• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Meloni prima di Meloni

Meloni prima di Meloni

In attesa dei primi passi dell'avventura della nuova compagine governativa, i punti emersi finora, dopo il colloquio con Mattarella, sul posizionamento politico dell'erede della tradizione più identitaria della destra italiana

21 Ottobre 2022 Paolo Barbieri  1510

Un incontro fulmineo, poco più del tempo per un caffè, una sola voce, quella di Giorgia Meloni, a parlare con Sergio Mattarella per l’intera coalizione presente al Quirinale con una nutrita delegazione, una stringatissima dichiarazione alla stampa dopo. Chiudiamo questo articolo mentre prende forma concreta il governo Meloni ma prima che la leader di Fratelli d’Italia riceva formalmente l’incarico dal capo dello Stato, e quindi ancora senza poter soppesare la lista definitiva dei ministri, pur ampiamente filtrata in bozza nei giorni scorsi attraverso gli organi di informazione e che difficilmente potrà riservare eccessive sorprese.

L’indicazione unanime “della sottoscritta”, come ha spiegato lei stessa ai cronisti, da parte dei partiti del cosiddetto centrodestra, anche negli atti simbolici, quindi, parte con una fortissima legittimazione personale per la prima donna italiana presidente del Consiglio (ancora in pectore alle ore 16 di venerdì 21 ottobre). Una legittimazione che serve a chiarire ai suoi alleati, in primis, e al Paese (o alla “nazione” per usare il linguaggio oggi un po’ desueto caro a Meloni) che l’interlocuzione interna all’alleanza è chiusa, per quanto burrascosa sia stata negli ultimi giorni, in particolare con il leader di Forza Italia. E che da questo momento in poi i conti si fanno con il Quirinale e con gli interlocutori internazionali. Chi volesse tirare il freno, minacciare, mettere in dubbio gli equilibri politici dovrebbe farlo alla luce del sole, magari in parlamento, non con il totoministri “alternativo” in cui si è esercitato Berlusconi in qualche dichiarazione, non con gli audio “riservatissimi” dei discorsi fatti dal leader azzurro di fronte a decine di persone.

In attesa dei primi passi dell’avventura della nuova compagine governativa, si può solo provare a indicare i punti emersi finora per quanto riguarda il posizionamento politico dell’erede della tradizione più identitaria della destra italiana: neo, post o ex fascista che la si voglia considerare.

Primo punto: la collocazione internazionale. È chiara la postura da ultrà della Nato in pieno conflitto bellico, postura nella quale Meloni si prefigge probabilmente di superare anche il suo predecessore Mario Draghi nell’adesione alle spinte più radicali sulla guerra in Ucraina. Non a caso, tra i primi atti del suo governo è in agenda una visita a Kiev, da quel Volodymyr Zelensky che, oltre a difendersi dall’invasione russa e contrattaccare col supporto occidentale, ha messo fuorilegge i negoziati di pace con il suo omologo Vladimir Putin.

Secondo punto: l’economia. Per affrontare la catastrofe produttiva e sociale che minaccia l’Italia a causa dei rincari energetici e di tutti gli altri prezzi a seguire ma anche per gestire i fondi del Pnrr che, pur svalutati dall’inflazione, rappresentano pur sempre la fetta più cospicua della torta finanziaria da gestire da palazzo Chigi, Meloni ha cercato a lungo candidati “tecnici” nel mondo delle istituzioni finanziarie. Per poi virare – almeno fino alla vigilia dell’incarico – sulla figura più “draghiana” disponibile nella sua coalizione: Giancarlo Giorgetti, leghista poco salviniano ma molto amato dalla grande stampa e dal mondo imprenditoriale.

Terzo punto, derivato dal secondo: il welfare. Fratelli d’Italia è da tempo la forza più decisa, forse eguagliata solo da Italia viva di Matteo Renzi, nella contestazione al reddito di cittadinanza, provvedimento simbolo, più o meno riuscito, di una idea di pari dignità anche per gli ultimi della nostra società. Perfino la Lega e Forza Italia preferiscono parlare di “riforma” del reddito, FdI ha dato l’idea di volerlo cancellare, e con esso di voler travolgere una idea eccessivamente solidaristica, che si è fatta parzialmente strada nell’era dei “sostegni”, dei “sussidi”, dei “bonus” sociali che abbiamo vissuto in particolare nella stagione drammatica della pandemia da Covid-19.

Quarto punto, quello del quale presumibilmente si parlerà di più nei prossimi mesi (o anni, se il nuovo governo durerà a lungo): la torsione reazionaria sui diritti civili. Una carta facile da giocare per ringalluzzire i settori più conservatori della società e della Chiesa cattolica, ma anche per solleticare le simpatie di chi, anche fuori dai bacini tradizionali di consenso della destra, rimprovera alla politica una eccessiva attenzione alle battaglie “culturali”, che va di pari passo con il disinteresse per le condizioni “materiali” dei lavoratori, delle piccole imprese, delle famiglie. Una carta quasi doverosa da giocare per l’alleata dei sovranisti polacchi e dei postfranchisti spagnoli, per la presidente dell’Ecr (European Conservatives and Reformists Party), aspirante leader dei “conservatori” europei.

Se è il momento di azzardare una prima prematura previsione, potremmo immaginare che sulla torsione reazionaria sarà più facile, per i molto divisi partiti dell’opposizione parlamentare, alzare la voce e caratterizzare se stessi come alieni e alternativi alla destra meloniana. Ma è sui tre punti precedenti che più realisticamente si misurerà la possibile costruzione di una coalizione sociale e politica, che possa traghettare l’Italia fuori dalla stagione dell’alternanza democratica fra destra tecnocratica e destra reazionaria.

1.568
Archiviato inArticoli
Tagscollocazione internazionale diritti civili economia Giorgia Meloni incontro con Mattarella Paolo Barbieri quirinale reddito di cittadinanza welfare

Articolo precedente

Un regime reazionario di massa di nuovo tipo?

Articolo successivo

Il governo più a destra nella storia della Repubblica

Paolo Barbieri

Articoli correlati

Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno

La polis che manca

I super-ricchi distruggono la democrazia

Tajani, Crosetto e la rana bollita

Dello stesso autore

Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno

I super-ricchi distruggono la democrazia

Tajani, Crosetto e la rana bollita

Legislatura costituente? Vediamo come stanno le cose

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Due guerre in stallo: fino a quando?
Giorgio Graffi    14 Settembre 2026
Legge elettorale, verso l’ok al Senato
Stefania Limiti    11 Settembre 2026
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
Ultimi articoli
Legge elettorale: premio, indicazione premier, capilista bloccati, preferenze
Stefania Limiti    16 Settembre 2026
Electrolux, il conflitto
Paolo Andruccioli    16 Settembre 2026
“Campo largo” tra primarie e quarta gamba
Vittorio Bonanni    15 Settembre 2026
Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno
Paolo Barbieri    14 Settembre 2026
Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo
Guido Ruotolo    11 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA