Home Tags Centrosinistra

Tag: centrosinistra

Il Pd e gli altri

È pressoché una non notizia quella del prossimo rientro del gruppo denominato Articolo uno nella casa madre del Partito democratico. Il distacco da un Pd “renzizzato” era infatti avvenuto, perfino tardivamente, nel 2017; ma da quando Renzi si è fatto il suo partitino, non c’è più alcuna ragione, per gli ex dissidenti, di collocarsi in un contenitore diverso dal Pd. E apparirebbe anche piuttosto pretenzioso mirare a una generale rifondazione programmatica di un partito molto più grosso da parte di una formazione attualmente accreditata al 2%. Dunque, un puro e semplice ritorno all’ovile è nelle cose. E a volerlo presentare come il progetto di una “sinistra grande”, Roberto Speranza, rieletto pochi giorni fa alla guida del gruppo, dovrebbe preliminarmente fare un esame di coscienza intorno ai limiti di un’esperienza.

Che cosa non ha funzionato nell’alleanza politico-elettorale che, sotto il nome di Liberi e uguali, nel 2018, raccolse poco più del 3% dei voti? Forse il fatto di essere soltanto un accordo tra apparati, tutti ex qualcosa. Oltre ad Articolo uno, c’erano Sinistra italiana (mai nome fu più inadeguato alla cosa) – cioè una derivazione di Sel (Sinistra, ecologia e libertà), orfana di Vendola, che ha fatto un’altra scelta di vita – e Possibile, a sua volta un frammento staccatosi dal Pd. È probabilmente questa logica dell’assemblaggio che ha dimostrato di essere perdente. (In verità, non da ora, ma fin dagli anni Settanta del Novecento, quando a lungo si cercò di comporre in un mosaico alcune delle piccole forze sparse a sinistra del Pci, senza mai riuscire a concludere granché).

Fine vita, il centrosinistra vota compatto

Era iniziato il 13 dicembre scorso, per arenarsi il giorno stesso, il primo esame nell’aula della Camera del provvedimento sulla morte volontaria medicalmente assistita,...

Desiderio centrista e legge elettorale

I panni sporchi si lavano, eccome. In pubblico, però. E così nel centrodestra non si fa mistero della delusione, per non dire incazzatura, di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia per la gestione Salvini delle trattative quirinalizie, concluse con la rielezione di Sergio Mattarella al Colle. Dovranno ricucire i rapporti, i due. Lega e Fratelli d’Italia, la destra sovranista e populista italiana, non possono separarsi.

È vero, nel Carroccio c’è un sottile mal di pancia politico, una differenziazione di prospettive tra l’ala movimentista di Matteo Salvini e i governisti draghiani del ministro Giancarlo Giorgetti e dei governatori del Friuli e del Veneto, Fedriga e Zaia. Le divergenze sono così profonde da potere condurre alla scissione? In trent’anni di vita, la Lega non è mai arrivata al punto di non ritorno. Vediamo quello che accadrà nelle prossime settimane. E c’è poi ciò che rimane del grande “sogno” berlusconiano, Forza Italia. Che ha rotto l’unità interna della coalizione, dichiarando di voler giocare autonomamente la partita Quirinale, proprio in dirittura d’arrivo. Lo stesso Silvio Berlusconi vorrebbe ritrovarsi in una casa centrista, anche se è consapevole che, per arrivarci, deve attraversare le forche caudine della riforma elettorale.

I diritti, la sinistra e Roma. Le ragioni di una candidata

Domenica 16 gennaio si torna a votare per sostituire il neosindaco Roberto Gualtieri alla Camera dei deputati e io sono la candidata del centrosinistra. Il Collegio di Roma 1 rappresenta un territorio vasto e complesso, che raccoglie il centro storico del I Municipio, e allarga le sue maglie fino ai quartieri di Ponte Milvio, Balduina, Trionfale, Flaminio e Della Vittoria.

Essere candidata di coalizione è per me un valore aggiunto, che bene riflette la mia storia e la mia visione politica. Ho sempre cercato di mettere in pratica una concezione inclusiva della politica, che guarda alle forze organizzate del centrosinistra, così come alla militanza civica, fatta di singoli, di reti e di associazioni. Credo che si debbano riconoscere, valorizzare e costruire alleanze trasversali e multiformi, che si misurino sulle sfide e sulle idee piuttosto che sulle geometrie politiche. E soprattutto credo nel lavoro collettivo, quello che riesce a mettere insieme, con fatica e pazienza, istituzioni e società civile, partiti e associazioni. È questa la politica nella quale ho sempre avuto fiducia e che ho sempre praticato: la politica che si fa insieme e non da soli, la politica che sfida l’inerzia e le semplificazioni, e si misura con l’ambizioso obiettivo di mettere insieme persone diverse e si sforza di ascoltare e di decidere. Per questo ho aderito convintamente al percorso delle Agorà democratiche proposto dal segretario Enrico Letta, che costruisce l’alleanza a partire dalle persone, da visioni e aspirazioni comuni, costruendo insieme linee di lavoro e proposte concrete.

Scaletta per il centrosinistra. Un forum con Cuperlo

Martedì 9 novembre la redazione di “terzogiornale” incontra Gianni Cuperlo, autorevole esponente del Pd e leader dell’area di Sinistradem in un forum che i lettori potranno poi seguire mediante la registrazione in video. È una occasione per fare il punto sulla situazione politica, sulle prospettive della sinistra e del centrosinistra sulla base di una ideale scaletta di ragionamento.

Primo quesito. I recenti risultati delle elezioni amministrative confermano che il centrosinistra è in ripresa di consensi e può riaprire la partita o il record di astensioni rischia di farci prendere un abbaglio? La conquista di Milano, Napoli, Bologna, Roma, Torino e altre città non può essere sottovalutata, ma la destra resta forte e agguerrita fuori dai grandi centri urbani. L’area del non voto può fare la vera differenza. Come invertire la tendenza? E come affrontare l’emergenza democratica che segnala un astensionismo senza precedenti?

Centrosinistra premiato, astensione e coalizione sono un problema

I ballottaggi confermano ciò che si era intuito nel primo turno delle elezioni amministrative: il centrosinistra è in ripresa di consensi. Dopo Milano, Napoli, Bologna, conquista Roma, Torino e altre città. Inquietante è il numero degli astenuti che supera la metà degli aventi diritto (nella capitale si è recato alle urne solo il 40%). È squinternata perciò la partecipazione democratica, e c’è un problema della democrazia tout court: non si è mai votato così poco nella storia repubblicana. I risultati nelle percentuali oltrepassano, tuttavia, le più rosee previsioni per il centrosinistra. Giusto, da tale punto di vista, tirare il classico sospiro di sollievo.

Il quadro politico in cui si svolgevano queste consultazioni non era facile. La polemica sul green pass è stata, ed è tuttora, feroce. La destra ci aggiungeva una criticità sul governo Draghi, mentre il centrosinistra (Pd in testa) si identificava totalmente con l’esecutivo. La destra – oltre a sbagliare candidati – ha usato toni nella campagna elettorale non adeguati a città che escono da due anni di sofferenze per via della pandemia, e che auspicano ora la tenuta della ripresa economica in atto.

Scossa di centrosinistra, le urne riaprono la partita

Forse mai previsioni e sondaggi sono stati così azzeccati come in queste ultime elezioni amministrative. C’è una sorta di resurrezione delle potenzialità di una...

Prime impressioni elettorali

La destra piange, il centrosinistra, che non sta tanto bene, porterebbe a casa un buon risultato. A tre ore dalla chiusura delle urne, sembra...

Cannabis, un passo avanti ma su una via piena di buche

L’8 settembre scorso la commissione Giustizia della Camera ha approvato il testo unificato sulla cannabis, elaborato dal relatore Mario Perantoni (5 Stelle) a partire...

Elezioni, il centrosinistra è favorito per inerzia

Quasi dodici milioni di elettori andranno al voto domenica 3 e lunedì 4 ottobre per l’elezione dei sindaci e il rinnovo dei Consigli comunali in 1.157 località. Tra queste, sei capoluoghi che polarizzano l’attenzione: Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna, Trieste. Si tratta di un test politico indubbiamente rilevante. In Calabria si vota pure per il Consiglio regionale.

Il centrosinistra – dicono i sondaggi – può uscire vittorioso da queste elezioni amministrative. Più che per particolari meriti propri, a causa di circostanze contingenti che lo favoriscono. Si potrebbe dire che, per inerzia, le cose della politica vanno meglio per il centrosinistra a livello locale che a livello politico generale, dove la destra unita (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) resta saldamente in testa ai sondaggi. Come si spiega questa previsione pressoché unanime tra sondaggisti e commentatori?