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Parliamo di salario minimo. Adesso

Sepolti da un anno a questa parte da un eccesso di retorica bellica ed emergenziale causata dallo choc pandemico globale, facciamo un po’ di...

Il Grillo “MiTE” e la crisi dei 5 Stelle

Per quanto possa sembrare incredibile, nel mese di marzo 2021 non è del tutto insensato chiedersi cos'è, com'è fatto e dove va il Movimento...

Washington, quel piccolo grande passo sulla Digital Tax

Un piccolo passo indietro per gli Stati Uniti, un grande passo avanti - per ora solo potenziale - per l'equità fiscale: è una svolta...

Fisco atlantico o fisco europeo? Quello che Draghi non ha spiegato

L'autorevolezza riconosciuta di Mario Draghi gli risparmierà probabilmente l'imbarazzo che sarebbe toccato ad altri dopo la scoperta, ad opera del giornalista economico Carlo Clericetti,...

Il M5S è spaccato, punto interrogativo sul Pd

"Cosa resterà di questi anni Ottanta", diceva una vecchia canzone. Cosa resterà del Movimento 5 stelle è domanda d'attualità sulla quale è d'obbligo astenersi da troppe certezze e limitarsi a fare ipotesi, più che previsioni. Nell'ultimo anno e mezzo, pagando pegno (dopo la crisi del Papeete scatenata da Matteo Salvini) alla formidabile macchina di propaganda del centrodestra e alle sue debolezze strutturali, la creatura politica tenuta a battesimo in un'altra era geologica da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio è entrata a far parte di un abbozzo di coalizione politica. Coalizione che comprenderebbe il Partito democratico e le truppe sciolte di Liberi e Uguali. Ma il blitz di Matteo Renzi, che (alla vigilia di una importante tornata di nomine pubbliche ma soprattutto della stagione della gestione del Recovery Plan) ha disarcionato Giuseppe Conte anche per impedire il consolidamento di questo asse politico, ha mostrato tutta la fragilità dell'operazione politica. Sui due lati: il primo è quello del Pd, che per una parte significativa e forse maggioritaria dei suoi gruppi parlamentari e dei gruppi dirigenti diffusi preferisce altre compagnie; il secondo quello del M5S, che si è spaccato, stavolta non con la consueta uscita di poche unità di "dissidenti" e per la prima volta corre il rischio reale della nascita di un gruppo scissionistico alternativo con qualche figura nota al suo interno. Il corpaccione dei gruppi parlamentari e degli iscritti non è stato in grado di digerire la sconfitta sulla trincea scavata a difesa del Conte 2 e l'inversione a U dettata dai vertici con l'adesione al governo presieduto da Mario Draghi, uno dei bersagli storici della polemica di Grillo e soci.

Quale futuro per l’Europa

Le linee guida per la ripresa economica dopo la pandemia come potranno incidere sul destino dell'Unione che si trova ora davanti a un bivio: verso una maggiore integrazione o una “integrazione differenziata”

Dietro le quinte del Recovery Plan

Il lungo braccio di ferro sul Recovery Plan non era sul Recovery Plan, o Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Quanto meno non...