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Ex-Ilva, urge l’avvio della transizione ecologica

Con questo striscione, il 14 maggio scorso, eravamo a manifestare sotto al ministero dello Sviluppo economico, rivendicando una vera svolta dal punto di vista...

La “bestia” ferita

Ancora pochi giorni di campagna elettorale, e lunedì prossimo sapremo chi avrà vinto nelle grandi città (Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna), in attesa di eventuali ballottaggi, e alla Regione Calabria. È un buon test elettorale, a pochi mesi dalla fine del semestre bianco e da un chiarimento politico in parlamento. La Lega appare ormai come una grande balena arpionata che affanna per liberarsi dalle lame taglienti e tornare a solcare i mari della politica da vincitrice. Non è certo un buon periodo, per Matteo Salvini e il Carroccio. Dentro il partito c’è aria di crisi, di scontro politico e di potere. Fuori, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni rastrella reduci e transfughi dalla Lega e da Forza Italia. Colpisce la “bestia” ferita a morte. La “bestia” era la funesta macchina da guerra (mediatica) inventata da Salvini e dal suo collaboratore Luca Morisi, finito all’angolo per una storia di droga.

Soffre Salvini, che nell’ultima campagna elettorale per le regionali si presentò al Pilastro di Bologna citofonando a un inquilino di una palazzina, per chiedere se fosse quella casa un luogo di spaccio di droga. È vero che i “tifosi” non sanno guardare, valutare l’imprevisto che dovrebbe sconvolgere certezze e distruggere miti. Chi ama perdona, sembra dire Salvini, rivolto a Morisi. E i militanti della Lega oggi non sanno se perdonare il loro leader.

Ex Ilva, il governo come Ponzio Pilato

Il mestiere del sindacalista è duro. Ha bisogno di un innato ottimismo per convincere la controparte, per fare capire le ragioni dei lavoratori in un mondo in cui contano solo il denaro e le compatibilità di mercato. Deve avere pazienza, il sindacalista, e resistere un minuto di più del padrone (come si diceva nel secolo scorso). Ma alla vigilia del tavolo al ministero del Lavoro, convocato per domani, non c’è un grande ottimismo tra i sindacalisti. Dice Gianni Venturi della Fiom-Cgil nazionale: “Ho la sensazione che il governo sia in balia degli eventi”. Insomma fa la parte di Ponzio Pilato.

La vicenda spinosa a cui ci riferiamo è quella dell’ex Ilva oggi Acciaierie d’Italia. Dopo la condanna penale in primo grado per inquinamento doloso e una sfilza di reati ambientali, con la confisca dell’area a caldo, ormai risalente a più di un mese fa, e il ribaltamento del Consiglio di Stato sulla chiusura della stessa area a caldo voluta dal sindaco e confermata dal Tar, siamo adesso tornati all’inizio di quella che è stata, fin dal principio, una tela di Penelope.