• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Governo, la manovra dei trabocchetti

Governo, la manovra dei trabocchetti

22 Novembre 2022 Paolo Andruccioli  1295

Potevamo fare di più. Ma i soldi non ci sono, la crisi non è passata e la guerra non è finita. E dobbiamo rendere conto (almeno per ora) all’Europa. Ma abbiate fiducia, questo è solo il primo passo. Realizzeremo tutte le promesse cominciando a punire i furbetti del reddito di cittadinanza. Si può sintetizzare così il messaggio lanciato questa mattina (22 novembre) dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dai suoi più fidati ministri durante la conferenza stampa di presentazione della “manovra 2023”: in totale 35 miliardi di euro, 21 dei quali andranno sotto forma di credito d’imposta alle imprese per affrontare il caro energia e 9 miliardi ad ampliare la platea delle famiglie che potranno usufruire degli aiuti dello Stato nel calmierare le bollette. Niente flat tax incrementale e generalizzata, niente condono tombale (solo provvedimenti camuffati, che vanno però in quella direzione, come ha confermato Salvini), confermato l’innalzamento del tetto del contante a 5mila euro, fine del reddito di cittadinanza. Poco o nulla, se non addirittura qualche taglio mascherato, per scuola e sanità. I governatori delle Regioni hanno già lanciato l’allarme: “Gli ospedali spenderanno 1,7 miliardi in più per l’energia, che si sommano ai circa 4 miliardi per l’emergenza pandemica, ma gli aumenti del governo saranno inferiori. Bisogna evitare disavanzi e piani di rientro”. Intanto, sembra di capire che gli aiuti per il caro benzina dureranno solo tre mesi.

Siamo insomma di fronte a una manovra “mimetica” in tutti i sensi. Da una parte, perché non tocca (anzi sembra incrementare le spese militari, come potremo verificare dal testo ufficiale quando sarà pronto) e, dall’altra, perché indossa abiti da camuffamento. Per non scontentare la fascia di elettori tra gli autonomi, la legge di Bilancio conterrà provvedimenti che favoriscono le partite Iva e i commercianti; mentre la tanto decantata flat tax per tutti i lavoratori viene lasciata nei cassetti per tempi migliori, che probabilmente non arriveranno mai. E questo forse è anche un bene, perché tutti i calcoli degli esperti avevano messo in evidenza il rischio di introdurre ulteriori diseguaglianze con la “tassa piatta”. Da quest’anno, il tetto per la flat tax per le partite Iva sale a 85mila euro.

I trabocchetti della propaganda si nascondono nei dettagli. Uno dei punti forti della comunicazione governativa sulla legge di Bilancio riguarda, per esempio, il “successo” ottenuto con la rivalutazione delle pensioni. Effettivamente, ci sono dei soldi stanziati per questa partita di bilancio; ma, da una parte, si tratta di una misura attesa da anni (ci sono state decine di manifestazioni dei sindacati confederali e di quelli dei pensionati); dall’altra, nasconde un piccolo-grande trabocchetto, che è stato subito svelato dallo Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil.

La notizia è semplice e secca: la rivalutazione delle pensioni, in particolare dei trattamenti che superano i 2.000 euro, potrebbe essere inferiore a quanto preannunciato. Il governo Meloni, infatti, sta cercando un modo per finanziare la nuova quota 103. Misura che consentirà di lasciare il lavoro a 62 anni con 41 di contributi e dovrebbe interessare una platea potenziale di 48mila lavoratori, per una spesa di circa 750 milioni. Si tratta, in sostanza, di una perdita media pro-capite di oltre 1.200 euro all’anno per 4,3 milioni di pensionati. Sono questi i primi calcoli effettuati dallo Spi-Cgil del taglio alla rivalutazione delle pensioni sopra quattro volte il trattamento minimo, allo studio del governo. “L’adeguamento delle pensioni al costo della vita – spiegano da via dei Frentani – subirebbe una drastica riduzione, in particolare per quei pensionati che hanno lavorato e versato i contributi per quarant’anni e oltre, e che non percepiscono affatto un assegno alto ma di 1.800 netti al mese. Stiamo sostanzialmente parlando di pensioni di lavoratori dipendenti, frutto di una vita di lavoro, e che ora rischiano di avere una rivalutazione di gran lunga inferiore a quella che dovevano percepire secondo la legge in vigore”.

Peggio dei pensionati staranno ovviamente i poveri. La grande campagna durata mesi contro i presunti furbetti del divano, ha prodotto il risultato voluto dal partito della Lega e da quello dei Fratelli d’Italia. Il reddito di cittadinanza sarà abrogato dal primo gennaio 2024. La linea dura, sostenuta dalla premier Giorgia Meloni, punta a dare un segnale forte di “discontinuità”. Il sostegno ai poveri sopravviverà, al massimo, per un anno, e già nel corso del 2023 non verranno accettate più le domande. Con un provvedimento collegato alla manovra, il governo dovrebbe definire il nuovo sistema. Dal 2024, al posto del reddito, ci saranno due strumenti: uno per la lotta alla povertà, destinato a coloro che non possono lavorare; l’altro per le politiche attive, per le persone occupabili. Sul fronte della previdenza, arriva invece “quota 103”. Significa che, nel 2023, si potrà andare in pensione anticipata con 62 anni di età e 41 di contributi.

Paradossalmente, una manovra impostata in questo modo rende la vita più complicata alle opposizioni. Il segretario del Pd, Enrico Letta e il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, chiamano già alla piazza, mentre i sindacati confederali attendono il testo formale per esprimere un giudizio definitivo su una manovra che comunque non piace, perché non risponde alle proposte avanzate nell’incontro a Palazzo Chigi e non risolve i problemi di fondo del Paese. Una manovra che cerca di dare qualche contentino solo a una parte dei ceti medi ma penalizza tutto il lavoro dipendente. Dal terzo polo di Calenda arriva, intanto, l’invito a non cadere nella trappola dell’opposizione per l’opposizione. Non basta la piazza, ci vuole una controproposta. E in queste ore anche in via dell’Astronomia, sede di Confindustria, pare che non ci siano facce allegre, nonostante il fatto che il governo abbia cercato di premiare la parte imprenditoriale del suo elettorato, specie di quello del Nord. Ma dello shock promesso per l’economia nazionale neppure l’ombra.

1.334
Archiviato inEditoriale
Tagsceti medi governo meloni legge di bilancio manovra di bilancio Paolo Andruccioli pensioni povertà reddito di cittadinanza

Articolo precedente

Crisi del mercato digitale

Articolo successivo

Al cinema lente d’ingrandimento sul conflitto sociale

Paolo Andruccioli

Articoli correlati

Negli Usa ritorna il socialismo?

Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale

Una casa per il circolo Gianni Bosio?

Le nozze con i fichi secchi, ovvero la guerra senza i soldi

Dello stesso autore

Negli Usa ritorna il socialismo?

Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale

Una casa per il circolo Gianni Bosio?

Le nozze con i fichi secchi, ovvero la guerra senza i soldi

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Il vertice Nato, i capricci di Trump, la Turchia
Eliana Riva    14 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA