• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Analisi » Un regime reazionario di massa di nuovo tipo?

Un regime reazionario di massa di nuovo tipo?

Le retoriche fasciste prese in esame allo stato nascente – anche semplicemente seguendo i commenti sulla pagina Facebook di “terzogiornale”

21 Ottobre 2022 Claudio Bazzocchi  2506

Specialmente a sinistra, a causa dell’incultura politica degli ultimi decenni, spesso si dimentica che il fascismo e il nazismo ebbero ampio consenso in Italia e Germania. Non furono solo l’esercizio di una violenza liberticida e barbarica. Si dimentica, cioè, che il fascismo, con la sua variante nazista, fu una risposta moderna al problema moderno della crisi delle liberaldemocrazie di inizio Novecento, in seguito all’irrompere delle masse e delle ragioni del lavoro nell’agone politico e nella vita sociale in genere. Quel consenso fu tale ed effettivo tanto che gli interpreti più acuti e avvertiti del nazifascismo parlarono di regimi reazionari di massa. E non deve sorprendere la parola “moderno”. Il fascismo infatti seppe utilizzare, per la formazione del proprio consenso, alcuni strumenti tipici della modernità industriale: dai mezzi di comunicazione di massa alla gestione del tempo libero tramite il dopolavoro. E fu moderno perché diede risposta alla questione della crisi della democrazia, durante la quale vennero al pettine i nodi di quel tipo di liberaldemocrazia, incapace di tenere assieme le ragioni della libertà con quelle della sicurezza, i diritti degli individui con quelli della collettività, la libertà d’impresa con il valore sociale del lavoro, la libertà personale con il bisogno umano di sentire l’unità della propria vita, di rompere cioè l’alienazione economica, politica e spirituale tipica del capitalismo.

Oggi abbiamo la possibilità di vivere in diretta come un certo tipo di retorica fascista e determinati regimi politici – in particolare quelli di Polonia e Ungheria – acquisiscano consenso popolare di massa nelle società europee. Un osservatorio interessante, per quanto ovviamente ristretto, è anche la pagina Facebook di “terzogiornale”, i commenti che vari lettori postano sotto la condivisione degli articoli. Possiamo vedere che, sempre più, si menzionano la nazione e gli italiani, il Paese che non ce la fa perché svenduto alle multinazionali e agli interessi dei poteri forti, da parte di politici avidi e corrotti; la “povera gente” che soffre per le malversazioni di una casta di sindacalisti, dirigenti di partito, funzionari pubblici che “rubano lo stipendio”. In questi commenti, il capitale e il lavoro non esistono più come categorie, così come non ci sono più i lavoratori come portatori di un punto di vista autonomo sul mondo a partire dal fatto che sono coloro che producono. La politica, allora, non è più la partecipazione attiva, tramite i corpi intermedi, alla costruzione di un’idea di mondo e di libertà, come modo per dare senso anche alla propria vita individuale, in conflitto con altre idee di mondo e di libertà. Si configura piuttosto, sempre più, come l’affidamento a un leader carismatico e autoritario, che finalmente manderà a casa i ladri, i corrotti e i “poltronisti”, smantellerà le “mangiatoie” di Stato, caccerà le multinazionali dalla nazione per far respirare di nuovo il popolo, la gente per bene che fa i sacrifici ogni giorno per la propria famiglia e i propri figli.

A fronte degli articoli del nostro giornale – che provano a fare il punto sulla politica industriale, la crisi ambientale e climatica, il ruolo del sindacato, la crisi della democrazia e del parlamentarismo, la crisi dei partiti e della partecipazione democratica, le nuove forme di sfruttamento e la frammentazione del mondo del lavoro –, i commenti si concentrano per lo più sull’idea di nazione e di popolo, sulla narrazione di una casta cosmopolita, riunita in qualche consesso segreto oltreatlantico, che trama per affamare i popoli, per rubarne la ricchezza a favore dei cosiddetti poteri forti. Insomma, la retorica populista si sta intrecciando sempre più con quella sovranista e complottista. A volte spunta il nome di Soros come capo di tale casta sovranazionale – e il non detto di quel nome è che si tratta di un ebreo. Infine, va sottolineata la violenza del linguaggio. E tale violenza non si esplicita solo nell’insulto più o meno volgare, in essa è implicita anche l’idea di una sorta di riscatto: stiamo vincendo noi, il vostro tempo è finito, faremo piazza pulita di tutti i privilegi, di tutti coloro che rubano lo stipendio nei partiti, nel sindacato, nell’amministrazione pubblica, nella scuola, ecc.

Possiamo dire che questo è per lo più il quadro delle categorie politiche – si fa per dire – nel dibattito che si trova sui social network. E anche i commenti agli articoli del nostro giornale non fanno eccezione. Tale quadro è uno degli elementi che ci permettono di dire che stiamo assistendo alla nascita di retoriche fasciste – con connotati certamente diversi da quelle di cento anni fa, e non potrebbe essere diversamente – ma con un consenso di massa, reazionario ma di massa.

Disquisire sul passato fascista di La Russa o chiedere patenti di democrazia a Giorgia Meloni serve a poco, se non ci si rende conto che il Paese sta scivolando sempre più nella disgregazione sociale che diventa melanconia fascista, egoismo selvaggio, ignoranza menata come un vanto, e individualismo feroce, paradossalmente ammantato di retorica intorno alla patria e al popolo.

2.531
Archiviato inAnalisi
TagsClaudio Bazzocchi consenso di massa facebook idea di nazione regime reazionario di massa retorica fascista retorica populista terzogiornale

Articolo precedente

Prezzo del gas, un cappello rivelatore

Articolo successivo

Meloni prima di Meloni

Claudio Bazzocchi

Articoli correlati

Una critica della geopolitica

Antifascista? Prego, afascista

Una critica delle primarie

L’articolo 21 nella gabbia di Facebook

Dello stesso autore

Una critica della geopolitica

Antifascista? Prego, afascista

Una critica delle primarie

Ingrao a dieci anni dalla morte

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Istituti tecnici, il vizio di riformare senza pensare
Stefania Tirini    6 Maggio 2026
L’imbroglio del “salario giusto”
Paolo Andruccioli    4 Maggio 2026
Niente da fare, non si ferma la frana del governo
Rino Genovese    29 Aprile 2026
Ultimi articoli
In India si rafforza la destra di Modi
Marco Santopadre    8 Maggio 2026
Il governo ancora all’assalto degli spazi autogestiti
Marianna Gatta    7 Maggio 2026
In Romania c’è vita a sinistra  
Vittorio Bonanni    7 Maggio 2026
Guerra interna al Grande Oriente d’Italia (4)
Guido Ruotolo    4 Maggio 2026
Mali, la giunta militare in gravissime difficoltà
Luciano Ardesi    4 Maggio 2026
Ultime opinioni
Tra 25 aprile e primo maggio
Rino Genovese    5 Maggio 2026
Una critica della geopolitica
Claudio Bazzocchi    30 Aprile 2026
Fenomeno Silvia Salis?
Vittorio Bonanni    28 Aprile 2026
Meloni, una frana che non si ferma
Rino Genovese    17 Aprile 2026
Una critica delle primarie
Claudio Bazzocchi    10 Aprile 2026
Ultime analisi
Pnrr a fine corsa. Dopo l’estate il vuoto?
Paolo Andruccioli e Paolo Barbieri    7 Aprile 2026
La lezione di Hormuz
Paolo Andruccioli    17 Marzo 2026
Ultime recensioni
Indagini sulla violenza
Katia Ippaso    6 Maggio 2026
L’Italia a colori, viaggiando in camicia rossa
Luca Baiada    5 Maggio 2026
Ultime interviste
Economia pubblica o barbarie
Paolo Andruccioli    20 Aprile 2026
“No alla guerra, sì a una difesa comune europea”
Paolo Andruccioli    11 Marzo 2026
Ultimi ritratti
Gerda Taro: la donna che cambiò il modo di raccontare la guerra
Laura Guglielmi    13 Aprile 2026
Nellie Bly: i pazzi visti da vicino
Laura Guglielmi    3 Aprile 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA