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Fascismo grigio

I fatti di Roma e l’assalto alla sede della Cgil hanno rimesso al centro dell’opinione pubblica l’annosa questione della reviviscenza del fascismo in Italia. Se l’attenzione è oggi concentrata su di alcune organizzazioni le cui sigle affollano i giornali, e di cui si chiede lo scioglimento, esiste però un humus più complesso e profondo, in cui le strutture organizzate assurte all’onore della cronaca odierna affondano le radici.

La cosa non deve sorprendere: il fascismo non è affatto una ideologia consegnata alla storia, un pezzo tragico di Novecento da dimenticare, ma mostra una nuova vitalità non solo nel nostro paese. Basti pensare all’attacco a Capitol Hill che, pur nei suoi tratti grotteschi, rappresenta una testimonianza del riaffiorare di un “fascismo nuovo” negli Stati Uniti, in cui si mescolano confusamente elementi del vecchio fascismo storico e nuove componenti: cospirazionismo New Age, suprematismo bianco, anarco-conservatorismo. Il discorso, con importanti differenze, vale anche per l’Europa, in particolare per l’Italia, come ha mostrato un recente libro dell’antropologa tedesca Lene Faust, intitolato Neofaschismus in Italien, frutto di una ricerca sul campo durata diversi anni, che ha avuto il suo focus su Roma.

Meloni a Madrid in formato “nero Vox”

Presentata dal conduttore dell’evento come “la speranza di tutti i patrioti”, Giorgia Meloni sale sul palco di Vox, a Madrid, accolta con entusiasmo dalle...

La nuova destra è uguale alla vecchia

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Se Gramsci lo legge Giorgia Meloni

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Postfascisti, per meglio dire neopoujadisti

Pierre Poujade, chi era costui? Un cartolaio di un piccolo borgo nella Francia centrale, che negli anni Cinquanta del secolo scorso diede vita a un sindacato dei commercianti dal forte accento antifiscale. Si presentò alle elezioni, ottenendo un certo successo, con un movimento denominato Unione e fraternità francese. Tra le sue file, fu eletto per la prima volta il padre di Marine Le Pen, quel Jean-Marie che successivamente fondò il Fronte nazionale con la benedizione di Giorgio Almirante, riprendendo dal Movimento sociale italiano il simbolo della fiamma tricolore, finito poi nell’emblema di Fratelli d’Italia.

“Tutto si tiene”, come dicono i francesi. La storia talvolta va a ritroso: essere “postfascisti” può significare essere “prelepenisti” o “neopoujadisti”. La proposta venuta da Meloni e dai suoi (ma respinta in Senato) di destinare i soldi del cashback, cioè il parziale rimborso delle spese effettuate con carta di credito, anziché agli utenti, ai ristori per le aziende in difficoltà, va collocata infatti all’interno di una prospettiva prettamente poujadista. La misura voluta dal governo Conte 2, disincentivando l’uso del denaro contante, è stata una mossa concreta contro l’evasione fiscale, nella quale si distinguevano, ben prima della crisi sanitaria, molti negozianti. Proporre di assegnare i soldi, invece che agli acquirenti, al sostegno per i venditori, è la stessa cosa che dire a questi ultimi: “Tranquilli, evadete pure, anzi vi giriamo anche quel piccolo premio che si pensava di dare a chi utilizza la moneta elettronica per i pagamenti”.

Se Gramsci lo legge Giorgia Meloni

Mentre “noi” (qualunque schiera di individui tale pronome designi) ci infervoriamo nel discutere di meri cartelli elettorali da costruire in fretta per contrastare la...