• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Editoriale » Con il sindacato, per lo sciopero generale

Con il sindacato, per lo sciopero generale

15 Novembre 2023 Rino Genovese  1621

Non è la prima volta (vedi qui) e probabilmente non sarà l’ultima. Il bulletto reazionario, sempre alla ricerca di visibilità, che risponde al nome di Matteo Salvini ha ritenuto di dimezzare lo sciopero nei trasporti di venerdì 17 novembre. Così i ferrovieri e i lavoratori nel settore dei mezzi pubblici urbani dovranno interrompere l’agitazione alle ore 13, anziché come previsto in serata. Resta il fatto che le altre categorie chiamate a scioperare da Cgil e Uil, attueranno uno sciopero di otto ore, e, come annunciato da Maurizio Landini, la protesta proseguirà in modo articolato nelle prossime settimane. Siamo allora dinanzi a una ripresa, magari ancora a livello di un “minimo sindacale”, del conflitto sociale?

Sì e no. Uno sciopero generale (pur tenendo conto dell’autoesclusione della Cisl) dovrebbe essere organizzato in modo da coinvolgere tutte, ma proprio tutte, le categorie dei lavoratori e delle lavoratrici. Deve puntare a paralizzare il Paese. Anche se poi non ci riesce, l’ambizione di uno sciopero generale non può che essere quella: certo, non si proclama lo sciopero “fino alla caduta del capitalismo”, come ai tempi protonovecenteschi del mito anarco-sindacalista, ma in ogni caso si tratta di una prova di forza, da parte del movimento sindacale, che spinga la controparte (nel caso il governo) a trattare. In questo senso, uno sciopero generale è sempre politico. Non si ferma alle singole rivendicazioni di settore; punta a costruire, mediante l’agitazione, un blocco di forze sociali che aspira a intervenire sugli indirizzi generali di un Paese. E, a nostro avviso, oggi gli scioperi dovrebbero essere tendenzialmente orientati a una scala continentale europea, perché le decisioni dei singoli Stati nazionali contano fino a un certo punto.

Pur senza correre così tanto, e approvando senza riserve l’operato di Cgil e Uil in questi ultimi giorni (soprattutto la loro decisione di tenere il punto), bisogna dire che qualcosa di più si dovrebbe cercare, a poco a poco, di far venir fuori da un’agitazione annunciata in più puntate. Questo qualcosa sarebbe uno sciopero generale simultaneo, che mostri al governo di destra-centro una volontà di rivolta, capace di incidere al tempo stesso sull’indirizzo delle forze politiche che al momento stanno difendendo il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici a scioperare nelle modalità che ritengono più opportune, senza intralci anticostituzionali.

I giudizi della Commissione di garanzia sugli scioperi (non qualcosa di sacro, ma neppure da rifiutare in maniera pregiudiziale) sono oggi quelli provenienti da professori universitari acquiescenti alle esigenze del governo in carica. È uno dei problemi di vecchia data del Paese il leccapiedismo opportunistico, la scarsa tempra, del suo ceto intellettuale. La professoressa che presiede la Commissione (ordinaria di Diritto del lavoro nell’università di Teramo, non un ateneo di primo piano) ha trovato però uno spiraglio, nel modo in cui lo sciopero del 17 è stato proclamato, per sostenere che non si tratta di uno sciopero generale vero e proprio, perché dall’agitazione sono escluse ben sedici categorie. Pur essendo del tutto evidente che siamo dinanzi a un pretesto – si potrebbe dire, al tipico nascondersi dietro un dito –, è chiaro, tuttavia, che lo sciopero di venerdì prossimo dovrebbe essere considerato soltanto un assaggio di uno sciopero generale più comprensivo ancora, capace di mostrare la rabbia e la voglia di contare di una serie di persone, e di categorie di lavoratori e lavoratrici, da troppo tempo silenti.

L’Italia è la “nazione” europea in cui più bassi sono i salari, erosi ulteriormente da un’inflazione di cui ci eravamo scordati il carattere dirompente che ha sui meno abbienti. C’è il rifiuto di introdurre un salario minimo contro il fenomeno del “lavoro povero”. C’è un’evasione fiscale da record, non solo non contrastata ma elettoralmente corteggiata dal governo in carica. Ci sono le morti sul lavoro – due soltanto nelle ultime ore, una ragazza nel trevigiano, e un lavoratore anziano nel ravennate – e la tendenza a eludere le regole sulla sicurezza da parte di padroni e padroncini. C’è, in poche parole, una situazione sociale virtualmente esplosiva, che, come già accaduto in altri Paesi europei, potrebbe e dovrebbe dare luogo a un’ondata di lotte sociali.

1.639
Archiviato inEditoriale
TagsCommissione garanzia conflitto sociale Matteo Salvini maurizio landini morti sul lavoro Rino Genovese salario minimo sciopero generale sindacato

Articolo precedente

Scholz, l’Albania e il “Ruanda sull’Adriatico”

Articolo successivo

Un Green Deal sempre più annacquato

Rino Genovese

Articoli correlati

Ex Ilva, l’attesa e la morte

Rovesciare gli ayatollah?

Referendum: al via la campagna per il “no”

L’Europa e il Putin dell’Occidente

Dello stesso autore

Rovesciare gli ayatollah?

L’Europa e il Putin dell’Occidente

La riproposta di “Vogliamo tutto”

2026, anno della verità

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Un baratro culturale
Stefania Tirini    19 Gennaio 2026
Imperterriti i fascisti grigi
Agostino Petrillo    15 Gennaio 2026
Rovesciare gli ayatollah?
Rino Genovese    14 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, l’attesa e la morte
Guido Ruotolo    23 Gennaio 2026
Primavere sì, ma non chiamatele arabe
Luciano Ardesi    20 Gennaio 2026
A Gaza il dispotismo di Trump
Eliana Riva    19 Gennaio 2026
Sicurezza, la bozza del nuovo testo
Stefania Limiti    16 Gennaio 2026
Indonesia, tra povertà e nostalgia del passato
Vittorio Bonanni    16 Gennaio 2026
Ultime opinioni
Quali argomenti per il “no” al referendum?
Giorgio Graffi    23 Gennaio 2026
Ah, vecchie care espulsioni!
Vittorio Bonanni    22 Gennaio 2026
L’articolo 21 nella gabbia di Facebook
Paolo Barbieri    19 Gennaio 2026
Considerazioni sulla rivolta iraniana
Marianna Gatta    15 Gennaio 2026
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
Cronaca di ordinari piccoli crimini contro l’umanità
Agostino Petrillo    22 Gennaio 2026
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA