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Lo spauracchio del salario minimo

Cuneo fiscale contro salario minimo, produttività contro aumenti salariali indicizzati rispetto all’inflazione reale: è questa la battaglia dell’estate in arrivo, almeno a giudicare dal...

Come regolare il “lavoro agile”

“Le disposizioni del presente capo regolano il lavoro agile, come modalità di esecuzione della prestazione lavorativa nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato, effettuata su...

Concertazione modello Draghi

Dialoghi a distanza, rotture, divisioni sindacali e perfino uno sciopero generale di Cgil e Uil senza la Cisl. A un certo punto le relazioni...

Pensioni, una trattativa fantasma

“Serve un intervento organico e strutturale, che dia un assetto stabile a tutto il sistema previdenziale. Una legge che sostituisca le regole della Fornero e...

Sindacato, uno sciopero fastidioso

Uno spettro si aggira per l’Italia: lo sciopero generale. Ce la potremmo cavare così, citando una immagine famosa e per certi versi abusata, per...

Il 16 dicembre uno sciopero sacrosanto

La decisione di confermare lo sciopero generale del 16 dicembre, da parte della Cgil e della Uil, ha suscitato reazioni opposte. C’è chi ha applaudito: finalmente si torna a parlare del Paese reale, oltre le rappresentazioni della politica, lo sciopero è quasi “un vaccino sociale”. Ma c’è anche (ed è stato un coro molto rumoroso) chi ha fischiato e tirato patate e pomodori. Erano anni che non assistevamo a una frattura del mondo sindacale così palese, anche perché, dall’epoca degli accordi separati – Cgil da una parte, Cisl e Uil dall’altra –, molte cose sono cambiate, e il quadro di oggi non è paragonabile a quello degli anni del berlusconismo.

La rappresentazione mediatica mostra un’Italia spaccata, che stenta a capire le ragioni della mobilitazione dei lavoratori, perché questi non sono più da tempo quella classe generale che si può far carico dei destini del Paese. Anzi, sono considerati quasi dei privilegiati perché almeno hanno un’occupazione stabile. Ma è davvero così?

Tasse e pensioni. È sciopero, senza la Cisl

Alla fine, dopo mesi di battaglie unitarie, di manifestazioni e di piazze gestite insieme, di comizi pubblici a tre voci, alla fine – sulla...

Si annuncia una settimana nervosa

Non è finita, per la Cgil. Un nuovo attacco, questa volta informatico, ha bloccato il sistema di comunicazione del più grande sindacato italiano. Gli hacker hanno colpito ma sono stati, per fortuna, anche neutralizzati. In mattinata il presidente del Consiglio Draghi era andato alla Cgil, per esprimere la solidarietà del governo dopo l’attacco squadrista di sabato pomeriggio. Una visita “non scontata”, ha commentato il segretario della Cgil, Maurizio Landini, che ha aggiunto come nell’incontro con Draghi si sia discusso dell’“impegno delle istituzioni per impedire che il passato ritorni”.

Nel ricostruire la giornata di sabato, il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, si è soffermato proprio sull’assalto alla sede nazionale della Cgil. Le sue valutazioni sono drammatiche: “L’invasione ha evocato i momenti più bui della vita del nostro Paese e ha restituito plasticamente la carica eversiva e antidemocratica che si annida nelle deprecabili azioni di questi delinquenti”. Forza Nuova, ex arnesi della destra eversiva degli anni Ottanta, i Nar, “Liberi cittadini” e “Io apro”, i commercianti e settori della società civile che in questi mesi sono stati sulle barricate delle proteste contro le misure anti-Covid del governo, sono stati i protagonisti dell’assalto alla Cgil.

Cosa dicono le piazze di Roma e Milano

Sabato si aspettavano poche centinaia di persone a Roma e Milano per la settimanale manifestazione “no vax”. Invece ce n’erano alcune migliaia chiamate alla...

Ora basta!

È tempo di sciogliere Forza Nuova, l’organizzazione di estrema destra che ieri ha organizzato l’assalto alle istituzioni democratiche. I suoi militanti hanno sfondato il portone della sede nazionale della Cgil. Sono entrati distruggendo gli uffici di pianoterra e del primo piano. Tra di loro, anche il segretario nazionale, Roberto Fiore, e quello romano, Giuliano Castellino. Poi, centinaia di militanti e simpatizzanti dell’estremismo fascista hanno assediato Palazzo Chigi, sede del governo, e il Parlamento, che è stato “evacuato” e chiuso per motivi di sicurezza. Solo intorno alle 20,30, le forze dell’ordine sono riuscite a liberare Palazzo Chigi.

In nottata, Roberto Fiore e Giuliano Castellino e una decina di partecipanti all’attacco “eversivo” di sabato pomeriggio nella capitale, sono finiti in carcere. E mentre al presidio democratico davanti alla sede nazionale della Cgil, i leader sindacali hanno annunciato per sabato prossimo una grande manifestazione nazionale antifascista e democratica, a Roma, esponenti del Pd (Emanuele Fiano) hanno rivelato che domani mattina chiederanno al governo di sciogliere con un decreto legge Forza Nuova, “movimento dichiaratamente fascista”, e gli altri movimenti dichiaratamente fascisti, ai sensi della legge Scelba, che vieta la ricostituzione del partito fascista.