• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Ex Ilva, nuove iniziative di lotta

Ex Ilva, nuove iniziative di lotta

Tra il ministro Urso e palazzo Chigi non c’è sintonia. La soluzione sarebbe quella di una guida pubblica in accordo con i privati

6 Luglio 2026 Guido Ruotolo  3213

Stiamo per conoscere le nuove iniziative di lotta all’ex Ilva di Taranto, al termine di una settimana di assemblee. Il clima di sconfitta si avverte drammaticamente. Il timore non è soltanto che arrivi la sentenza di “condanna” dei giudici di Milano, che potrebbero chiudere l’area a caldo, il 24 agosto (vedi qui), e decretare così la morte dell’ex acciaieria più grande d’Europa. L’ex Ilva è prosciugata, non ha più un euro da investire. Già a fine agosto, e non a ottobre come stimano i più ottimisti, la cassaforte sarà vuota, e la fabbrica morirà.

Dei tre altiforni, uno è sotto sequestro giudiziario, un altro è fermo per manutenzione e, prima di settembre, non succederà nulla. Funziona solo un altoforno, che produce quasi due milioni di tonnellate di acciaio all’anno. Ma ne servono sei, di milioni di tonnellate, perché il bilancio sia almeno in pareggio. E senza risorse finanziarie anche l’altoforno in funzione sarà costretto a fermarsi.

Insomma, per quei lavoratori e per le famiglie non c’è futuro. Siamo ormai all’epilogo di una lunga storia di un pezzo del Mezzogiorno industriale, che sta esalando l’ultimo respiro. Di un Mezzogiorno ciò nonostante dinamico, che vede aumentare in termini percentuali, rispetto alle altre aree territoriali del Paese, sia il prodotto interno lordo sia l’occupazione più di quanto si immagini. Ma questo non può nascondere l’eutanasia che si sta consumando per responsabilità del governo alle spalle di una comunità. Le assemblee raccontano di una stanchezza, di una sfiducia generale. I lavoratori sanno molto bene che, per loro, c’è solo la prospettiva degli “ammortizzatori sociali”. La loro età media ormai oscilla tra i 45 e 50 anni. Se avvenisse il miracolo, quanti anni dovranno passare perché Taranto torni a produrre? Torni a non essere più una zavorra che ogni mese produce cinquanta milioni di euro di debiti? Torni a non essere più un incubo tossico, producendo inquinamento e danni alla salute e all’ambiente?

Nelle assemblee, nelle riunioni sindacali, c’è la consapevolezza che rimettere in funzione un ammasso di ferraglie è molto complicato. Proviamo a riassumere quello che sta accadendo. Nel governo c’è un braccio di ferro tra palazzo Chigi e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Siamo all’ultimo capitolo della storia. Urso sponsorizza la cessione della siderurgia pubblica che fu – l’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia – a una delle due società che si sono presentate alla gara: il fondo speculativo americano Flacks e il colosso della siderurgia mondiale Jindal. Ambedue i piani, presentati dai rispettivi concorrenti, sono stati ritenuti dai commissari straordinari della ex Ilva inadeguati, insufficienti. Insomma, inaccettabili. Certificata l’inadeguatezza conclamata, palazzo Chigi è stato costretto ad assumersi in prima persona la responsabilità di gestire la vertenza ex Ilva. E ha preso tempo per cercare nuovi interlocutori, cordate che potrebbero partecipare al percorso di fuoriuscita dalla crisi della siderurgia pubblica. Ma per dirla chiaramente, l’unica àncora di salvezza è la guida pubblica, in joint venture con i privati, per salvare Taranto.

Da ricordare la lettera a palazzo Chigi del presidente di centrodestra della Regione Piemonte, e dei sindaci degli stabilimenti piemontesi del gruppo Acciaierie d’Italia di Racconigi e Novi Ligure, perché si impegni nel salvataggio e in un piano industriale garantito dallo Stato. E già, perché ci sono i tubifici che trasformano l’acciaio in prodotti semilavorati fermi. E sostanzialmente sono in Piemonte e in Liguria.

Questa è la politica nei e tra i Palazzi. Ma c’è un’altra rappresentazione di quello che accade, che non coincide con la contrapposizione tra l’ambientalismo prima di tutto e il lavoro a tutti i costi. Non è così. Magari si potesse dibattere, anche animosamente, sul diritto alla “tranquilla vita” e al “paradiso terrestre”, e sulla necessità di dover far vivere il mostro che vomita lava incandescente. A sentire i delegati sindacali, le stesse organizzazioni dei metalmeccanici, è una “illusione ottica” la contrapposizione tra “la borghesia ambientalista tarantina, che odia la fabbrica”, e i lavoratori che “difendono l’acciaieria”, perché non si fanno i conti con la drammaticità della situazione, che mette a rischio la stessa sopravvivenza dell’acciaieria.

3.070
Archiviato inArticoli
TagsAdolfo Urso ex ilva Guido Ruotolo palazzo Chigi Taranto

Articolo precedente

L’Albania rischia di allontanarsi dall’Unione europea

Articolo successivo

Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo

Guido Ruotolo

Articoli correlati

Ex Ilva, ancora in attesa

Electrolux, il conflitto

Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo

L’ex Ilva e il ministro della catastrofe

Dello stesso autore

Ex Ilva, ancora in attesa

Ex Ilva, lo spegnimento dell’area a caldo

L’ex Ilva e il ministro della catastrofe

Ex Ilva, l’attesa e la morte

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Due guerre in stallo: fino a quando?
Giorgio Graffi    14 Settembre 2026
Legge elettorale, verso l’ok al Senato
Stefania Limiti    11 Settembre 2026
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
Ultimi articoli
Ex Ilva, ancora in attesa
Guido Ruotolo    17 Settembre 2026
Legge elettorale: premio, indicazione premier, capilista bloccati, preferenze
Stefania Limiti    16 Settembre 2026
Electrolux, il conflitto
Paolo Andruccioli    16 Settembre 2026
“Campo largo” tra primarie e quarta gamba
Vittorio Bonanni    15 Settembre 2026
Il cielo sopra Pontida (per ora) è sereno
Paolo Barbieri    14 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Ultime recensioni
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA