• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Resistere al clima bellicista

Resistere al clima bellicista

8 Aprile 2022 Rino Genovese  1980

Non ci si deve far trascinare dalla visione dell’orrore. In Etiopia è in corso una “pulizia etnica” contro i tigrini, punto di approdo della guerra in quel Paese (vedi l’articolo del nostro Vittorio Bonanni), e ciò sta avvenendo nell’indifferenza generale. Nel Mali, alla fine di marzo, l’esercito regolare, insieme con i mercenari russi del gruppo Wagner (su cui vedi ancora Bonanni), ha compiuto una strage di civili in un mercato, per dare la caccia ai terroristi jihadisti. Solo in quanto avvezzi alla circostanza che queste atrocità accadano in Africa (hic sunt leones, segnavano gli antichi nelle loro carte), e perché immagini televisive di ciò che è accaduto non ne abbiamo, avvenimenti del genere non ci scuotono. Per quanto riguarda l’Ucraina, invece, l’orrore viene servito giorno dopo giorno.

E allora è necessario ribadire che l’Occidente – l’Europa in particolare – dovrebbe proporre una road map per l’uscita dalla crisi. Sarebbe puerile affidarsi alla Turchia o alla Cina (che tra l’altro non vuole saperne di tentare una mediazione). Le sanzioni, perfino le armi inviate per sostenere Zelensky, vanno bene solo se c’è al tempo stesso uno sforzo diplomatico per arrivare a un “cessate il fuoco” e, successivamente, a un accordo basato – inutile girarci attorno – su una divisione dell’Ucraina. Sarà un nuovo “muro” nel centro del continente europeo? Pazienza! Ma l’intenzione, rivelata dalle esternazioni fuori misura di Biden, di arrivare a rovesciare Putin e la sua cerchia implicherebbe una guerra prolungata, la continuazione dei massacri, senza contare che – dalla caduta di Putin – potrebbe venir fuori addirittura qualcosa di peggiore: per esempio una dittatura militare.

Resistere al clima bellicista che si sta diffondendo in Occidente significa anche modificare la prospettiva con cui guardiamo a questa guerra. La geopolitica (che è una disciplina originariamente conservatrice se non reazionaria) non può essere l’unica chiave di lettura: la Russia, la sua voglia di ricostituire un impero, o la Nato che sarebbe andata a disturbarla giungendo troppo vicino ai suoi confini, non spiegano tutto. Se restiamo chiusi all’interno di quest’ottica rischiamo di perdere l’essenziale. Che è questo: la cosiddetta globalizzazione – cioè commerci e affari a tutta birra – non era che la superficie di una storia più sotterranea e di lungo periodo. La dissoluzione del “socialismo reale”, del suo blocco multinazionale e multietnico, ha sprigionato i mostri di qualcosa rimasto ibernato per decenni in una coesistenza di tempi storici diversi, insieme moderni e arcaico-tradizionali. La ferocia già vista all’opera una trentina di anni fa nelle guerre della ex Jugoslavia – e che all’epoca, infatti, fu interpretata come una sorta di ritorno etno-tribale – è un punto di riferimento per un paragone con quanto si sta verificando in Ucraina. È vero che la Russia qui ha invaso un Paese sovrano – mentre nei Balcani di allora si assisteva allo smembramento di uno Stato federale –, ma il di più di crudeltà che viene profuso è l’indice che qualcosa di analogo è rimasto sottotraccia durante tutti questi anni che ci separano dalla fine dell’Unione sovietica.

Attaccare il “nemico” per cancellarlo dalla faccia della terra – ciò che fu già l’intenzione della guerra di sterminio mossa da Hitler verso Est – è qualcosa di inspiegabile se non si tira in ballo un odio antico, più o meno apertamente razzistico, che trova il modo di venire fuori. Il richiamo di alcuni gruppi, da una parte e dall’altra, al nazismo non va preso alla lettera: come ho già avuto modo di scrivere, si tratta di nazionalismi estremi, in sé differenti da quel progetto di un nuovo ordine europeo e mondiale concepito dall’hitlerismo. E tuttavia è la radicalità del rancore, intorno a cui si costruisce la guerra, che la fa da padrona nei nazionalismi estremi come nel nazismo.

Tutto ciò non è detto per mettere sullo stesso piano l’aggredito e l’aggressore; è detto piuttosto per cercare di comprendere come sia indispensabile proporre una via di uscita basata sulla ricerca di un compromesso. Pensare che l’Ucraina sarebbe già bella e pronta, se solo vincesse la guerra, per far parte dell’Unione europea sarebbe conferire ipso facto a quel Paese una maturità democratica che dovrebbe forse ancora raggiungere. Chi è per un federalismo europeo non può che rallegrarsi dell’ingresso di un nuovo membro nel processo di integrazione. Al tempo stesso, però, la prudenza è d’obbligo: e un Paese belligerante – che, in una possibile soluzione negoziale, sarebbe addirittura diviso – non potrebbe entrare a farvi parte. Se almeno queste basi fossero chiare, si potrebbe ricominciare a parlare di una iniziativa diplomatica.

Infine, altro aspetto della questione per nulla secondario. Una guerra è un momento di “distruzione creatrice”, come avrebbe detto Schumpeter. Dal radere al suolo oggi le città e i villaggi nasce l’affare della ricostruzione di domani. È una delle poste in gioco. Chi sarà a ricostruire l’Ucraina? Saranno le imprese occidentali o i potentati russi? È un quesito aperto. Ma nel sistema capitalistico – di cui sia gli Stati Uniti e l’Europa sia la Russia fanno parte, pur con le loro specificità – è un nodo non da poco. Nella trattativa che a un certo punto dovrà pure aprirsi, si vedrà come una probabile divisione dell’Ucraina sarà condizionata anche da questi interessi.

2.005
Archiviato inEditoriale Ucraina
TagsEuropa guerra Nato nazionalismi nazismo Rino Genovese Russia Ucraina

Articolo precedente

Una rottura negli studi migratori: Alessandro Dal Lago

Articolo successivo

Parlamento, rissa in commissione sulle tasse

Rino Genovese

Articoli correlati

Il Far West dell’estrema destra e noi

Meloni nel suo brodo

Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali

Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo

Dello stesso autore

Il Far West dell’estrema destra e noi

Meloni nel suo brodo

Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali

Meloni frustrata nella sua ricerca di un capo

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Meloni nel suo brodo
Rino Genovese    15 Luglio 2026
Fronte ucraino, il rischio è quello di un allargamento della guerra
Giorgio Graffi    13 Luglio 2026
Ordine pubblico e democrazia
Guido Ruotolo    9 Luglio 2026
Ultimi articoli
Cosa si sa delle università telematiche
Paolo Barbieri    21 Luglio 2026
Legge elettorale, Vannacci scompiglia la destra
Stefania Limiti    20 Luglio 2026
Porto di Fiumicino, prima vittoria
Marianna Gatta    20 Luglio 2026
Una settimana nella vita di Nigel Farage
Agostino Petrillo    16 Luglio 2026
Myanmar, centomila morti e uno Stato fallito
Marco Santopadre    15 Luglio 2026
Ultime opinioni
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Una casa per il circolo Gianni Bosio?
Paolo Andruccioli    3 Luglio 2026
Chiesa, i lefebvriani all’attacco
Rino Genovese    2 Luglio 2026
Elly Schlein e l’establishment
Rino Genovese    26 Giugno 2026
Ultime analisi
La pelle del serpente: tutte le metamorfosi di AfD
Agostino Petrillo    10 Luglio 2026
Negli Stati Uniti è cominciata la crisi fiscale
Massimo Florio*    8 Giugno 2026
Ultime recensioni
Enciclica. L’umanità alla prova della Babele dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    10 Luglio 2026
Genocidio del Ruanda, una “Lettera all’assente”
Katia Ippaso    29 Giugno 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA