• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

In Francia Bolloré, in Italia i berlusconidi

21 Maggio 2026 Rino Genovese  623

Vincent Bolloré (vedi qui) è un magnate francese dei media, che, con il suo impero editoriale, sostiene attivamente le posizioni di Marine Le Pen e quelle del suo rivale, il “vampiro” Éric Zemmour. Il fatto che Bolloré sia un ebreo (se per questo, lo è anche Zemmour) non deve stupire: l’internazionale nera, guidata da Trump e dai suoi amici, è filo-Netanyahu e anti-islamica, per non dire islamofoba; è contro gli immigrati che – di prima, seconda o terza generazione che siano – essi vorrebbero rispedire a casa (come da noi Salvini e Vannacci). Il capro espiatorio in Occidente ormai è mutato: erano soprattutto gli ebrei, ora sono i poveracci provenienti dal Maghreb o dall’Africa nera. Ma pressoché identiche sono le finalità rispetto ai fascismi di un tempo, anche se non si marcia più con i gagliardetti e la camicia nera.

Bene, nei giorni scorsi, contro l’oligopolio di Bolloré (che comprende sia la produzione di libri sia quella di film, oltre che naturalmente giornali, tv e radio) si sono mossi dapprima gli autori della casa editrice Grasset – una costellazione di nomi diversi, in cui rientra perfino un guerrafondaio come l’ex “nuovo filosofo” Bernard-Henry Lévy –, e poi seicento tra professionisti dello spettacolo, registi, attori, tra cui anche Juliette Binoche. Se, nel caso di Grasset, lo spunto era stato dato dall’esonero dall’incarico di un “mito”, reale o presunto che sia, come l’editor Olivier Nora molto caro agli autori – con l’intenzione evidentemente di mettere in riga la casa editrice –, nel caso del cinema l’obiettivo dei contestatori, che hanno firmato una sorta di manifesto su “Libération”, è stato quello di segnalare il rischio di una “presa di controllo fascista sull’immaginario collettivo” da parte di Bolloré e della sua casa di produzione Canal+. Per tutta risposta, l’amministratore delegato di Canal+ (tale Maxime Saada, il cui cognome sembra tutto un programma) ha dichiarato che mai più i firmatari del documento lavoreranno con la sua casa di produzione. Il gruppo Bolloré ha mostrato così fino in fondo il suo volto.

Si è trattato, per quanto riguarda questi intellettuali e artisti francesi, di una presa di posizione, come si è visto, non esente da rischi. In riferimento al fatto che Bolloré, dal 2028, sarà anche il padrone assoluto della terza rete di sale cinematografiche del Paese – la Ugc –, Yann Gonzalez, regista di film del genere queer, ha traslato questa sigla, molto nota in Francia, in “Utopia generale e collettiva”. È l’indice di una consapevolezza e di una determinazione, proprie di contestatori che sanno di stare sfidando un potere a mani nude, cioè con la sola forza data dall’esistenza di un “collettivo”. Una bella lezione per tutti, in particolare per quella sinistra politica che, di fronte a un’estrema destra così aggressiva, si sta di nuovo dividendo (e su cui prossimamente ritorneremo).

E una bella lezione anche per noi italiani, che, con il berlusconismo mediatico e poi direttamente politico, abbiamo aperto, già più di trent’anni fa, la stagione dello sdoganamento delle destre estreme. In una geografia ideologica complessiva, tuttavia, a parte le iniziali proteste prive di conseguenze contro “il conflitto di interessi”, nel nostro Paese non si è mai visto nulla di simile. Gli autori, sia di libri sia di prodotti audiovisivi, hanno piuttosto fatto a gara per pubblicare e per lavorare con Mediaset e i suoi annessi. È lunga la fila degli scrittori, anche “di sinistra”, che hanno piazzato o tentato di piazzare i propri lavori presso case editrici come Mondadori, Einaudi, Rizzoli, tutte facenti parte, con altri marchi, dell’impero berlusconiano. Oggi anzi gli eredi di questo impero, i berlusconidi, padroni anche di un partito politico (cosa che Bolloré, almeno sulla carta, non è) sono addirittura corteggiati, con il pretesto che sarebbero dei “liberali”, da alcuni degli oppositori ufficiali al governo Meloni, affinché cambino schieramento e si inseriscano in chissà quale operazione centrista. È il segno di una differenza tra il mondo culturale e politico francese e quello italiano – a tutto svantaggio del secondo, già rinomato per il suo smaccato opportunismo e trasformismo.

606
Archiviato inEditoriale
Tagsberlusconismo Canal+ casa editrice Grasset Francia Italia Rino Genovese sinistra Vincent Bolloré

Articolo precedente

In Spagna la nuova sinistra andalusa

Articolo successivo

I tormenti del Labour, tra psicodramma e crisi strutturale

Rino Genovese

Articoli correlati

Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali

Dimenticare Venezia?

In Spagna la nuova sinistra andalusa

Ridiventeremo filocinesi?

Dello stesso autore

Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali

Dimenticare Venezia?

Ridiventeremo filocinesi?

Tra 25 aprile e primo maggio

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Come la sinistra francese si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    1 Giugno 2026
Nucleare, Europa e fisco, le alleanze pericolose
Paolo Andruccioli    29 Maggio 2026
Dimenticare Venezia?
Rino Genovese    27 Maggio 2026
Ultimi articoli
Stragi del 1993: archiviazione per Dell’Utri (e Silvio)
Stefania Limiti    5 Giugno 2026
Israele verso il voto
Eliana Riva    5 Giugno 2026
Accordo di cooperazione militare tra la Russia e i talebani
Marco Santopadre    4 Giugno 2026
Primo turno delle presidenziali in Colombia
Claudio Madricardo    3 Giugno 2026
Turchia, una strategia di “ristrutturazione” contro l’opposizione
Eliana Riva    29 Maggio 2026
Ultime opinioni
Ecco a voi Israele, baluardo della democrazia in Medio Oriente
Giorgio Graffi    25 Maggio 2026
Scure del governo sulla filosofia: fuori Marx e Spinoza
Stefania Tirini    19 Maggio 2026
Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne
Guido Ruotolo    12 Maggio 2026
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Ultime analisi
Venezia, analisi di una sconfitta
Claudio Madricardo    28 Maggio 2026
Trentin e Ingrao: l’insospettabile attualità di due “sconfitti”
Paolo Andruccioli    11 Maggio 2026
Ultime recensioni
Un film contro tutte le guerre
Marianna Gatta    13 Maggio 2026
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
Ultime interviste
Ex Ilva, a che punto siamo
Guido Ruotolo    18 Maggio 2026
Un libro ricostruisce il genocidio dei comunisti indonesiani
Marco Santopadre    15 Maggio 2026
Ultimi ritratti
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Anna Politkovskaja e la costellazione del coraggio
Laura Guglielmi    11 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA