Home Tags Covid

Tag: covid

Se Roma ha ragione contro Bruxelles sulle restrizioni ai viaggi

Non è mai una buona cosa quando gli Stati europei si muovono in ordine sparso; il principio del coordinamento delle decisioni in seno all’Unione è un punto basilare dal quale bisognerebbe cercare di non deflettere. Ma è da Bruxelles che sarebbe dovuta provenire, e già da alcune settimane, la direttiva che Roma ha adottato adesso motu proprio. I contagi sono in così rapido aumento che delle restrizioni agli ingressi nel Paese si rendono necessarie. A fondamento della decisione, spiegata dal presidente del Consiglio Draghi, c’è la minore diffusione della variante “omicron” in Italia. Per quanto ci riguarda, non solo approviamo questa linea di attenzione, ma deprechiamo anche che in Europa, dall’estate scorsa, ci si sia lasciati andare a una ripresa scomposta delle attività. L’esempio più evidente è dato dalla Gran Bretagna: è vero che questa è ormai fuori dall’Unione e può fare quel che vuole, ma se i suoi 78mila contagi di ieri gridano qualcosa, è senz’altro una protesta implicita contro la scelta scellerata di abolire tutte le precauzioni protettive nei riguardi del virus, facendo affidamento unicamente sui vaccini, in una campagna di immunizzazione peraltro priva di qualsiasi incentivo come l’adozione del pass sanitario. Un discorso analogo vale per la pur serissima Germania, su cui il nostro Agostino Petrillo ha scritto un articolo che si può leggere qui.

I “no vax” e “no pass” dalla piazza reale a quella...

La piazza è quasi spenta, soffre di diserzioni di massa, non mobilita più come avevamo visto durante l’autunno. Aspettiamo domani, sabato, per vedere se assisteremo a un sussulto di mobilitazione, dopo gli arresti, le identificazioni di massa, i processi alle ali estreme e organizzate della protesta, Forza nuova e anarchici, ormai minoranze sull’orlo di una crisi esistenziale. Ora è la piazza virtuale che si affanna, si scatena, sale sul ring. È la piazza delle parole, degli editti e delle scomuniche che alza la voce, denunciando complotti a suon di logaritmi che censurano, che impediscono loro di tracimare su Facebook e i social.

Il nuovo orizzonte dello scontro violento di parole ha adesso “la 7” come palcoscenico virtuale della tenzone, in cui si scontrano pensieri contrapposti. Lilli Gruber manda frecce avvelenate a Massimo Giletti (senza citarlo direttamente), che per fare audience invita gli impresentabili, come il medico che si è fatto vaccinare portandosi dietro un braccio di silicone. In questa fase, persino il Tg1 e Mediaset hanno deciso di far tacere gli urlatori e gli odiatori, alla Mario Giordano o alla Del Debbio. O di smettere di dare la parola agli avvocati difensori del pensiero libertario, di chi pretende di non rispettare le regole della convivenza democratica. Enrico Mentana è il primo che ha annunciato che non inviterà più alle sue trasmissioni “no vax” e “no pass”.

Agnoletto: “Intorno ai vaccini, un’enorme partita geopolitica”

Si è appena concluso il vertice del G7 sulla salute, e Vittorio Agnoletto – dal 2020 coordinatore del Comitato “Nessun profitto sulla pandemia. Diritto...

Pandemia in Germania. Un ritorno del rimosso?

In cauda venenum, dicevano gli antichi. A fine ottobre, proprio nel momento in cui stava per scadere la validità delle norme anti-Covid stabilite nell’ambito...

Morti sul lavoro: andare alla radice

Due, quattro, sei, otto, dieci al giorno. Il numero dei morti sul lavoro in Italia cresce in progressione lineare. Sono settecento dall’inizio dell’anno quelli...

Mettere a punto nuovi vaccini: una svolta politica prima che sanitaria

Si annuncia non una nuova ondata, ma una pandemia diversa per quantità e qualità, che impone una nuova generazione di vaccini, e soprattutto una strategia pressante territorialmente ed efficace tecnologicamente. Siamo al nuovo tornante di un cammino che si allunga a ogni piè sospinto. L’estate, moltiplicando i contatti interpersonali e ampliando le occasioni di promiscuità ovunque, ha mostrato con sufficiente chiarezza quale sia la natura del fenomeno che abbiamo dinanzi.

Il Covid-19 non è un virus che segue le cadenze e il destino di tutti quelli che lo hanno preceduto, per il semplice fatto che agisce in un contesto e con un ospite – l’essere umano – che all’alba del secondo decennio del secondo millennio non assomiglia minimamente a quelli che lo hanno preceduto. Sono anzitutto radicalmente mutate le caratteristiche socio-ambientali, dato che la comunità umana attuale è caratterizzata da comportamenti, mobilità, ambizioni e desideri assolutamente diversi anche da quanto contrassegnava il pianeta nel corso della spagnola, solo un secolo fa. Poi dobbiamo constatare che l’ecosistema è del tutto diverso, con un quadro di presidi naturali sguarniti e di vulnerabilità, come i contatti con animali selvatici, che ci rendono più vulnerabili.

La ministra Lamorgese e le manifestazioni “no vax”

Era il 26 luglio e la “vedetta” Luciana Lamorgese, ministra dell’Interno, si limitò a osservare: “Guardiamo con attenzione alle manifestazioni ‘no vax’, che, ricordo,...

Strategia vaccinale, un dibattito nella Cgil che interessa tutta la sinistra

“Dobbiamo essere noi a chiedere al governo di procedere a un intervento legislativo chiaro che sancisca l’obbligo vaccinale per tutti e tutte”: così Alessandro...

No vax, una imbecillità con radici non da poco

Se c’è qualcosa con cui misurare ciò che ancora può essere detto “progresso”, questo è l’Indice di sviluppo umano (Isu), e, al suo interno,...

Cuba, quiete apparente dopo la tempesta

Lunedi 26 luglio poche manifestazioni a Cuba. L’anniversario dell’avvio della rivoluzione nel lontano 1953 è stato ricordato soprattutto a Santiago – dove si diede l’assalto alla caserma Moncada – e in tv. Non c’è stato il tradizionale raduno in una città per premiarne la particolare laboriosità negli ultimi dodici mesi. A sconsigliare particolari festeggiamenti sono i dati di diffusione del Covid, attestati su una curva non in discesa, nonostante l’avvio della campagna di vaccinazione con dosi di siero made in Cuba.

A due settimane dalle proteste dello scorso 12 luglio, la situazione è tornata sotto controllo; sottotraccia resta lo scontento che attende risposte positive. Gli specialisti sanitari cubani sostengono che sulla diffusione del virus si pagano proprio quegli “assembramenti” di quindici giorni fa, com’è avvenuto da noi – facendo un irriverente parallelo – per i festeggiamenti delle vittorie nei recenti campionati europei di calcio. La priorità, anche per recuperare consenso, resta in questi giorni la campagna contro la pandemia, che procede a rilento per mancanza di materie prime utili alla fabbricazione di vaccini (3.117 nuovi contagi, lunedì 26 luglio, e 22 morti).