di informazioni riservate”.

In questi ultimi anni di conflitti, abbiamo scoperto che la nuova guerra “asimmetrica” si vince con il controllo dei satelliti, delle reti informatiche, di Internet e dei social. Colpisce che gli indagati parlino di aiutare la Chiesa contro la Russia, il Vaticano contro i mercenari del gruppo Wagner.

Quello che sta accadendo in queste ore lascia impietriti. C’è un silenzio impressionante. Dell’opinione pubblica sbigottita. Della politica che balbetta. Che sembra tirare il fiato prima di sbilanciarsi.

Tra il 1955 e il 1964, ci fu lo scandalo dei fascicoli Sifar, una schedatura di massa di politici, militari, preti e cardinali, intellettuali, sindacalisti e giornalisti. Schede anche sugli orientamenti sessuali e sui vertici dello Stato, oltre che sui militanti di sinistra, i sindacalisti e gli oppositori in genere. Il generale Giovanni De Lorenzo decise di creare questo immenso archivio di dati, quando guidava il Servizio informazioni forze armate (Sifar). All’epoca si parlò di una schedatura di circa 157.000 soggetti. Parliamo di fatti accaduti quasi settant’anni fa, che segnarono la vita della giovane democrazia italiana, e anticiparono la stagione dello stragismo atlantico e neofascista.

Oggi stiamo attraversando una nuova e inquietante stagione di dossieraggi di massa in cui sono coinvolti magistrati, ufficiali delle forze di polizia, imprenditori, professionisti. E vittime risultano essere anche politici, imprenditori, giornalisti, uomini della cultura e dello spettacolo. Non sembra esserci un’unica “manina”. Probabilmente siamo di fronte a un fenomeno di centrali di hackeraggio di massa. C’è il “guardone” della banca pugliese, il finanziere e il magistrato dell’antimafia che sembrano avere avviato una tipografia di dossier su larga scala, l’imprenditore e il super-poliziotto che, soddisfatti, commentano di essere “quattro anni avanti” a tutti gli altri e si muovono liberamente nelle stanze di un Viminale “parallelo”.

Si muovono per soldi, naturalmente. In una intercettazione, due indagati parlano della promessa di una commessa del valore di “un milione di euro”. Ma non solo. La sensazione è che vi sia uno scambio di favori tra queste agenzie a fini di lucro e pezzi di apparati istituzionali della sicurezza e dell’intelligence. Secondo i pm milanesi i criminali dell’hackeraggio hanno contatti “con mafie e servizi segreti”.

825
Archiviato inEditoriale
TagsGuido Ruotolo inchiesta dossieraggio milanese intercettazioni spioni

Articolo precedente

In Liguria si è perso a sinistra, non al centro

Articolo successivo

Berlinguer, tragedia italiana

Guido Ruotolo

Articoli correlati

Ex Ilva, vince la Costituzione

Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo

Ex Ilva, quelle piazze da ascoltare

Ex Ilva, una battaglia per il futuro

Dello stesso autore

Ex Ilva, vince la Costituzione

Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo

Ex Ilva, quelle piazze da ascoltare

Ex Ilva, una battaglia per il futuro

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Una rivolta e il suo capro espiatorio
Rino Genovese    28 Ottobre 2026
Per combattere davvero l’antisemitismo va rigettato un disegno di legge controproducente
Giorgio Graffi    26 Ottobre 2026
La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita
Paolo Andruccioli    22 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Rebus post-elettorale in Israele
Eliana Riva    30 Ottobre 2026
L’insostenibile pesantezza dell’intelligenza artificiale*
Massimo Florio    29 Ottobre 2026
Brasile, Lula fa il miracolo
Claudio Madricardo    29 Ottobre 2026
Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo
Guido Ruotolo    28 Ottobre 2026
Belgrado né con Bruxelles né con Mosca
Vittorio Bonanni    27 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Un buon senso molto Acerbo
Vittorio Bonanni    30 Ottobre 2026
Che bello consumare e non pagare!
Massimo Ilardi    26 Ottobre 2026
Come preservare la figura dell’umano nel nostro tempo?
Mario Pezzella    26 Ottobre 2026
Opposizione, ci vuole una visione del mondo
Andrea Ranieri    22 Ottobre 2026
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Ultime analisi
L’algoritmo del controllo
Marianna Gatta    29 Ottobre 2026
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giorgio Graffi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA