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Home » Articoli » Meloni a Madrid in formato “nero Vox”

Meloni a Madrid in formato “nero Vox”

La leader di Fratelli d’Italia è volata in Spagna per rinsaldare i rapporti con il partito di estrema destra di Santiago Abascal

12 Ottobre 2021 Elena Marisol Brandolini  1503

Presentata dal conduttore dell’evento come “la speranza di tutti i patrioti”, Giorgia Meloni sale sul palco di Vox, a Madrid, accolta con entusiasmo dalle migliaia di persone presenti alla convenzione dell’estrema destra spagnola, “Agenda España”, in contrapposizione con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’intervento della politica italiana dura poco meno di venti minuti, è in lingua spagnola e contiene tutti gli elementi propri della nuova e antica estrema destra europea. Oltre al tormentone con cui rivendica la propria identità – “sono Giorgia, donna, madre, italiana, cristiana” –, Meloni parla dell’attacco portato dai migranti alle “frontiere delle nostre nazioni e dell’Europa”, della “supposta libertà” in nome della quale si offrono droghe, si attaccano la famiglia e l’identità sessuale.

Alla vigilia della festa nazionale spagnola, che celebra la conquista dell’America, Meloni difende Cristoforo Colombo, contraria a che ne sia rimossa la statua, simbolo di un’epopea, perché “le statue non si abbattono in Europa, le statue le abbattono i talebani”.

Come italiana si scusa “per il doloroso comportamento dell’Italia” sull’arresto e sulla liberazione dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont, rivendicando il diritto dei paesi a giudicare i propri cittadini secondo le proprie leggi interne. D’altronde, “l’Unione europea è una caricatura della civiltà europea”, e Meloni è venuta a Madrid apposta, per confermare il suo impegno in un lavoro comune per costruire “l’Europa dei patrioti”.

Non è la prima volta che Meloni incontra Santiago Abascal, il leader di Vox. È già venuta altre volte per rendere più solido l’asse tra Fratelli d’Italia e l’estrema destra spagnola e “costruire un’Europa alternativa di Stati liberi e sovrani”, come twitta alla fine della manifestazione di domenica. E Vox non è una qualunque estrema destra europea, è il partito in Spagna che incarna il neofranchismo.

Abascal ha detto che il governo di Pedro Sánchez è il peggiore della storia degli ultimi ottant’anni, includendo quindi i quaranta di dittatura. Si è sempre opposto al trasferimento del corpo del dittatore dal Valle de los Caídos al cimitero del Pardo. In un’intervista concessa al quotidiano conservatore “ABC”, nel 2019, disse che tutti hanno spazio in Vox, anche quelli “che difendono l’opera di Franco”.

Oggi Vox siede nel parlamento spagnolo con un nutrito gruppo di parlamentari, e nei consigli regionali di diverse comunità. La sua politica ha ingaggiato una competizione con il Partido popular, spostandolo verso una deriva di estrema destra. La sua Agenda España propone gli stessi temi di sempre: ricentralizzazione dello Stato, soppressione di diritti di cittadinanza e ostilità nei confronti del movimento delle donne e di quello Lgbtqia, xenofobia contro il presunto rischio d’islamizzazione, recupero della sovranità giudiziaria contro la prevalenza del diritto comunitario.

Meloni è andata a Madrid a rinsaldare il patto d’azione con questo partito dell’estrema destra spagnola. Il giorno prima, davanti all’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil, aveva dichiarato di non conoscerne la matrice.

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