• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Il capotreno

Il capotreno

14 Luglio 2023 Paolo Andruccioli  1227

“Quando c’era lui i treni arrivavano in orario”. Non stiamo parlando di Mussolini, ma stiamo solo immaginando che cosa potranno scrivere gli storici del futuro quando racconteranno i tempi del governo Meloni. Il ministro Salvini non perde un’occasione per dimostrare agli elettori (e agli storici) di essere più capace della sua premier di mettere a terra la politica dello “spezzeremo le reni”. In questo caso, nel caso degli scioperi dei treni e degli aerei, è incappato però in uno scivolone clamoroso, e anche dall’area del centrodestra e dei benpensanti, sempre pronti a lanciare strali contro scioperi e conflitti, si sono levate voci moderate contro la mezza precettazione. In molti hanno capito il carattere di propaganda elettorale della mossa di un ministro che, seppure informato da due mesi della proclamazione dello sciopero, non ha fatto nulla per tentare una conciliazione con i sindacati e per evitare, quindi, quei gravi disagi ai cittadini abbandonati sulle pensiline delle stazioni con temperature africane.

Altri commentatori, più esperti delle materie lavoristiche, hanno fatto presente l’anomalia di un ministro che interviene a gamba tesa, e all’ultimo momento, in una vertenza sindacale scavalcando la collega del dicastero del Lavoro, mentre si sarebbe dovuto occupare principalmente di strutture, infrastrutture e buona organizzazione. Non leggiamo da nessuna parte che al ministero delle Infrastrutture venga attribuita anche la funzione di regolazione dei conflitti sindacali. Qualche maligno sospetta che Matteo Salvini, quando ha capito che non sarebbe stato lui il premier, abbia voluto a tutti i costi la guida del ministero delle Infrastrutture per potersi esprimere al meglio nella sua battaglia contro i lavoratori e gli immigrati. Nelle infrastrutture vengono infatti comprese le linee ferroviarie, le stazioni e i porti, oltre alle strade e alle autostrade. Un’occasione d’oro per poter operare contro le Ong che soccorrono in mare gli immigrati, e per poter contrastare i fastidiosi ferrovieri che ci lasciano a piedi dagli anni Novanta del secolo scorso.

L’altra anomalia riguarda il fatto che il ministro è intervenuto solo dopo la segnalazione (anche questa fuori tempo massimo) della Commissione di garanzia che ha appena rinnovato il suo vertice di comando. Una commissione che, fino a qualche anno fa, era sulle prime pagine quasi ogni giorno per gli interventi su scioperi, normali, selvaggi, precettati, non considerati. Fino al 1990, cioè fino alla legge n.146, l’intervento regolativo dello Stato in materia di diritto di sciopero era stato alquanto circoscritto: per lungo tempo, l’unica norma che si occupava espressamente della tematica era l’art. 40 della Costituzione, il diritto di sciopero deve essere esercitato nell’ambito delle leggi che lo disciplinano. Alla legge sulla regolamentazione del diritto di sciopero, nella vasta aerea dei servizi essenziali, la politica italiana era arrivata dopo anni di polemiche e di scontri tra due diritti: il diritto di sciopero in capo ai lavoratori e il diritto alla mobilità, in capo a tutti i cittadini. Tutti coloro che si sono occupati di questi temi sanno, però, che quella legge non ha mai disciplinato compiutamente le modalità di esercizio del diritto. La scelta del legislatore è stata quella di lasciare ampi margini alla contrattazione collettiva.

Ma Salvini, non potendo (almeno per ora) sostituire i ferrovieri con i militari, se n’è infischiato del ruolo dei sindacati e della contrattazione – per poter mandare un messaggio forte al proprio elettorato. Il ministro si è messo il cappello da capotreno, ma in realtà non aveva nessuna premura di far funzionare la macchina. L’importante era bloccare l’agitazione, senza entrare neppure nel merito delle questioni. Sul “Foglio”, che non ha mai adottato la testatina di “quotidiano comunista”, leggiamo una critica neppure poco velata: “(…) prenderla sul personale è un po’ abboccare all’amo. Il ministro dovrebbe mantenere un ruolo di indirizzo e di garanzia. Lo sciopero (che Salvini ha precettato) nasce da questioni contrattuali e di tutela della qualità del lavoro molto specifiche, anche differenziate per le due principali aziende del trasporto ferroviario in Italia. E lo stesso vale per le astensioni dal lavoro e le proteste nel settore aereo. Nulla a che fare con le agitazioni ricorrenti e generiche del trasporto pubblico locale, quelle tipiche di molti venerdì…”.

Che cosa incassa dunque Salvini? Altissime adesioni dei ferrovieri, con decine di cancellazioni tra i treni non garantiti e ritardi tra quelli che circolano. “I ferrovieri di Trenitalia e Italo hanno risposto in massa alla protesta indetta a seguito dell’incapacità di due aziende di chiudere due vertenze aperte da mesi – spiega una nota della Filt Cgil –, ma anche contro un’ordinanza vergognosa del ministero dei Trasporti che penalizza lavoratori e lavoratrici e osteggia pesantemente il diritto di sciopero previsto dalla Costituzione”.

L’ordinanza del ministro Salvini, tra l’altro, oltre a essere illegittima e sbagliata – precisano i sindacati dei trasporti – “ha creato più confusione e maggiori disagi, illudendo alla vigilia gli utenti che lo sciopero fosse revocato, e mandando in tilt il sistema della circolazione dei treni, visto che erano state già programmate le cancellazioni”. L’altro bel risultato che Salvini incassa è un ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, a nome della Cgil, come ha fatto sapere in una intervista al Tg3 il segretario generale, Maurizio Landini.

Chissà se alla fine questa storia non porti un beneficio reale all’Italia. Che crei cioè i presupposti di una nuova alleanza tra lavoratori e cittadini per superare, nell’epoca della rivoluzione digitale e dell’avvento dell’intelligenza artificiale, un’antica, strumentale, contrapposizione di interessi.

1.247
Archiviato inEditoriale
Tagscgil diritto di sciopero ferrovieri Matteo Salvini maurizio landini Paolo Andruccioli precettazione sciopero ricorso al Tar scioperi

Articolo precedente

Spagna, la sinistra deve vincere

Articolo successivo

La grande fuga dal lavoro

Paolo Andruccioli

Articoli correlati

La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita

Opposizione, ci vuole una visione del mondo

Salvini, il congresso ultima trincea

Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie

Dello stesso autore

La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita

Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie

Pensioni, promesse e tradimenti

Nucleare, si torna al passato. Con lo spettro delle piccole centrali

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Una rivolta e il suo capro espiatorio
Rino Genovese    28 Ottobre 2026
Per combattere davvero l’antisemitismo va rigettato un disegno di legge controproducente
Giorgio Graffi    26 Ottobre 2026
La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita
Paolo Andruccioli    22 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Rebus post-elettorale in Israele
Eliana Riva    30 Ottobre 2026
L’insostenibile pesantezza dell’intelligenza artificiale*
Massimo Florio    29 Ottobre 2026
Brasile, Lula fa il miracolo
Claudio Madricardo    29 Ottobre 2026
Ex Ilva, la procura di Taranto di nuovo in campo
Guido Ruotolo    28 Ottobre 2026
Belgrado né con Bruxelles né con Mosca
Vittorio Bonanni    27 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Un buon senso molto Acerbo
Vittorio Bonanni    30 Ottobre 2026
Che bello consumare e non pagare!
Massimo Ilardi    26 Ottobre 2026
Come preservare la figura dell’umano nel nostro tempo?
Mario Pezzella    26 Ottobre 2026
Opposizione, ci vuole una visione del mondo
Andrea Ranieri    22 Ottobre 2026
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Ultime analisi
L’algoritmo del controllo
Marianna Gatta    29 Ottobre 2026
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giorgio Graffi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA