• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Da Meloni segnali di debolezza

Da Meloni segnali di debolezza

26 Marzo 2026 Rino Genovese  615

Ci si interroga sul significato delle dimissioni tardive imposte da Meloni ad alcuni dei suoi più impresentabili, dopo la sconfitta in un referendum per la quale la presidente del Consiglio aveva detto e ripetuto che non si sarebbe dimessa. Farebbe allora dimettere altri al suo posto? E perché proprio la ministra del Turismo, nei guai giudiziari ormai da anni, e non il ministro della Giustizia, più immediato responsabile del pasticcio anticostituzionale che si intendeva servire agli elettori? Una logica apparente non c’è; siamo dell’avviso che Giorgia Meloni, abile comiziante più che statista, sia andata semplicemente nel pallone: la sua è stata una reazione emotiva. Del resto, qualcosa bisognava pur fare: proprio il suo partito ha smarrito per strada, soprattutto nel Mezzogiorno, una quantità di supporters che o non si sono recati a votare o hanno scelto di rigettare la controriforma sulla giustizia.

La verità è che le vie le sono ora tutte precluse: le riforme costituzionali sono arenate o cancellate. Com’era chiaro fin dall’inizio, dopo quella sull’autonomia differenziata cara alla Lega, ma bloccata dalla Corte costituzionale, anche quella sul premierato forte (cara a lei e al suo partito, una sorta di presidenzialismo pasticciato), è ormai fuori discussione: i cittadini e le cittadine avendo dimostrato, respingendo nettamente la controriforma sulla giustizia, che non tollerano alcuna manomissione della Costituzione nel senso di un rafforzamento dei poteri della maggioranza parlamentare e dell’esecutivo. Viene meno, insomma, l’aspetto più apertamente sovranista-populista della sua politica. Cosa resta, allora?

Si potrebbe dire: un bel niente. Ma non è esattamente così. Restano un piccolissimo cabotaggio costituito da una politica economica di semi-austerità, dall’aumento dell’imposizione fiscale indiretta, come quelle accise sui carburanti che si era detto invece di volere abbassare, da una comprovata incapacità di intervenire sui nodi essenziali – da ultimo, sugli aumenti nel settore dell’energia, dovuti alla situazione internazionale ma anche alla speculazione –, da interventi securitari stupidi e inefficaci (come il “decreto Caivano”, che inzeppa oltremisura le carceri minorili, mentre nelle scuole medie si adoperano i coltelli di un’incredibile cavalleria rusticana), e infine da una politica estera ormai alla frutta, dopo l’attacco all’Iran, con la conseguenza – sia per le disastrose ricadute economiche, sia nel senso di una riprovazione morale generale – dell’allontanamento di un’opinione pubblica, pure orientata a destra, da quella specie di “sovranismo realizzato” che Trump incarna.

In poche parole, l’indebolimento e finanche l’impasse di Meloni sono palesi. Lei adesso potrà lentamente logorarsi fino alla fine della legislatura. L’altra via, quella di giocarsi il tutto per tutto con le elezioni anticipate, non appare percorribile. È già in cantiere, infatti, una nuova legge elettorale, che, nella situazione creatasi, non si preannuncia agevole da varare nemmeno nella sua maggioranza parlamentare. Ci saranno infatti delle resistenze “localistiche”, soprattutto da parte della Lega, molto comprensibili se si pensa all’insediamento quasi esclusivamente “nordista” di questo partito. E c’è il problema di una destra più a destra, quella di Vannacci, che bisognerebbe cercare di recuperare all’alleanza.

Sul versante opposto, certamente fa bene la segretaria del Pd a dirsi pronta alle elezioni in ogni momento. Ma la coalizione anti-Meloni dovrebbe accelerare: da quanto tempo andiamo dicendo che bisogna darsi da fare per preparare il programma dell’alternativa? È la cosa più urgente di tutte. I giovani, quelli che hanno scelto il “no”, le lavoratrici e i lavoratori precari, così come, più in generale, gli astensionisti per sfiducia, potrebbero essere mobilitati solo con una proposta chiara, che abbia in sé quei caratteri di realismo politico, e insieme quella dose di utopia, in grado di rendere concreta la speranza. Diversamente, perfino i segnali di debolezza di Meloni potrebbero rapidamente ritradursi in quella stessa sfiducia diffusa che, già nel 2022, le permise di vincere le elezioni senza colpo ferire.

601
Archiviato inEditoriale
TagsGiorgia Meloni imposizione dimissioni programma dell'alternativa referendum giustizia Rino Genovese

Articolo precedente

Ex Ilva, l’ennesima farsa

Articolo successivo

I giovani e la loro prudenza attiva

Rino Genovese

Articoli correlati

Trump: “Un’intera civiltà scomparirà questa notte…”. Poi una tregua

Mala Pasqua (sotto il segno di Piantedosi)

Sigonella uno e due

Segnali incoraggianti, ma…

Dello stesso autore

Trump: “Un’intera civiltà scomparirà questa notte…”. Poi una tregua

Mala Pasqua (sotto il segno di Piantedosi)

Sigonella uno e due

Segnali incoraggianti, ma…

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Mala Pasqua (sotto il segno di Piantedosi)
Rino Genovese    7 Aprile 2026
Sigonella uno e due
Rino Genovese    2 Aprile 2026
Segnali incoraggianti, ma…
Rino Genovese    30 Marzo 2026
Ultimi articoli
In Libano nessuna tregua
Eliana Riva    9 Aprile 2026
La tratta degli schiavi crimine contro l’umanità
Luciano Ardesi    8 Aprile 2026
Adolfo Urso, una poltrona che traballa
Guido Ruotolo    3 Aprile 2026
La guerra al tempo dell’intelligenza artificiale
Marianna Gatta    3 Aprile 2026
Blocco di Hormuz: rischio aumento della fame nel mondo
Marco Santopadre    1 Aprile 2026
Ultime opinioni
I giovani e la loro prudenza attiva
Stefania Tirini    26 Marzo 2026
Referendum, grande vittoria del “no”
Stefania Limiti    23 Marzo 2026
Dubai, un mare di guai…
Agostino Petrillo    5 Marzo 2026
Regressione
Agostino Petrillo    27 Febbraio 2026
Un male sottile: leggere senza comprendere
Stefania Tirini    13 Febbraio 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Vocazione e povertà
Katia Ippaso    31 Marzo 2026
Vittorio Occorsio, ovvero della giustizia
Stefania Limiti    16 Marzo 2026
Ultime interviste
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
“Gli imprenditori hanno smesso di fare industria. Conta solo la rendita finanziaria”
Paolo Andruccioli    27 Febbraio 2026
Ultimi ritratti
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Marielle Franco e la “resistenza intersezionale”
Marianna Gatta    19 Marzo 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA