Home Tags Maurizio landini

Tag: maurizio landini

Si annuncia una settimana nervosa

Non è finita, per la Cgil. Un nuovo attacco, questa volta informatico, ha bloccato il sistema di comunicazione del più grande sindacato italiano. Gli hacker hanno colpito ma sono stati, per fortuna, anche neutralizzati. In mattinata il presidente del Consiglio Draghi era andato alla Cgil, per esprimere la solidarietà del governo dopo l’attacco squadrista di sabato pomeriggio. Una visita “non scontata”, ha commentato il segretario della Cgil, Maurizio Landini, che ha aggiunto come nell’incontro con Draghi si sia discusso dell’“impegno delle istituzioni per impedire che il passato ritorni”.

Nel ricostruire la giornata di sabato, il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, si è soffermato proprio sull’assalto alla sede nazionale della Cgil. Le sue valutazioni sono drammatiche: “L’invasione ha evocato i momenti più bui della vita del nostro Paese e ha restituito plasticamente la carica eversiva e antidemocratica che si annida nelle deprecabili azioni di questi delinquenti”. Forza Nuova, ex arnesi della destra eversiva degli anni Ottanta, i Nar, “Liberi cittadini” e “Io apro”, i commercianti e settori della società civile che in questi mesi sono stati sulle barricate delle proteste contro le misure anti-Covid del governo, sono stati i protagonisti dell’assalto alla Cgil.

Ora basta!

È tempo di sciogliere Forza Nuova, l’organizzazione di estrema destra che ieri ha organizzato l’assalto alle istituzioni democratiche. I suoi militanti hanno sfondato il portone della sede nazionale della Cgil. Sono entrati distruggendo gli uffici di pianoterra e del primo piano. Tra di loro, anche il segretario nazionale, Roberto Fiore, e quello romano, Giuliano Castellino. Poi, centinaia di militanti e simpatizzanti dell’estremismo fascista hanno assediato Palazzo Chigi, sede del governo, e il Parlamento, che è stato “evacuato” e chiuso per motivi di sicurezza. Solo intorno alle 20,30, le forze dell’ordine sono riuscite a liberare Palazzo Chigi.

In nottata, Roberto Fiore e Giuliano Castellino e una decina di partecipanti all’attacco “eversivo” di sabato pomeriggio nella capitale, sono finiti in carcere. E mentre al presidio democratico davanti alla sede nazionale della Cgil, i leader sindacali hanno annunciato per sabato prossimo una grande manifestazione nazionale antifascista e democratica, a Roma, esponenti del Pd (Emanuele Fiano) hanno rivelato che domani mattina chiederanno al governo di sciogliere con un decreto legge Forza Nuova, “movimento dichiaratamente fascista”, e gli altri movimenti dichiaratamente fascisti, ai sensi della legge Scelba, che vieta la ricostituzione del partito fascista.

Lavoratori più protetti con i nuovi ammortizzatori sociali. Ma chi paga?

I tempi stringono perché il blocco dei licenziamenti è stato prorogato (almeno per alcuni settori e tipologie di aziende) fino al 31 ottobre. Dal...

Strategia vaccinale, un dibattito nella Cgil che interessa tutta la sinistra

“Dobbiamo essere noi a chiedere al governo di procedere a un intervento legislativo chiaro che sancisca l’obbligo vaccinale per tutti e tutte”: così Alessandro...

La miccia accesa dei licenziamenti

La sfida dei sindacati è lanciata e l’obiettivo è quello di disinnescare la “bomba sociale” dei licenziamenti di massa, dopo un anno di pandemia...

Sui licenziamenti partita ancora aperta

L’ultima conferma arriva dall’Istat. In un anno sono stati bruciati quasi novecentomila posti di lavoro, mentre nel primo trimestre del 2021 i rapporti di...

Capitale contro lavoro: piccola storia di un decreto-legge

Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto-legge in sessantotto articoli che assembla la questione delle semplificazioni e il tema della governance del Piano di ripresa e resilienza. Lo ha fatto non senza qualche sofferenza all’interno della maggioranza e nel rapporto con le parti sociali. Il che merita più di una riflessione. Possiamo pure cominciare dall’esito finale, del quale tutti si dicono soddisfatti. Il che, vista la turbolenza in atto fino all’ultimo momento, ingenera qualche sospetto. Mario Draghi aveva convocato in fretta e furia i sindacati confederali giovedì 27 maggio per un confronto sui punti controversi. Si è discusso dei subappalti, ma non della scottante questione dei licenziamenti, che Draghi ha considerato formalmente chiusa.

Le modifiche hanno riguardato quindi il tema dei subappalti, visto che l’argomento del criterio del massimo ribasso nelle gare d’appalto è stato stralciato dal provvedimento legislativo. La soluzione trovata è stata quella di mantenere un tetto per i subappalti pari al 50% innalzandolo dall’attuale 40%. Dal 1° novembre il tetto dovrebbe sparire in ossequio alle sentenze della Corte di giustizia della Ue, come quella del 26 settembre 2019 che aveva considerato illegittima l’apposizione del limite indipendentemente dalla sua entità. Al suo posto, dovrebbe comparire un criterio alquanto indeterminato, basato sul fatto che l’affidamento dei lavori non potrà avvenire “in misura prevalente” e con il rafforzamento del “controllo delle condizioni di lavoro e di salute e di sicurezza dei lavoratori”. Una soluzione piuttosto scivolosa e rischiosa, poiché, come sappiamo, le capacità di controllo effettive sulle condizioni di lavoro nel nostro paese sono assai ridotte, anche per l’esiguità del numero degli ispettori del lavoro, come denunciato dall’ultimo Rapporto annuale dell’Ispettorato.

Luana e gli altri. Quando la commozione dura un attimo

Perfino il compassato Senato della Repubblica si è commosso. Il giorno dopo l’aula ha commemorato Luana D’Orazio, “una giovane lavoratrice mancata tragicamente mentre lavorava”...

Pomodori, caporali e algoritmi

I due fenomeni dell’intermediazione illecita di manodopera e di sfruttamento del lavoro sono stati oggetto di intensi dibattiti e sono stati recepiti dalla legge...

L’ex banchiere alle prese con il capitalismo all’italiana

Riformare il sistema in senso progressivo, questo il vulnus inferto dal programma di Mario Draghi in veste di nuovo premier. Una conclusione talmente ovvia...