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L’Europa e lo scandaloso silenzio sugli innocenti

Quello che sta per chiudersi è l’anno del silenzio sugli innocenti. L’Europa che guarda dall’altra parte, che prova a combattere contro il virus, che si ritrova impantanata tra i “no vax e i “no pass”, non ha neanche la capacità di fare la voce grossa contro la Polonia, che alza muri per impedire che i profughi, i senza patria, gli immigranti possano entrare in quella che fu la culla della civiltà, l’Europa appunto. Sono disperati fantasmi strumentalizzati dalla Bielorussia, corpi violentati dal freddo e dalla fame, e sono ancora lì, in questo tenebroso Natale, alla ricerca di una solidarietà negata. Solo una voce si è alzata in loro difesa, una voce forte e chiara. Ed è quella del pellegrino papa Francesco, che da Lesbo e da Cipro si è interrogato sulla fine della civiltà e della democrazia in questo nostro nuovo mondo.

È l’Europa che stenta a prendere corpo, a diventare un soggetto politico forte in un mondo che, crollati i muri, è diventato multipolare e sta costruendo nuove barriere. Cina, Russia, Usa, le grandi megalopoli arabe si contendono risorse e territori. Il mercato, e non solo. E l’egemonia si gioca su questo, non sulla diplomazia, sulle relazioni internazionali, sullo spauracchio degli eserciti e delle armi di distruzione di massa.

Una nuova nebulosa di estrema destra

Che confusione sotto il cielo “no pass” e “no vax”. Solo due mesi fa, l’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil da parte di...

I “no vax” e “no pass” dalla piazza reale a quella...

La piazza è quasi spenta, soffre di diserzioni di massa, non mobilita più come avevamo visto durante l’autunno. Aspettiamo domani, sabato, per vedere se assisteremo a un sussulto di mobilitazione, dopo gli arresti, le identificazioni di massa, i processi alle ali estreme e organizzate della protesta, Forza nuova e anarchici, ormai minoranze sull’orlo di una crisi esistenziale. Ora è la piazza virtuale che si affanna, si scatena, sale sul ring. È la piazza delle parole, degli editti e delle scomuniche che alza la voce, denunciando complotti a suon di logaritmi che censurano, che impediscono loro di tracimare su Facebook e i social.

Il nuovo orizzonte dello scontro violento di parole ha adesso “la 7” come palcoscenico virtuale della tenzone, in cui si scontrano pensieri contrapposti. Lilli Gruber manda frecce avvelenate a Massimo Giletti (senza citarlo direttamente), che per fare audience invita gli impresentabili, come il medico che si è fatto vaccinare portandosi dietro un braccio di silicone. In questa fase, persino il Tg1 e Mediaset hanno deciso di far tacere gli urlatori e gli odiatori, alla Mario Giordano o alla Del Debbio. O di smettere di dare la parola agli avvocati difensori del pensiero libertario, di chi pretende di non rispettare le regole della convivenza democratica. Enrico Mentana è il primo che ha annunciato che non inviterà più alle sue trasmissioni “no vax” e “no pass”.

Macron e le rivolte popolari

Non conosce pace la Francia di Macron. Alla mobilitazione dei gilets jaunes, iniziata nel 2018, è seguita quella del personale sanitario contro i bassi...

Bilancio degli ultimi mesi di mal di pancia anti-vaccini

Tre mesi di proteste, di perquisizioni, di scontri, di assalti, di devastazioni, di cortei e di presidii. È l’Italia del mal di pancia, che non sopporta più, che scombussola il quadrante della storia di quei ceti sociali sonnolenti che solo con il voto, nel segreto dell’urna, assolvevano il ruolo di cittadino. Il bilancio di questi tre mesi, è una conferma di una nuova presenza sulla scena politica e sociale. Quella dei ceti medi incazzati, fatta di impiegati, commercianti, partite Iva. Sono loro che dettano l’agenda della politica di sicurezza e anche sanitaria.

La destra estrema, o anche gli anarchici e gli antagonisti, sono comparse, controfigure, nella maggioranza dei casi, avvoltoi in altre situazioni. Di certo, anche se collegati in una “internazionale” nera o anarchica, non hanno l’egemonia sui movimenti. Vorrebbero condizionarli con l’unico linguaggio che conoscono, quello della violenza. Ma nella maggior parte dei casi sono superati dalla stessa forza e dal radicalismo del “ventre molle” di questa Europa sopraffatta dalla pandemia.

Il fronte “no vax” e “no pass” dinanzi all’incognita della repressione

Mentre lo spettro della variante sudafricana ha già raggiunto i cinque continenti, creando panico e allarme nelle borse mondiali, il fronte “no vax” e...

Il fronte “no vax” e “no pass” alla prova delle nuove...

Violenza privata. È l’ipotesi di reato contestata a quattro “no pass” indagati e perquisiti in queste ore a Milano, nell’ambito dell’inchiesta sulle minacce e percosse ai giornalisti. A Roma, per l’assalto del 9 ottobre scorso alla Cgil nazionale, il reato più grave contestato è stato quello di devastazione. Milano, Roma. E poi Trieste e Torino. Sono i focolai più importanti delle proteste di questi mesi. E sono le città a cui si guarda con più preoccupazione per l’appuntamento di domani, le manifestazioni del sabato.

Da ieri sono in vigore le nuove restrizioni per le manifestazioni. I prefetti dovranno garantire il diritto a manifestare e quello alla salute pubblica. Il che significa che le manifestazioni dovranno essere “statiche”: un modo per dire che saranno autorizzati sit-in in piazze e slarghi lontani da centri commerciali e centri d’interesse storico e istituzionale. E poi le manifestazioni dovranno essere rispettose delle regole, come quella della mascherina e del distanziamento. Sarà una prova di forza? Come risponderanno le diverse anime del movimento? Verranno rispettate le prescrizioni indicate dalla circolare spedita dal ministero dell’Interno ai prefetti?

Manifestazioni “no pass”, i commercianti ci ripensano

Fino a ieri era un gruppo composito ma anche granitico. Estrema destra, anarchici, neomedioevalisti, i figli dei complotti, il popolo dei commercianti, gli odiatori, e così via. Mai un ripensamento, tutti in prima fila. C’erano sempre i commercianti a protestare contro la “dittatura sanitaria” per arginare i contagi. Non avevano mai amato il lockdown, le chiusure obbligatorie, i coprifuochi. E non amavano neppure le misure mitigate dai primi segnali di miglioramento. Obbligo delle mascherine nei ristoranti e al chiuso, orari di apertura.

Insomma, sempre bastian contrari i commercianti. Ma ieri il potente presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, è sbottato: “Basta con le manifestazioni nei centri storici che costringono alle chiusure anticipate dei negozi. Così stiamo perdendo il 30% dei nostri guadagni”. Che sventola, anche per i leader politici di riferimento di questa protesta, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, e la Lega di opposizione di Matteo Salvini. Dobbiamo aspettare le prossime ore per capire i termini delle nuove direttive stringenti del Viminale, all’indomani delle ferme parole del capo dello Stato, Sergio Mattarella, che all’assemblea dell’Anci, degli amministratori comunali, è stato molto fermo: “Le proteste dei no vax hanno provocato un aumento dei contagi. Dobbiamo sconfiggere il virus e non gli strumenti che lo combattono”.

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