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La Germania va da sola

Il 28 settembre scorso il parlamento tedesco si è espresso, a larga maggioranza, contro una mozione presentata dalla Cdu-Csu riguardante la consegna di armi...

Germania: scoppia la polemica sui motori a combustione

Una polemica arroventata ha nelle ultime settimane scosso la coalizione “semaforo” al governo della Germania. Tutto è nato dal leader liberale, Christian Lindner, anche...

Uno strano viaggio: Schröder a Mosca

Ha suscitato molti interrogativi il viaggio intrapreso la settimana scorsa dall’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che si è recato improvvisamente a Mosca, dove ha...

Il nucleare europeo e i dilemmi della coalizione “semaforo”

Il sole che ride ammiccante, associato alla scritta Atomkraft nein danke (“energia atomica no grazie”), è un ricordo che accompagna tutta una generazione di militanti antinucleari. I verdi tedeschi sono stati tra gli antesignani del movimento di critica all’impiego del nucleare per la produzione di energia già molto prima della catastrofe di Chernobyl. Ricordo che da ragazzo mi colpì il racconto di un amico che descriveva la loro presenza di massa e la loro organizzazione durante quella che è passata alla storia come la “battaglia di Malville” del 1977, una giornata di scontri violenti che si svolsero intorno a un’allora costruenda centrale francese, e a cui parteciparono anche molti militanti italiani. Questo avveniva ancor prima che si costituissero formalmente in partito nel 1980, e cominciassero il loro lungo processo di conquista delle istituzioni.

Oggi che i verdi sono uno degli elementi integranti della colazione che governa la Germania, non è difficile immaginare come la decisione di includere il nucleare nella “tassonomia verde” delle energie in cui investire per la transizione ecologica dell’Unione europea sia stata tormentata, e abbia scosso non poco le acque all’interno della coalizione. Due importanti ministri del governo, Robert Habeck, che presiede al dicastero Economia e protezione del clima, e Steffi Lemke, che sta all’Ambiente, hanno espresso durissime critiche alla decisione presa in sede europea. Habeck ha liquidato con disprezzo tutta la faccenda come greenwashing, mentre Lemke ha tuonato alla radio di una “gravissima falsificazione” in corso, pur ammettendo che sarà difficile “fare macchina indietro”.

Germania, con Scholz una svolta per l’Europa?

A fine novembre Olaf Scholz, nel presentare ufficialmente il documento programmatico “Osare più progresso”, sottoscritto dalle tre forze che compongono la coalizione “semaforo”, ha...