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Tag: pensioni

Concertazione modello Draghi

Dialoghi a distanza, rotture, divisioni sindacali e perfino uno sciopero generale di Cgil e Uil senza la Cisl. A un certo punto le relazioni...

In Cile la “sinistra meticcia” alla prova

A dar credito all’ultimo sondaggio Cadem, se si votasse oggi, il 44% dei cileni sarebbe contro l’approvazione della nuova Costituzione, a fronte di un...

Pensioni, una trattativa fantasma

“Serve un intervento organico e strutturale, che dia un assetto stabile a tutto il sistema previdenziale. Una legge che sostituisca le regole della Fornero e...

Pensioni, i nodi di una riforma difficile

Le pensioni cambiano. O meglio, dovrebbero cambiare in base al superamento della riforma Fornero che, com’è noto, ha alzato il tetto del pensionamento a...

Inflazione, un ritorno a sorpresa

C’è chi drammatizza il fenomeno e chi cerca di ridimensionarlo, riportandoci con i piedi per terra: non si ripeteranno gli scenari delle economie degli...

Manovra finanziaria, il governo non si smuove

Il primo sciopero generale da sette anni a questa parte? A palazzo Chigi non pervenuto, o quasi. La manovra finanziaria del governo non cambia indirizzo, anche se piccoli segnali di permeabilità al malcontento sociale si intravedono, ora che inizia a diradarsi la cortina fumogena dei “no vax”, per mesi volutamente sovra-rappresentati come unica – e irragionevole – opposizione al governo. Sono in arrivo un po’ di soldi aggiuntivi per la scuola, accolti con un filo di ottimismo dal sindacato: per la Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil “la lotta paga”, ma “se la legge di Bilancio non dovesse dare risposte, ci aspettiamo un intervento straordinario sulla scuola fin da gennaio”.

Di un certo rilievo l’annunciato accordo fra il ministero del Lavoro e quello dello Sviluppo economico sulle norme anti-delocalizzazioni: per le imprese non in crisi che chiudono gli stabilimenti in Italia, c’è solo un po’ più di burocrazia, l’obbligo di presentare piani di gestione degli esuberi e costi maggiorati con varie motivazioni. Probabilmente non è una materia sulla quale la gabbia delle norme europee lasci troppa libertà di intervento ai governi nazionali; ma bisognerà soppesare la soddisfazione del ministro leghista Giancarlo Giorgetti per la soluzione “ragionevole” che “non penalizza le imprese e tutela i lavoratori”. Il movimento contro le delocalizzazioni – la cui avanguardia più visibile è stata, in questi mesi, quella dei lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio – è solo all’inizio.

Tasse e pensioni. È sciopero, senza la Cisl

Alla fine, dopo mesi di battaglie unitarie, di manifestazioni e di piazze gestite insieme, di comizi pubblici a tre voci, alla fine – sulla...

Previdenza, si riparte dalla Costituzione

La notizia è arrivata direttamente dal presidente del Consiglio, Mario Draghi: la discussione con i sindacati sulla riforma della previdenza è ufficialmente aperta. Il...

Pensioni, una riforma obbligata

Sulle pensioni il governo Draghi si gioca molto. Ma in ballo non c’è solo il piano della contingenza politica, diciamo della cronaca. C’è da...

Draghi alla prova dei fatti su pensioni e rapporto con i...

Se il leader del sindacato italiano per tradizione meno propenso allo scontro con le controparti e il governo, la Cisl, parla, a proposito delle decisioni assunte sulle pensioni, di misure che ci accompagneranno “verso la piena normalità della legge Fornero” e avverte che “tutto ciò per noi è inaccettabile” è forse arrivato il momento di fermarsi a riflettere. E di chiedersi fino a che punto e in che modo inciderà sul nostro futuro il governo presieduto da Mario Draghi con un piglio decisionista – piuttosto naturale per banchieri, imprenditori e militari, il che ci ricorda per quale motivo, in genere, i sistemi democratici vivono meglio senza affidarsi a questo genere di figure – che gli stessi sindacati hanno dovuto sperimentare in questi giorni.

Non sarebbe sensato attendersi una mobilitazione sindacale troppo vigorosa per i prossimi mesi, ma le tensioni non mancano. A dispetto degli sforzi sostenuti dal Pd, in questi mesi, per “intestarsi” l’agenda Draghi, c’è da prevedere qualche imbarazzo al Nazareno per il malumore delle organizzazioni dei lavoratori di fronte al capo del governo che, secondo il gergo giornalistico d’antan, tornato in auge nel 2021, “tira diritto”. La norma-tampone di “quota 102” serve ad attutire l’impatto per partiti e sindacati, pur in sofferenza. La Fiom annuncia uno sciopero contro la manovra, ma è già bollato come “fuga in avanti” rispetto alla ritualità dell’unità fra le confederazioni. Qualche negoziato parlamentare è prevedibile sugli strumenti parziali esistenti per la flessibilità in uscita dei pensionandi.