• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Il Far West dell’estrema destra e noi

Il Far West dell’estrema destra e noi

20 Luglio 2026 Rino Genovese  674

Roggero il pistolero non è uno che si è vendicato – cosa sbagliata ma che, in certi casi, ha una sua cupa grandezza –, è solo un piccolo uomo attaccato alla “roba”, disposto, per recuperare la refurtiva, a inseguire tre rapinatori disarmati e in fuga per ucciderli. La grazia? Concederla a uno così vorrebbe dire contribuire ad accrescere il livello di violenza nella società, legittimando una forma di convivenza (in)civile in cui ognuno è armato e pronto a farsi giustizia da sé. Ma tutto questo ci interessa fino a un certo punto: non siamo forcaioli, siamo anzi per una progressiva abolizione del carcere come luogo di pena, siamo a favore dei domiciliari, in particolare nel caso di un ultrasettantenne come Roggero, e auspichiamo che anche lui, dopo un breve periodo di detenzione, possa ottenerli.

Quello che ci impressiona e ci preoccupa fortemente è la canea scatenata dall’estrema destra, con l’appoggio dei sedicenti moderati di Forza Italia. Hanno in mente un’idea di giustizia in cui si aumentano le pene per i delinquenti minorenni di periferia e si mandano assolti, o si graziano, gli adulti borghesi criminali. E questo dopo che già fu “ammorbidita”, su impulso di Salvini, la legislazione circa la legittima difesa, che però, se di legittima difesa si tratta, in nessun caso può prevedere che si spari a qualcuno anche quando la minaccia è terminata. Dicano allora che vogliono il Far West (e infatti lo dicono, con la proposta di legge del leghista Borghi, che estende la legittimità della reazione di una parte offesa ben al di là dei limiti ammessi). È una caratteristica della più recente ondata nera che, per quanto formata da postfascisti e criptofascisti, ha in sé una carica di individualismo per nulla in linea con i fascismi storici. Questi erano a modo loro dei correttivi olistici, cioè totalizzanti, all’interno dell’individualismo moderno; ma l’attuale ondata nera, nonostante lo pseudo-pathos identitario, ha dei tratti anarcoidi che ricordano piuttosto un individualismo estremo, appunto quello che diede vita allo “spirito della frontiera” americano. Il nostro amico Massimo Ilardi direbbe che si tratta di “conflitto sul territorio” – ma c’è conflitto e conflitto. Quello tra un pistolero e le sue vittime, di cui in precedenza è stato vittima a sua volta, è tutt’altro che un conflitto sociale. È una specie di lotta per la vita e la morte, che ci riporta a un’umanità hobbesiana, quella dell’homo homini lupus.

Il conflitto sociale, di cui si intravedono nel mondo contemporaneo alcuni aspetti tuttavia confusi, e che vorremmo si sviluppasse invece in modo limpido come ai tempi del movimento operaio, con la sua organizzazione sindacale, i suoi partiti, i suoi intellettuali (non necessariamente “organici”), è anzitutto un conflitto non privo di memoria, che inscrive i suoi successi, le sue conquiste giorno per giorno, in un catalogo dalle molte voci, come per esempio “durata della giornata di lavoro”, “aumenti salariali”, “controllo sulla produzione”, “politica della casa”, ecc. È un catalogo che va man mano arricchito e modificato, aggiornato al mutamento delle condizioni di vita; e questa – è la sua seconda caratteristica – è la sua apertura, cioè il fatto di non essere definito una volta per tutte negli obiettivi e nelle forme di lotta. Inoltre, è da considerarsi aperto perché progressivamente disponibile ad accogliere nuove istanze al suo interno (il caso forse più macroscopico fu, nella seconda metà del secolo scorso, l’irrompere della tematica femminista), e oggi, a questo riguardo, è certamente la prospettiva ecologista quella da collocare in primo piano.

Insomma, il conflitto su cui scommettiamo ha in sé sempre un grano di utopia: vuole e progetta un mondo diverso da quello presente – e poco importa che questa sia una cosa che non si raggiunge mai completamente, perché il futuro utopico ha comunque ricadute sul presente, sui problemi quotidiani degli individui solidali nella ricerca di un cambiamento in positivo delle loro vite. Ecco, questo conflitto – sociale, da ultimo, perché collettivo, e non soltanto in quanto posto nei gangli della società –, è proprio il contrario dell’individualismo sfrenato che può spingersi fino al delitto. È portatore di una sua etica, per quanto essa coincida con un movimento in fieri, non prefissato, non bloccato nel presunto ethos di una qualsivoglia identità culturale tradizionalmente solidificata. È la nostra stella polare contrapposta alla loro, quella di chi, per paura o spirito di conservazione, vuole che il mondo resti quello che è.

679
Archiviato inEditoriale
Tagscaso Roggero conflitto sociale destra individualismo Rino Genovese

Articolo precedente

Cattolici, il moderatismo non serve

Articolo successivo

Porto di Fiumicino, prima vittoria

Rino Genovese

Articoli correlati

Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Dello stesso autore

La morte di Habermas e la guerra in Medio Oriente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

Dall’Italia alla Germania, un “déjà vu”

Meloni nel suo brodo

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA