• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Legge elettorale o legge di distrazione di massa?

Legge elettorale o legge di distrazione di massa?

13 Maggio 2026 Paolo Barbieri  607

Cosa succede nella destra italiana? Scontri interni, regolamenti di conti, intoccabili licenziati dai posti di ministro, sottosegretario, dirigente ministeriale. Ma a volte basta una frasetta, buttata lì in una delle tante dichiarazioni per la stampa, per illuminare le zone d’ombra più di quanto non facciano le notizie vere. Interessante una recente dichiarazione di Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, uomo non eccessivamente propenso a dubbi e sfumature: nel replicare alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che accusa Giorgia Meloni di aver fatto passare l’Italia “dalla dipendenza dal gas di Putin a quello di Trump”, Malan contesta quello che definisce “l’assurdo presupposto di una sudditanza dell’attuale governo al presidente americano dal quale l’attuale esecutivo si è dissociato già diverse volte”. E insomma, trumpiani ma solo fino a un certo punto, per parafrasare una già celebre affermazione di Antonio Tajani. 

Del resto, se la stessa Meloni, in occasione del recente incontro a Roma col segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha posto l’accento sul carattere “franco” del colloquio, termine che in diplomazia è in genere sinonimo di confronto ruvido, e se dalla Casa Bianca continuano, da settimane, a piovere critiche e invettive al suo indirizzo, vuol dire che il disagio non è solo la maschera più conveniente in questo momento: è anche reale. La scommessa di legare l’immagine delle destre italiane (Forza Italia esclusa) a quella del leader forse meno amato al mondo in questo momento, sembra definitivamente persa. Le evidenze di un riposizionamento della presidente del Consiglio e della maggioranza che la sostiene si moltiplicano, per cui bisognerà abituarsi alle sfumature, ai distinguo, alle aperture di dialogo con le forze politiche e sociali. Un esempio è venuto dal ministro Nordio, che, a fine aprile, si è confrontato con l’Associazione nazionale magistrati in termini decisamente meno assertivi di quelli usati fino a prima del referendum sulla giustizia. Ma la madre di tutte le battaglie per presentare il nuovo volto della coalizione di destra-centro è la riforma elettorale. Ci sono voluti ben due vertici dei leader per rilanciare la proposta attualmente all’esame della Camera, e per far girare la classica “velina” che garantisce sulla compattezza degli alleati, “determinati a proseguire il percorso di una nuova legge elettorale”. 

 Senza ripercorrere il dettaglio delle norme proposte dalle destre, una buona sintesi dei rischi che queste comportano arriva dall’appello lanciato da centoventi costituzionalisti, che parlano di “premierato di fatto” e di “un sistema elettorale che, anziché combattere l’astensionismo, rischia di incrementarlo, con meccanismi quali le liste bloccate e un premio abnorme, che allontanano i cittadini dal voto e dalla partecipazione democratica”. “Terzogiornale” ha illustrato qui  le ragioni per le quali – per il centrosinistra, se unito – i collegi uninominali di una pessima legge come l’attuale Rosatellum potrebbero essere una trincea da difendere, in vista non del pareggio agognato da centristi e nostalgici del draghismo ma di una possibile vittoria elettorale. 

La partita, per Meloni e soci, che hanno bisogno di far dimenticare agli elettori l’onta della disfatta referendaria sulla giustizia, e che cercano di sganciare la loro immagine dall’estremismo bellicista e genocida di Trump e Netanyahu, si gioca però anche sulla tattica. Tattica interna al destra-centro, dove Lega e Forza Italia hanno qualche motivo di diffidenza su una legge che rischia di consolidare ulteriormente il primato di Fratelli d’Italia sulla coalizione; ed esterna, rivolta alle opposizioni, che si tenta di coinvolgere in un “tavolo” di confronto e con la promessa di un’inedita flessibilità sul contenuto della riforma. Tattica, perché l’offerta sembra mirata soprattutto all’ennesima riedizione del gioco del cerino: farsi dire di no dalle opposizioni per potere poi procedere in autonomia; e tattica, ancora, perché impegnare su questo tema per settimane, o magari mesi, il dibattito politico consentirebbe di distogliere l’attenzione dei cittadini da una realtà materiale sempre più difficile, sul piano geopolitico come su quello economico-sociale.

Una gigantesca arma di distrazione di massa, ai vertici delle forze di opposizione ne sono convinti: per questo, la postura unitaria dei partiti di centrosinistra appare in prima battuta promettente, se non già efficace. La proposta di un tavolo è stata respinta al mittente con tempistiche e toni tutto sommato coordinati: con un testo già incardinato, la sede corretta per il confronto sono le commissioni parlamentari. E i leader continuano a parlare, pur con le consuete differenze tra loro, di pace, riarmo, bollette, salari, sanità, scuola, trasporti. Resta da vedere, fra la “compattezza” rivendicata dalla maggioranza e quella ostentata dalle opposizioni, quale reggerà più a lungo. Storicamente, non mancano i motivi per dubitare della prima ma soprattutto della seconda.

595
Archiviato inEditoriale
Tagsdestra-centro legge elettorale Paolo Barbieri

Articolo precedente

Ancora sulla massoneria e le sue lotte interne

Articolo successivo

Un film contro tutte le guerre

Paolo Barbieri

Articoli correlati

Legge elettorale, verso l’ok al Senato

Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti

I super-ricchi distruggono la democrazia

Tajani, Crosetto e la rana bollita

Dello stesso autore

I super-ricchi distruggono la democrazia

Tajani, Crosetto e la rana bollita

Legislatura costituente? Vediamo come stanno le cose

Cosa si sa delle università telematiche

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
La polis che manca
Stefania Tirini    7 Settembre 2026
Tajani, Crosetto e la rana bollita
Paolo Barbieri    31 Luglio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Argentina, miseria senza fine
Claudio Madricardo    11 Settembre 2026
Niger: il fallito golpe riguarda anche l’Italia
Luciano Ardesi    9 Settembre 2026
I talebani corteggiano Washington
Marco Santopadre    9 Settembre 2026
A Milano un ritorno al passato?
Vittorio Bonanni    8 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Tasse, il sistema inceppato
Paolo Andruccioli    31 Luglio 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA