• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » A Milano un ritorno al passato?

A Milano un ritorno al passato?

La possibile sfida Calabresi-Craxi evoca tempi bui. E la candidatura a sindaco del giornalista crea problemi ulteriori alla sinistra

8 Settembre 2026 Vittorio Bonanni  623

“Povera Milano”, direbbe il comico Maurizio Crozza imitando il primo cittadino del capoluogo lombardo, Beppe Sala. La fase preelettorale per l’elezione del nuovo sindaco si sta infatti presentando, ancora una volta soprattutto per il centrosinistra, con modalità “caotiche e tragiche”, come direbbe Fantozzi per restare nell’ambito della comicità. Questa volta, però, i probabili protagonisti del voto meneghino rischiano di far tornare indietro la città di alcuni decenni, evocando periodi bui nella storia della capitale del Nord Italia. Così, a un Mario Calabresi che la settimana scorsa aveva annunciato la sua candidatura per il centrosinistra, si potrebbe contrapporre una Stefania Craxi per il centrodestra. La proposta è per ora legata solo – ma è difficile crederlo – al pensiero dell’architetto Stefano Boeri, del resto coinvolto in tre diversi procedimenti giudiziari (sul tema vedi qui, qui e qui) e vicino al Pd, che con tutta evidenza avrà avuto l’assenso di Stefania Craxi, prima di esprimere questo auspicio nelle pagine di “Repubblica”.

Il messaggio è arrivato. Due parole, Calabresi e Craxi, che ci riportano, come dicevamo, a due momenti drammatici nella vita della metropoli lombarda, e dell’Italia intera. Mario Calabresi, classe 1970, è un giornalista affermato, già direttore di “La Stampa” e di “Repubblica”, oltre che presidente e direttore editoriale, anche in questo caso ex – ha abbandonato tutti i suoi incarichi dopo la decisione di candidarsi – di Be Water, la società che ha co-fondato e che produce i media di informazione “Chora”, “Will” e “Cronache di spogliatoio”. La sua storia familiare è drammatica. Suo padre, il commissario Luigi Calabresi, venne ucciso il 17 maggio del 1972 da un commando di Lotta continua, composto da Ovidio Bompressi e Leonardo Marino, che agirono su mandato di Adriano Sofri e Giorgio Pietrostefani: tutti e quattro condannati dopo un processo pieno di contraddizioni, tanto che a favore dei quattro si formò un nutrito gruppo di intellettuali, giornalisti e politici, convinti della loro innocenza.

Il commissario era ritenuto responsabile della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, finito nel mirino delle forze dell’ordine come organizzatore della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Tre giorni dopo, l’uomo precipitò nel vuoto da una finestra di una stanza della questura dove, da molte ore e ben oltre i limiti della legalità, era sottoposto a un estenuante interrogatorio. Il commissario fu ritenuto estraneo al fatto, perché non si trovava nella stanza nel momento in cui si perpetrava quello che molti ritennero un omicidio. Una ricostruzione dei fatti però poco verosimile: essere a pochi metri da dove si stava consumando il tragico evento scagionava colui che era comunque il responsabile “oggettivo” dell’interrogatorio che si stava conducendo? Ma ormai, per una maggioranza dell’opinione pubblica nazionale, il nome Calabresi (a favore del commissario è stato addirittura avviato un processo di beatificazione) non costituisce più un problema. E tuttavia, soprattutto a una generazione che ben ricorda quel triste periodo, non piacerà molto ritrovarsi un sindaco con quel cognome.

Craxi, com’è noto, è la figlia di Bettino, segretario del Partito socialista dal 16 luglio 1976 all’11 febbraio 1993, uscito di scena dopo essere stato travolto dalle inchieste di Tangentopoli e costretto a rifugiarsi in Tunisia, dove morì il 19 gennaio del 2000. Un politico riabilitato dalla destra – e anche da una parte, sia pure minoritaria, della sinistra. Sappiamo bene che cosa ha significato per Milano quel periodo terribile, quello appunto della “Milano da bere”, che per qualcuno, tra i quali la figlia, rappresentava invece la Milano dinamica; per altri, come lo scrittore Corrado Stajano, un concentrato affaristico-criminale. L’assist di Boeri a Stefania Craxi si inserisce in un contesto che è ancora d’indecisione circa la scelta del candidato sindaco della destra; ma non c’è dubbio che la figlia dell’ex segretario socialista possa avere una marcia in più nei confronti di candidati poco attraenti tra quelli proposti dalle forze politiche governative, che non guidano Milano dalla legislatura 2006-2011 con Letizia Moratti.

Tornando poi al caos endemico – che in ogni dove, locale o nazionale, caratterizza la scelta dei candidati del centrosinistra – l’arrivo di Calabresi, che dovrebbe ufficializzare la sua decisone nella festa dell’Unità di Milano del 12 settembre prossimo, non poteva non creare nuovi problemi e scenari rischiosi, potenzialmente favorevoli alla destra. Sostenuto subito da Azione di Calenda, e dalla solita minoranza Pd, Calabresi, il cui nome come possibile sindaco di Milano circolava già da tempo, non si sarebbe neanche degnato di comunicare le sue intenzioni alla segretaria del principale partito che dovrebbe sostenerlo, Elly Schlein. L’annuncio non poteva che essere accolto freddamente, oltre che dalla leader del Nazareno anche da tutto il resto della coalizione, che si è vista arrivare dall’alto un corpo estraneo che nella vita tutto ha fatto tranne che il politico. Il suo moderatismo è con tutta evidenza sinonimo di guerra a Elly e ai suoi, considerando anche che in Lombardia i “riformisti” possono contare su nomi importanti come Giorgio Gori e Lia Quartapelle.

Di fronte a quanto sta avvenendo, Pier Francesco Majorino, assessore alle politiche sociali con Pisapia e Sala, ed esponente della segreteria del partito, accelererà i tempi per formalizzare la sua candidatura. Naturalmente c’è sempre di mezzo il problema delle primarie. Si dovrebbero tenere all’inizio del 2027, ma il condizionale è più che d’obbligo. Azione, che nulla ha a che vedere con la sinistra, pretenderebbe che si accettasse Calabresi senza primarie, volute invece da Majorino e da altre forze pronte a presentare propri ulteriori candidati, che poi, nel ballottaggio, farebbero convergere i propri voti sull’assessore, anche se allo stato attuale delle cose non è affatto certo che ci sia un secondo turno. Alla fine della fiera, la sfida all’interno del centrosinistra riguarderebbe con tutta probabilità solo l’ex giornalista e un politico a tutto tondo, che da palazzo Marino manca da tempo. Ma non è neanche da escludere che Schlein e i suoi alleati isolino il giornalista che, a quel punto, diventerebbe solo un candidato centrista.

Intanto, tra chi non vorrebbe le primarie e chi le desidera con due o più candidati siamo di fronte al solito irrisolvibile caos frutto della degenerazione della forma partito, che nessuno vuole mettere in discussione fino a quando il centrosinistra mantiene, nel bene e anche nel male, consensi importanti. A livello nazionale, le primarie sono ritenute necessarie a seconda delle convenienze: vedi Conte che le vuole prima del programma e chi dopo, come Schlein e l’Alleanza verdi-sinistra. Con la fantasia che lo contraddistingue il saggista e politologo, oltre che collaboratore di “terzogiornale”, Antonio Floridia ha cercato recentemente nelle pagine del “manifesto” una soluzione: la realizzazione di un testo del programma concordato da tutti i leader delle forze in campo, il rifiuto della logica di un “uomo o donna solo/a al comando” e, in caso di vittoria, un accordo per delegare, come prevede la Costituzione, al presidente della Repubblica la scelta di un o una premier adatto/a per guidare il Paese. Un’ipotesi irrealistica? “Può darsi – scrive Floridia sulle pagine del “quotidiano comunista” – ma allora ci si spieghi come si esce da questo cul-de-sac in cui ci si è cacciati”. Facciamo nostre le considerazioni quasi ironiche del politologo. Ma intanto, a Milano, ci risparmino gare tra chi evoca, pur senza averne colpa, pessimi periodi della storia nazionale.

645
Archiviato inArticoli Città visibili Dossier
Tagscentrosinistra elezioni sindaco Mario Calabresi Milano Stefania Craxi Vittorio Bonanni

Articolo precedente

Il destino dei curdi: verso una pacificazione asimmetrica?

Articolo successivo

I talebani corteggiano Washington

Vittorio Bonanni

Articoli correlati

Kosovo, breve storia di un popolo sventurato 

“Campo largo” tra primarie e quarta gamba

La crisi delle città creative

Renzi e la sua volontà di sopravvivere

Dello stesso autore

Tsipras ci riprova: l’obiettivo è vincere

Kosovo, breve storia di un popolo sventurato 

“Campo largo” tra primarie e quarta gamba

Renzi e la sua volontà di sopravvivere

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra compatta nel voto segreto
Stefania Limiti    5 Ottobre 2026
La Francia di nuovo in fiamme
Rino Genovese    2 Ottobre 2026
Pensioni, promesse e tradimenti
Paolo Andruccioli    29 Settembre 2026
Ultimi articoli
Magistratura militare, uno strano concorso
Marianna Gatta    9 Ottobre 2026
In Nepal diluvia sul bagnato
Marco Santopadre    8 Ottobre 2026
Conflitto d’interessi nell’oro nero
Marianna Gatta    7 Ottobre 2026
Ex Ilva, confermato il blocco dell’area a caldo
Guido Ruotolo    6 Ottobre 2026
In Brasile ballottaggio in salita per Lula
Claudio Madricardo    6 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Ultime analisi
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA