• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Editoriale » Stragi di mafia. Dell’Utri non parlerà

Stragi di mafia. Dell’Utri non parlerà

19 Luglio 2023 Stefania Limiti  1318

Marcello Dell’Utri non parla, non parlerà mai. Ieri (martedì 18 luglio) la procura di Firenze lo aspettava, per sentirlo nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti delle stragi del 1993 in cui l’ex senatore è indagato – insieme con Silvio Berlusconi prima della sua dipartita. Ma Dell’Utri ha fatto sapere, tramite il suo avvocato Francesco Centonze, di volersi avvalere della facoltà di non rispondere.

La scorsa settimana gli investigatori della Dia di Firenze e di Milano avevano perquisito la sua abitazione, sempre su disposizione della procura di Firenze, sequestrando anche alcuni materiali, come riportato da “Repubblica”, non risparmiando i suoi uffici in via Senato a Milano. Dunque, dopo anni e anni, e due inchieste già archiviate, i procuratori Turco e Tescaroli stanno rilanciando le attività investigative attorno alla ipotesi di un ruolo di Dell’Utri (e di Berlusconi) nei mesi dell’assalto stragista del 1992-93. Non sappiamo ancora quale sia il punto di forza dell’accusa, conosciamo solo il quadro generale: secondo la procura di Firenze, da quel che si è appreso in questi giorni, Dell’Utri avrebbe istigato e sollecitato il boss Graviano a organizzare e attuare la campagna stragista per contribuire a creare le condizioni per un’affermazione di Forza Italia, il nuovo partito fondato da Berlusconi (formalmente nel luglio ’93, la “discesa in campo” arrivò nel gennaio successivo), con il fattivo contribuito di Dell’Utri. L’accordo consisteva più o meno nello scambio tra la realizzazione delle stragi, da parte di Cosa nostra, e, dopo la vittoria elettorale di Berlusconi, che si sarebbe imposto a suon di bombe, la promessa da parte di Dell’Utri, tramite Berlusconi, di indirizzare la politica legislativa del governo verso provvedimenti favorevoli a Cosa nostra in tema di trattamento carcerario, collaboratori di giustizia e sequestro di patrimoni. I boss mafiosi si illusero, dunque, di avere trovato di nuovo il loro partito delle “vacche grasse”, come lo era stata la Dc sin dalla nascita della Repubblica: non avevano fatto i conti con la fine della guerra fredda e, forse (se verrà provato), con la spericolatezza della coppia di amici, Marcello e Silvio.

Sulle terribili stragi del ’93 conosciamo molto per le dichiarazioni dei pentiti di mafia, ma non tutto. Mancano molti esecutori materiali, le modalità d’individuazione degli obiettivi: nessuno può ragionevolmente credere che sia stata un’autonoma scelta dei Graviano e dei loro collaboratori, fedeli, spietati, ma non colti da conoscere il Pac di Milano (il Padiglione di arte contemporanea), la Torre delle Pulci di Firenze, la chiesa del Velabro. Non sappiamo chi suggerì di rivendicarle (non era nello stile della mafia) utilizzando la denominazione della Falange armata – che ne sapevano i mafiosi, criminali con i loro modi, di questa roba da terroristi professionali? 

Tutto questo rende il quadro delle stragi incerto ma, da alcuni tasselli – e, secondo gli inquirenti fiorentini, si può sostenere ragionevolmente che l’attacco destabilizzante puntava a indebolire il governo Ciampi, allora alla guida del Paese –, era volto a diffondere il panico e la paura tra i cittadini, in modo da favorire l’affermazione del progetto politico di Berlusconi e Dell’Utri, costruendo le condizioni di ostacolo per l’avvento di un governo progressista. Il che non era così impossibile, vista la forza d’urto delle campagne di rinnovamento della classe dirigente delle grandi città, dove vinsero sindaci che annunciavano aria nuova e speranze di riforma del Paese, che sembravano fino ad allora smarrite.

Il patto Dell’Utri-Berlusconi non nasce del resto lì, come abbiamo già raccontato (vedi qui). È stato così incredibilmente forte che, in punto di morte, Silvio ha lasciato una montagna di denaro all’amico: quei trenta milioni che avrebbero provocato in Marcello un lunghissimo pianto di commozione.

Naturalmente, l’azione dei pm fiorentini è irta di ostacoli, al di là della difficoltà dell’inchiesta stessa. Nel senso che si muove in un ambiente politico completamente, chiaramente e pubblicamente ostile. Marina Berlusconi ha difeso il padre con una lettera affidata a “Il Giornale”, nella quale sostiene la tesi, non nuova, dell’accanimento giudiziario: ci sta, è la figliola. Anche se si è spinta oltre, parlando di ‘teoremi di pm intoccabili’, facendo intendere che vadano toccati. La signora non ha inteso commentare, ovvio, la sentenza della Cassazione che ha definitivamente provato il ruolo di intermediario svolto da Dell’Utri tra Cosa nostra palermitana e la Fininvest di suo padre.

La difesa di Dell’Utri parla di tesi del tutto incredibile e fantasiosa, basata su carte già ampiamente esaminate dalle autorità giudiziarie negli ultimi trent’anni: ma l’avvocato è pagato per difendere il suo assistito, ci sta. Si può perdonare anche la forzatura di avere evocato la violazione del segreto istruttorio. Pura fantasia, ma ogni difesa ha diritto ai suoi argomenti per strampalati che siano.

Meno comprensibile e naturale è la difesa d’ufficio fatta dalla destra con attacchi minacciosi contro l’iniziativa giudiziaria, una interrogazione che chiede l’invio di ispettori presso la procura fiorentina – alla quale non è stata data risposta, si attendono evoluzioni – e l’invocazione di una riforma della giustizia che possa definitivamente impedire a ogni magistratura di toccare la politica. Invocando, direttamente, la fine dello Stato di diritto pur di salvaguardare se stessa.

1.341
Archiviato inEditoriale
TagsCosa nostra Forza Italia Giuseppe Graviano inchiesta mandanti stragi 93 Marcello Dell'Utri procura di Firenze Silvio Berlusconi Stefania Limiti stragi di mafia

Articolo precedente

La scomparsa di Luigi Bettazzi

Articolo successivo

Scuola, il miglior contratto possibile?

Stefania Limiti

Seguimi

Articoli correlati

Legge elettorale: premio, indicazione premier, capilista bloccati, preferenze

Legge elettorale, verso l’ok al Senato

Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti

Rogoredo, l’assassinio di un pusher

Dello stesso autore

Legge elettorale: premio, indicazione premier, capilista bloccati, preferenze

Legge elettorale, verso l’ok al Senato

Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti

Rogoredo, l’assassinio di un pusher

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Due guerre in stallo: fino a quando?
Giorgio Graffi    14 Settembre 2026
Legge elettorale, verso l’ok al Senato
Stefania Limiti    11 Settembre 2026
Legge elettorale, la destra litiga ma va avanti
Stefania Limiti    8 Settembre 2026
Ultimi articoli
La Corea del Nord rafforza i legami con la Russia
Marco Santopadre    18 Settembre 2026
Ex Ilva, ancora in attesa
Guido Ruotolo    17 Settembre 2026
Legge elettorale: premio, indicazione premier, capilista bloccati, preferenze
Stefania Limiti    16 Settembre 2026
Electrolux, il conflitto
Paolo Andruccioli    16 Settembre 2026
“Campo largo” tra primarie e quarta gamba
Vittorio Bonanni    15 Settembre 2026
Ultime opinioni
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Renzi e la sua volontà di sopravvivere
Vittorio Bonanni    27 Luglio 2026
La Francia vieta i social agli “under 15”
Stefania Tirini    27 Luglio 2026
Cattolici, il moderatismo non serve
Vittorio Bonanni    17 Luglio 2026
Marine Le Pen si prepara a perdere le presidenziali
Rino Genovese    13 Luglio 2026
Ultime analisi
Sul declino industriale dell’Occidente (2)
Vincenzo Comito    14 Settembre 2026
Sul declino industriale dell’Occidente (1)
Vincenzo Comito    10 Settembre 2026
Ultime recensioni
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Le diseguaglianze in questione
Paolo Andruccioli    24 Luglio 2026
Ultime interviste
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
“La Russia? Non è più un nostro nemico”
Paolo Andruccioli    18 Giugno 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia armi Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA