• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Accedi
Home » Recensioni » Pasolini. Vita, morte e niente miracoli

Pasolini. Vita, morte e niente miracoli

Un libro ricostruisce l’intensa attività giornalistica dello scrittore. Con uno sguardo puntato anche sul romanzo incompiuto “Petrolio”

10 Settembre 2025 Luca Baiada  1596

Con Pasolini giornalista. Vita e morte di un cottimista della pagina (edito da Effigie), Giovanni Giovannetti rimedia a un vuoto trascurato troppo a lungo: realizza una mappatura degli scritti di Pasolini su giornali e periodici, compresi quelli rimasti fra le pieghe del discorso biografico e letterario. E fa di più: a partire da questo, accompagna nel lungo percorso dello scrittore, dagli esordi, all’inizio degli anni Quaranta, sino alla tragica morte nel 1975.

Diciamo subito che Giovannetti, fotografo e autore di immagini dense, prensili, scattate qualche settimana prima del delitto di Ostia, si tiene alla larga da qualsiasi agiografia. In più di trecento pagine, non solo ripercorre la storia di Pasolini insieme a quella della società italiana, ma riesce a presentare senza falsi riguardi anche i lati spiacevoli e i vicoli ciechi del personaggio. Dalla lontana collaborazione a riviste fasciste sino a discutibili contatti con Pannella e Andreotti; dagli articoli d’occasione più polemici e sfrontati sino alle dichiarazioni pubbliche volutamente provocatorie. Lo scrittore ne esce più umano, più comprensibile nelle sue contraddizioni, e insomma frequentabile senza il fardello di letture sdolcinate.

Anche le oltre centocinquant’immagini, comprese quelle realizzate dall’autore, contribuiscono alla ricostruzione di un lungo viaggio, sicché il volume si lascia maneggiare con un’agilità di frequentazione che alleggerisce la mole ponderosa di dati. L’attenzione al libro grosso, a Petrolio, è minuziosa e robusta, perché Giovannetti ha rigore nel rimettere in ordine le cose, rispetto a tutte le edizioni realizzate negli anni. Compresa l’ultima, quella del 2022, che sembra completa ma è incrinata anch’essa da qualche imprecisione significativa. Il punto nevralgico della questione riguarda la posizione, tipografica e semantica, di alcuni testi originali di Eugenio Cefis, che Pasolini avrebbe voluto inseriti nel romanzo e che hanno fatto fatica a prendere il loro posto corretto. Per un cortocircuito atroce fra sperimentazione letteraria e militanza civile, cioè fra opera e vita, oggi diventano un valore aggiunto dello scottante testo pasoliniano e insieme un vettore significativo nella dinamica della morte del suo autore.

Ammettiamolo. Quel delitto tremendo di mezzo secolo fa ci intossica ancora come un veleno. È una scimmia svergognata che ride sulle spalle della cultura italiana. Da decenni c’è una coscienza divisa – teniamo da parte i commenti compiaciuti per la “fine da frocio” – fra atteggiamenti riduzionisti, banalizzanti, e disinvolti assemblaggi di congetture. In fondo, e da questo Pasolini giornalista si distanzia di netto, su quel crimine sabbioso e novembrino le versioni comode e quelle cervellotiche pescano insieme, si può dire all’unisono, nel caso clamoroso in odore di cronaca nera, per confezionare rami diversi di una stessa letteratura di genere. Va detto, però, che non tutta quella produzione si rivela ugualmente redditizia per i suoi autori; sulla morte di Pasolini le versioni timide sembrano quelle gradite, anche negli ambienti dell’industria culturale, mentre quelle che cercano approfondimento finiscono per mettere in cattiva luce chi le propone.

Giovannetti – forse proprio perché fotografo? – sa usare il grandangolo. Così fa vedere ambiguità e doppiogiochismi nell’Italia occupata dai tedeschi, poi afferra lo zoom e stringe sino a fatti degli anni Sessanta, Settanta, Ottanta, in un vorticare di figure messe a fuoco senza preavviso. Ecco fascisti implicati in patti loschi, criminali comuni che reggono il gioco al potere politico per gli incarichi sporchi, “mondi di mezzo” stratificati oltre ogni prevedibilità, persino qualche magistrato e criminologo da collocare nello scenario del potere romano.

Vale la pena prendere in considerazione il materiale ricco portato a sostegno dell’interpretazione dell’omicidio. Pasolini giornalista ci vede una pluralità di interessi pesanti, riferibili al più spregiudicato notabilato e compiaciuti che fosse silenziato un intellettuale scomodo. Ma soprattutto vede campeggiare la presenza ingombrante, ampia e badiale, di Eugenio Cefis, che oltre a essere un affarista – dello Stato e per suo conto personale – era un ex partigiano. Era anche un uomo proveniente da quel Nord-est in cui lo stesso Pier Paolo era cresciuto, e in cui il fratello Guido aveva partecipato alla Resistenza, per poi cadere, sul finire della guerra, per mano di partigiani comunisti. Cefis, in particolare, era interessato a evitare l’uscita di Petrolio, un libro della cui gestazione, caparbia e viscerale, molti erano al corrente.

Quanto alla progettazione e realizzazione concreta della soppressione dello scrittore, Giovannetti riprende lo schema della catena oscura nella formazione di una decisione e nella trasmissione degli ordini; un nesso che collega ambienti insospettabili, esecutori, fiancheggiatori e all’occorrenza depistatori. Calarsi in quegli anni significa lambire il caso Moro, la banda della Magliana, la loggia P2 e molto altro, per disegnare una rete di cointeressenze che è bene soppesare.

Fra i meriti del volume c’è la presentazione di una vasta messe di dati e connessioni che propongono senza impegnare, e che a volte si limitano a offrire spunti di riflessione e accostamenti, per favorire una lettura critica degli elementi, da sviluppare in varie direzioni.

810
Archiviato inRecensioni
TagsGiovanni Giovannetti Luca Baiada Pier Paolo Pasolini

Articolo precedente

Israele sempre più senza freni

Articolo successivo

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Luca Baiada

Articoli correlati

La partita degli “antifa” non finisce mai

Radiografare le memorie della Resistenza

Parola di Francesca Albanese

Qualche domanda sul caso Sala-Abedini

Dello stesso autore

La partita degli “antifa” non finisce mai

Radiografare le memorie della Resistenza

Parola di Francesca Albanese

Qualche domanda sul caso Sala-Abedini

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
L’Europa e il Putin dell’Occidente
Rino Genovese    12 Gennaio 2026
Equità fiscale e testardaggine
Paolo Barbieri    7 Gennaio 2026
È fuori dal tempo bandire gli smartphone dalle scuole
Stefania Tirini    5 Gennaio 2026
Ultimi articoli
Guerra aperta ad Aleppo tra le forze curde e quelle di al-Sharaa
Eliana Riva    13 Gennaio 2026
Trump, il pretesto della lotta al narcotraffico, le minacce
Claudio Madricardo    13 Gennaio 2026
Referendum: al via la campagna per il “no”
Stefania Limiti    12 Gennaio 2026
Quell’antico amore per la Groenlandia
Vittorio Bonanni    8 Gennaio 2026
La Palestina e la fabbrica dell’opinione pubblica
Agostino Petrillo    7 Gennaio 2026
Ultime opinioni
L’aria della città ha smesso di rendere liberi
Enzo Scandurra    15 Dicembre 2025
Delrio, da Israele con amore  
Vittorio Bonanni    12 Dicembre 2025
Ignoranza è incapacità di distinguere
Stefania Tirini    9 Dicembre 2025
Siamo tutti palestinesi
Tessa Pancani e Federico Franchina    24 Novembre 2025
A Prodi la sinistra non piace
Vittorio Bonanni    18 Novembre 2025
Ultime analisi
Sulla libertà di parola e l’antisemitismo
Giorgio Graffi    9 Gennaio 2026
Che cosa sono i clan a Gaza
Eliana Riva    21 Ottobre 2025
Ultime recensioni
La partita degli “antifa” non finisce mai
Luca Baiada    12 Gennaio 2026
La riproposta di “Vogliamo tutto”
Rino Genovese    5 Gennaio 2026
Ultime interviste
Arte e “creatività” nell’era dell’intelligenza artificiale
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2026
“Il nostro Pd è un partito vincente”
Paolo Andruccioli    23 Dicembre 2025
Ultimi forum
È pensabile un programma per la sinistra?
Paolo Andruccioli    8 Ottobre 2025
Forum su movimenti e partiti
Paolo Andruccioli    8 Gennaio 2025
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Elly Schlein Europa Francia Gaza Genova Germania Giorgia Meloni governo draghi governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Mario Draghi Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri papa partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA