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Tag: diritti civili

Stati Uniti: l’aborto non è più tutelato

Da sempre gli Stati Uniti hanno rappresentato la terra per eccellenza della libertà, nell’immaginario collettivo, con lo Stato come garante dei diritti individuali. Nel...

Cile, la rivolta mapuche

Le comunità indigene in Cile sono più di dieci, riconosciute dalla Ley de desarrollo indígena. Tra queste, quella mapuche rappresenta la più numerosa: sono...

Fine vita, il centrosinistra vota compatto

Era iniziato il 13 dicembre scorso, per arenarsi il giorno stesso, il primo esame nell’aula della Camera del provvedimento sulla morte volontaria medicalmente assistita,...

Suicidio assistito: il rinvio di un disegno di legge così così

Erano pochi i deputati in aula alla Camera, l’altroieri 13 dicembre, durante la prima discussione in plenaria del disegno di legge sulla morte volontaria medicalmente assistita o suicidio assistito. E benché la discussione, durata quattro ore, sia stata di “alto profilo”, si è risolta con un bel rinvio a febbraio, dopo la rinuncia alla replica da parte dei relatori, Alfredo Bazoli del Pd e Nicola Provenza dei 5 Stelle. Quindi il testo, frutto del lavoro difficile e delicato delle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali, approvato il 9 dicembre scorso, rivedrà la luce solo dopo l’elezione del nuovo inquilino del Quirinale, tema che sta ben più a cuore a tutte le forze politiche.

“È un giorno storico per i diritti civili in questo Paese: l’approdo in aula del testo sul fine vita, dopo tre anni dalla sua prima calendarizzazione e molti rinvii, concretizza la possibilità di far fare un salto in avanti al nostro Paese che potrà dotarsi di norme certe per andare incontro ai malati senza speranza” aveva dichiarato il presidente della commissione Giustizia della Camera, il grillino Mario Pierantoni. Ma si potrebbe dire di più: erano almeno quindici anni che si aspettava una legge sul suicidio medicalmente assistito, almeno dalla morte di Piergiorgio Welby avvenuta nel 2006.

Il diritto all’eutanasia riguarda tutti

Oggi, parafrasando un famoso slogan femminista degli anni Settanta, dovremmo gridare “la vita è mia e la gestisco io”. Sì, perché l’autodeterminazione dell’individuo, sancita dalla Costituzione, è sacrosanta. Eppure, a differenza di altri Paesi europei e non, in Italia non c’è una legge che definisca ed estenda il concetto di autodeterminazione a tutta la sfera sanitaria, incluso il fine vita. I notevoli passi avanti della scienza e della tecnologia hanno portato alla possibilità di salvare molte più vite umane rispetto al passato, ma troppo spesso a scapito della dignità dell’individuo. Non si contano i casi balzati all’onore della cronaca di persone ridotte a una vita insostenibile e invalidante, senza possibilità di cura, che non hanno la possibilità di scegliere se continuare o meno la propria esistenza. E non sono pochi coloro costretti a raggiungere la Svizzera per avere la tanto agognata “dolce morte”.

Proprio per il rispetto dovuto a questa tematica che riguarda tantissimi e con la quale tutti noi dobbiamo fare i conti, l’Associazione Luca Coscioni – con l’appoggio di numerosi partiti e il sostegno di Arci e Cgil nuovi diritti – ha dato il via alla raccolta firme per il referendum sulla eutanasia legale che dovrà raccogliere almeno cinquecentomila adesioni entro il 30 settembre. La campagna si è già aperta a Roma e a Milano, e dal 30 giugno sarà estesa a tutto il territorio nazionale.