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Gli eurodeputati pentastellati nella Sinistra

Il Movimento 5 Stelle, con i suoi otto membri, entra nel gruppo “The Left” del parlamento europeo, affiancando i due eletti dell’Alleanza verdi-sinistra, Ilaria Salis e Mimmo Lucano, ma con una delegazione separata

8 Luglio 2024 Lorenzo Consoli  927

La decisione dovrà essere confermata tra sei mesi, dopo un periodo di “reciproca osservazione” e dopo la valutazione della convergenza politica tra le due parti. La decisione è stata presa il 4 luglio dall’ufficio di presidenza del gruppo della Sinistra. “Per confermare la convergenza politica, la Sinistra e il Movimento 5 Stelle hanno concordato di prendersi un periodo di sei mesi con reciproco status di osservatore. Siamo fiduciosi che collaboreremo in modo costruttivo e produttivo per confermare la convergenza tra Sinistra e 5 Stelle, per lavorare insieme per le persone e per il pianeta”: così un comunicato del gruppo.

“Questa decisione – ha dichiarato la co-presidente della Sinistra, Manon Aubry, della France insoumise, che ha nove eurodeputati – è stata presa in accordo con i nostri amici di Sinistra italiana, e abbiamo assicurato che il Movimento 5 Stelle sia allineato con la nostra posizione politica”. “La Sinistra è il gruppo che rappresenta l’antifascismo, la lotta per i diritti dei lavoratori, la continuazione di un’azione ambiziosa per il clima, e che si oppone all’austerità. Riaffermiamo questo impegno e siamo lieti di farlo con un gruppo ancora più ampio. Siamo la principale opposizione alla coalizione von der Leyen e baluardo contro l’estrema destra e le sue idee razziste e sessiste” – ha sottolineato ancora Aubry. Il gruppo avrà ora 46 eurodeputati.

Nello stesso comunicato, il nuovo capo delegazione dei 5 Stelle al parlamento europeo, Pasquale Tridico, ha espresso “gratitudine al gruppo della Sinistra e a tutti i suoi membri per la calorosa accoglienza e per il dialogo produttivo. Nei prossimi cinque anni – ha aggiunto – ci impegneremo a collaborare con i nostri nuovi colleghi per sostenere un’Europa più socialmente consapevole, contrastando la povertà e le politiche di austerità. Inoltre, perseguiremo attivamente una soluzione diplomatica in tutte le zone di guerra, riconoscendo l’urgente bisogno di pace in Europa e nel mondo”. In un comunicato stampa separato, dello stesso 4 luglio, la delegazione pentastellata ha sottolineato di avere raggiunto “il suo primo obiettivo politico” dopo le elezioni di giugno, quello di far parte di “un gruppo politico progressista che sappia valorizzare i punti del programma con il quale ci siamo presentati alle elezioni europee”, dopo cinque anni di permanenza nel limbo dei “non iscritti”, una condizione che limita notevolmente il margine di azione degli eurodeputati. “Con un gruppo al parlamento europeo, potremo avere una piena agibilità politica. Questo comporta – dichiara la delegazione 5 Stelle – che potremo seguire in tutte le sue fasi l’iter di approvazione delle leggi europee, contribuendo alla loro stesura. Potremo inoltre presentare emendamenti ai testi anche in plenaria, negoziare e scrivere risoluzioni, fare i coordinatori delle commissioni parlamentari e difendere così i cittadini in modo più incisivo”. “Abbiamo concordato – spiega ancora la nota del Movimento – un periodo di confronto reciproco di sei mesi, che serviranno a mettere a punto le future sfide dell’agenda politica europea, a partire dal ‘no’ alla nomina di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione europea”, durante il voto sul suo secondo mandato, che si terrà a Strasburgo il 18 luglio. “La nostra battaglia per un’Europa più giusta, più sociale e soprattutto scevra da guerre e conflitti inizia adesso” – conclude la nota.

La discussione con il gruppo della Sinistra, in realtà, non deve essere stata molto facile, ma alla fine è andato tutto bene, con un negoziato, durato diverse ore, terminato sulla irrituale formula della “osservazione reciproca” di sei mesi prima della conferma dell’alleanza. Secondo diverse fonti, agli eletti 5 Stelle è stato chiesto conto della loro partecipazione al governo con la Lega, del loro appoggio ai “decreti sicurezza” di Matteo Salvini, e della definizione delle Ong come “taxi del mare”, che Luigi Di Maio diede, nel 2017, riguardo ad alcune operazioni sospette riguardanti il traffico di migranti dalla Libia (dichiarazione definite però un anno fa “un errore” da un altro esponente dei 5 Stelle, Stefano Patuanelli). Tra l’altro, uno dei nuovi eurodeputati in “The Left” è Carola Rackete, comandante della nave “Sea Watch” che Salvini, allora ministro nel governo con i 5 Stelle, aveva accusato di essere una “delinquente” e “complice dei trafficanti di esseri umani”. A questi rilievi, il Movimento ha risposto ricordando di avere votato esattamente come la Sinistra nel voto sul Patto Ue su immigrazione e asilo, alla fine della scorsa legislatura.  

Si è parlato probabilmente anche della penultima legislatura (2014-2019), in cui il Movimento 5 Stelle è stato alleato dei britannici di Nigel Farage, a favore della Brexit, nel gruppo Efdd (una scelta allora fortemente voluta dai fondatori del Movimento, Grillo e Casaleggio). Ed è stato affrontato il tema degli accordi commerciali dell’Unione, con riferimento forse ad alcune vecchie posizioni dei 5 Stelle, favorevoli all’iniziativa di espansione economica internazionale cinese della “Belt and Road”.

La discussione, comunque, si è svolta in “un’atmosfera buona e positiva”, e gli eletti del Movimento hanno dato “risposte molto soddisfacenti” alle domande loro poste – ha riferito ai giornalisti una portavoce del gruppo della Sinistra. Interessante la risposta di Aubry a un giornalista che chiedeva come possano stare nella Sinistra gli eurodeputati di un movimento che fino a poco tempo fa si reclamava “né di destra né di sinistra”: “I partiti socialisti in molti Paesi – ha ricordato – si reclamano di sinistra, e poi fanno passare misure di austerità. Ciò che importa non è quello che rivendichi, ma quello che fai”.

A tutti i suoi eurodeputati, il gruppo della Sinistra sottoporrà un documento con i principi e i valori che dovranno impegnarsi a rispettare e promuovere: 1) l’uguaglianza economica, la giustizia sociale e l’eradicazione della povertà; 2) la giustizia fiscale; 3) i diritti e gli interessi dei lavoratori, e buone e sicure condizioni di lavoro; 4) il femminismo, l’uguaglianza di genere, i diritti delle donne e delle comunità Lgbtq+; 5) i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto; 6) la protezione del pianeta e di tutti gli esseri viventi, con obiettivi ambientali e climatici più rigorosi; 7) accordi commerciali giusti, con l’opposizione a quelli che non rispettano gli standard europei in termini di impatto sociale e ambientale, e che producono una concorrenza sleale; 8) i diritti umani, sociali e politici dei migranti e dei rifugiati, con la loro inclusione nel mercato del lavoro europeo; 9) l’antifascismo e l’anti-colonialismo, la lotta al razzismo, all’antisemitismo, alla xenofobia, ai pregiudizi contro i rom, all’islamofobia e ad altre forme di intolleranza; 10) il diritto internazionale, incluso il diritto all’autodeterminazione; 11) più apertura, democrazia, trasparenza e rispetto dei principi etici nelle istituzioni europee. A questo proposito, Manon Aubry ha annunciato una “dichiarazione di affinità” sugli standard etici, che “ogni singolo membro dovrà firmare prima di entrare nel gruppo”, e che comprenderà “l’impegno a non ricevere denaro e a non accettare nessun lavoro parallelo e nessun viaggio pagato da imprese o Paesi”.  
   
L’elenco dei principi e valori del gruppo contiene poi un ultimo punto, che marca in particolare una differenza rispetto alle posizioni dei verdi e dei socialisti e democratici sulla guerra in Ucraina, e una chiara convergenza, invece, proprio con i 5 Stelle. Oltre a promuovere la pace e i diritti umani e il ripristino della diplomazia nelle relazioni internazionali, la Sinistra si oppone al programma di “militarizzazione della Ue”, perorando una prospettiva di demilitarizzazione globale; promuove il ruolo dell’Unione europea nel favorire e rendere possibili dei processi di pace“ attraverso il ruolo della diplomazia e il rafforzamento degli organismi multilaterali”. Il riferimento alla guerra russa in Ucraina viene fatto, inoltre, in parallelo a quello con la guerra di Israele a Gaza: gli eurodeputati della Sinistra si impegneranno a promuovere e difendere il diritto internazionale “senza doppi standard”, ovvero senza usare due pesi e due misure; a “condannare tutte le invasioni illegali, inclusa quella della Russia in Ucraina”. Viene affermato senza ambiguità il sostegno al “diritto dell’Ucraina a mantenere la sua integrità territoriale”. D’altra parte, gli eurodeputati della Sinistra si impegneranno a “condannare l’occupazione illegale dei territori palestinesi da parte di Israele e a sostenere le inchieste per genocidio in corso da parte della Corte internazionale di giustizia”; sottolineando, infine, che il rispetto delle risoluzioni dell’Onu, del Tribunale penale internazionale e della Corte internazionale di giustizia “è della massima importanza per la pace”.  

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