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Agnoletto: “Intorno ai vaccini, un’enorme partita geopolitica”

Si è appena concluso il vertice del G7 sulla salute, e Vittorio Agnoletto – dal 2020 coordinatore del Comitato “Nessun profitto sulla pandemia. Diritto...

Pandemia in Germania. Un ritorno del rimosso?

In cauda venenum, dicevano gli antichi. A fine ottobre, proprio nel momento in cui stava per scadere la validità delle norme anti-Covid stabilite nell’ambito...

Il virus ha mutato i termini del conflitto sociale e politico

Il virus si è ormai insediato nelle maglie della nostra società, aderendo non solo al nostro bagaglio genetico, ma sfruttando esattamente le caratteristiche socio-antropologiche dell’attuale stile di vita, basato sulla mobilità frenetica e sulla convivialità diffusa. Mentre istituzioni e società civile provano a divincolarsi dalla morsa dell’emergenza – resettando la problematica, derubricando l’evento a crisi momentanea –, si continua a discutere di altro: di Quirinale, di elezioni, e si misurano i provvedimenti sul green pass solo nella chiave delle possibili conseguenze sulle basi di consenso delle diverse forze politiche. Ma si ignora la talpa che scava sotto i nostri piedi, rendendo friabili le fondamenta della democrazia e stressando un gioco di poteri che offusca la trasparenza del conflitto politico.

Perfino “Limes”, una delle sedi più accreditate di “pensiero lungo” sulle strategie geopolitiche celebra, con un numero speciale e un forum a Genova, “la riscoperta del futuro”, ignorando completamente, nelle sue dotte argomentazioni, la variabile Covid-19. Sembra di essere all’imbrunire del 14 luglio del 1789, quando un sereno Luigi XVI annotava nel suo diario: “Niente da segnalare oggi”.

Anarco-insurrezionalisti: “Ci vediamo nelle strade”

Il 18 ottobre sul blog “Round Robin”, che ha come progetto editoriale e politico quello di essere “un diario nella tempesta sociale”, viene postato...

Mettere a punto nuovi vaccini: una svolta politica prima che sanitaria

Si annuncia non una nuova ondata, ma una pandemia diversa per quantità e qualità, che impone una nuova generazione di vaccini, e soprattutto una strategia pressante territorialmente ed efficace tecnologicamente. Siamo al nuovo tornante di un cammino che si allunga a ogni piè sospinto. L’estate, moltiplicando i contatti interpersonali e ampliando le occasioni di promiscuità ovunque, ha mostrato con sufficiente chiarezza quale sia la natura del fenomeno che abbiamo dinanzi.

Il Covid-19 non è un virus che segue le cadenze e il destino di tutti quelli che lo hanno preceduto, per il semplice fatto che agisce in un contesto e con un ospite – l’essere umano – che all’alba del secondo decennio del secondo millennio non assomiglia minimamente a quelli che lo hanno preceduto. Sono anzitutto radicalmente mutate le caratteristiche socio-ambientali, dato che la comunità umana attuale è caratterizzata da comportamenti, mobilità, ambizioni e desideri assolutamente diversi anche da quanto contrassegnava il pianeta nel corso della spagnola, solo un secolo fa. Poi dobbiamo constatare che l’ecosistema è del tutto diverso, con un quadro di presidi naturali sguarniti e di vulnerabilità, come i contatti con animali selvatici, che ci rendono più vulnerabili.

Dubbi sulla campagna vaccinale

Mi sono vaccinato e penso che ci si debba vaccinare. Detto questo, credo che sia lecito esprimere dubbi e perplessità, in un dibattito pubblico...

Gli anarchici e il pass sanitario

“Legittimare l’imposizione di una vaccinazione sperimentale con coercizione e ricatto, rappresenta un pericoloso precedente. Il green pass è un escamotage che lo Stato sta trovando per scaricare di nuovo sugli individui le proprie responsabilità. Si ricattano le persone con un documento che le metterà all’angolo per poter accedere a molte attività al chiuso. Opporsi a questo ricatto non solo è giusto, è necessario”.

È solo questione di tempo, la base teorica e il manifesto programmatico sono pronti, sono stati elaborati sulla rete in questi ultimi mesi. Ora per gli anarco-insurrezionalisti è il tempo di farsi sentire. Sempre che l’attività di repressione e prevenzione di questi ultimi anni non li abbia messi in difficoltà dal punto di vista operativo. Le campagne contro l’Unione europea, contro la repressione, le carceri, potrebbero ben presto fare posto a un’offensiva contro il vaccino e le case farmaceutiche. E contro il green pass.

La Confindustria apre le danze di autunno

Ci pensa Confindustria ad accendere lo scontro sociale in questo ultimo scorcio di agosto. Il tema è la pandemia, ma non solo. Quali problemi si prevedono per gli indici di contagio in autunno, se non si raggiungerà l’80% dei vaccinati, soglia indicata come minima per ottenere la cosiddetta immunità di gregge? Il vaccino diverrà obbligatorio con leggi nazionali ed europee, se non si raggiungerà quell’obiettivo?

Carlo Bonomi, presidente dell’associazione degli industriali, ha scelto il meeting di Rimini di Comunione e liberazione per lanciare l’affondo: “L’obbligo vaccinale nei luoghi di lavoro e nella scuola è doveroso, il green pass obbligatorio. Ma è troppo facile rimandare la palla alla politica. C’è una differenza di posizione tra i partiti che difficilmente potrà farci arrivare a una legge”. Il solitamente ruvido Bonomi non accetta i vincoli del “semestre bianco” che precede l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale e imporrebbe la tregua politica, in attesa delle elezioni amministrative di autunno. Può farlo anche perché il governo presieduto da Mario Draghi è molto sensibile alle richieste di Confindustria.

Strategia vaccinale, un dibattito nella Cgil che interessa tutta la sinistra

“Dobbiamo essere noi a chiedere al governo di procedere a un intervento legislativo chiaro che sancisca l’obbligo vaccinale per tutti e tutte”: così Alessandro...

Contro il virus anzitutto la verità, poi una rifondazione del welfare

La morte di Camilla Canepa, la ragazza ligure deceduta dopo la vaccinazione con AstraZeneca, ha riproposto con ferocia il tema della strategia, e non...