• Skip to primary navigation
  • Skip to main content
  • Skip to primary sidebar
  • Skip to footer

Giornale politico della fondazione per la critica sociale

  • Home
  • Chi siamo
  • Privacy Policy
  • Da leggere/da non leggere
  • Accedi
Home » Articoli » Guerra ed elezioni nel “dark web”: una lezione dalla Svizzera

Guerra ed elezioni nel “dark web”: una lezione dalla Svizzera

Nel nostro Paese si continua a ignorare il fenomeno dell’“hacktivism” in rete. Un report degli apparati di sicurezza elvetici sul ruolo della Russia

2 Settembre 2022 Michele Mezza  1621

Le polemiche che stanno coinvolgendo il comitato parlamentare di sorveglianza dei servizi segreti (Copasir), presieduto da Adolfo Urso di Fratelli d’Italia, circa le interferenze e manomissioni che operano in rete sulla campagna elettorale, ci confermano che ormai gran parte della comunicazione politica passa per canali non visibili, in quello spazio insondabile che chiamiamo dark web, che altera radicalmente il processo di formazione dell’opinione pubblica, basato proprio sulla condivisione trasparente dei contenuti. Singolare è il sostanziale silenzio dei partiti, come il Pd. Che pure è colpito da queste strategie che sono, secondo dati riconosciuti internazionalmente, promossi prevalentemente da centrali che operano direttamente alle dipendenze dei servizi russi.

Il report del servizio informazioni della Confederazione elvetica, rilanciato da “Repubblica” qualche giorno fa, denuncia, con un corredo di documenti, l’uso di server russi dislocati nel territorio svizzero per interferire nei diversi Paesi europei. In particolare, gli apparati di sicurezza di Zurigo guardano all’Italia come anello debole dell’Unione europea, proprio nel corso dell’attuale campagna elettorale. Si denuncia un’attività di inquinamento dei flussi informativi, diretti individualmente a migliaia di singoli elettori. Il tutto nell’inattività completa delle autorità competenti del nostro Paese, a partire dall’Agcom.

Appare interessante, proprio ai fini del contrasto di queste strategie di infiltrazione, l’attività e la struttura dell’ente che ha elaborato il report citato da “Repubblica”: la Centrale di annuncio e di analisi per la sicurezza dell’informazione. Si tratta di un organismo istituito in Svizzera nel lontano 2004, a tre anni dall’11 settembre, quando i più avvertiti esponenti dei sistemi di sicurezza avevano già percepito le turbolenze che si sarebbero ripercosse lungo le reti digitali.

Il primo ottobre del 2004, infatti, viene costituita l’agenzia con il compito di monitorare lo scenario complessivo dell’informazione del Paese. L’elemento più originale e rilevante riguarda proprio la connessione fra sistemi informatici e quadro della comunicazione. L’agenzia svizzera, a differenza delle diverse agenzie italiane, ha il mandato di analizzare costantemente proprio le anomalie che collegano il mondo della rete ai fenomeni dell’informazione, con l’obbligo di formulare un rapporto semestrale su quanto affiora nell’infosfera.

Nel 2008, quattro anni dopo la sua costituzione, l’agenzia scrive nel suo settimo rapporto (gennaio-giugno 2008): “Questa evoluzione esige un ripensamento: d’ora in poi ci si dovrà focalizzare sulla protezione dell’informazione e prescindere dalla protezione esclusiva dei computer e delle reti sui quali sono archiviate le informazioni, il che comporta una gestione rafforzata delle informazioni e dei dati, una classificazione delle informazioni e simili. Ciò presuppone, d’altronde, un’attenta ponderazione dei rischi che deve condurre a un adeguamento dei canali di distribuzione, dei diritti di accesso e dei luoghi di archiviazione al valore effettivo delle informazioni. Non ogni canale di distribuzione o luogo di archiviazione dell’informazione presenta la medesima sicurezza e non tutti i documenti di un’azienda sono ugualmente sensibili. In tal modo la sicurezza dell’informazione è integrata nel processo di management commerciale e strategico dei rischi”. Indubbiamente una straordinaria capacità predittiva che permette ai dirigenti dell’agenzia di anticipare le minacce che da lì a qualche anno diventeranno reali in tutto il mondo. Solo cinque anni dopo, viene elaborata dai vertici militari del Cremlino la teoria della “guerra ibrida”, che porterà poi alle clamorose azioni di intromissione nella campagna presidenziale americana del 2016 con Cambridge Analytica.

Importante ci pare proprio l’identificazione della produzione personalizzata delle informazioni, più che delle infrastrutture di raccolta ed elaborazione, come vero epicentro delle azioni di manomissione e interferenza. Il mondo del giornalismo come motore della distribuzione digitale delle notizie viene così integrato nelle strategie di cybersecurity (vedi il nostro precedente articolo).

Straordinariamente sensibili appaiono gli analisti svizzeri quando intuiscono – siamo ancora distanti dalle strategie che verranno praticate dagli Stati Uniti in Ucraina, nel 2014, e da Mosca in Occidente – che la deformazione e la personalizzazione dei contenuti in rete possa costituire un’arma di pressione politica sulle istituzioni di un Paese: “L’hacktivism può basarsi su motivazioni nazionalistiche oppure incarnare una sorta di protesta pubblica, una forma di resistenza civile. Internet costituisce una tribuna pubblica e consente di attirare l’attenzione a livello mondiale con mezzi relativamente semplici. Inoltre Internet e le tecnologie dell’informazione svolgono un ruolo sempre più importante negli Stati moderni, circostanza che accresce il numero delle zone di attacco. Gli attori di un conflitto politico o di una controversia di qualsiasi genere possono sfruttare Internet e le tecnologie sia come strumento, sia come bersaglio. A tale scopo gli hacker motivati politicamente si avvalgono di numerosi mezzi illegali o perlomeno dubbi. Sovente si fa uso del defacement di pagine Web, ossia della deturpazione di pagine Web, come pure di attacchi DoS, ovvero di attacchi ai server nell’intento di pregiudicare uno o più dei suoi servizi. Ulteriori mezzi sono i redirect, il furto di informazioni, le parodie di pagine Web, il blocco virtuale delle sedi, il sabotaggio e il software appositamente sviluppato (…). Si può quindi presumere che in futuro i conflitti politici e le controversie saranno vieppiù scortati da hacking a sfondo politico. In merito va osservato che simili azioni possono accompagnare i conflitti e le guerre, ma non sono adatti al sostegno diretto alle operazioni di guerra. Pertanto l’amalgama che si opera volentieri tra hacktivism e ‘guerra informatica’ non corrisponde alla realtà”.

La guerra entrava così nell’orizzonte dell’hacktivism già da vari anni, diventando utente e promotore del nuovo giornalismo digitale. Si comprende, in questo passaggio, come un’attenzione geopolitica alle dinamiche di rete permetta di cogliere la natura e gli effetti che questo mondo ormai produce nella realtà, trasformando persino la guerra in un caso di intelligence diffusa. Una lezione per i nostri controllori e tutori della sicurezza digitale che, a metà campagna elettorale, ancora si interrogano sulle forme e i poteri per intervenire bonificando uno scacchiere ormai largamente presidiato da forze estere. Ma anche un monito alla sinistra, che continua a stupirsi di come ceti sociali, territori e categorie produttive, mutino i propri orientamenti, e non reagiscano a sollecitazioni che sembrano clamorose.

Come diceva Cioran, alla fine degli anni Ottanta: “Non si abita un Paese, si abita una lingua”, intendendo che le forme di comunicazione determinano identità e cittadinanza ancora più che le tradizioni culturali o il senso di appartenenza territoriale. E oggi la lingua è la rete.

1.673
Archiviato inArticoli
TagsCopasir cybersecurity dark web elezioni giornalismo digitale guerra hacktivism Michele Mezza rete Russia sicurezza informatica Svizzera web

Articolo precedente

Cile e Brasile alle urne

Articolo successivo

L’Argentina sfiora la tragedia

Michele Mezza

Articoli correlati

La guerra ibrida non esiste. Anzi, è sempre esistita

Opposizione, ci vuole una visione del mondo

In Marocco i giovani disertano le urne

La Corea del Nord rafforza i legami con la Russia

Dello stesso autore

Benni, a seppellirci sarà una risata?

Est/Ovest: la contesa è sul conflitto sociale

Musk, le privatizzazioni, la sicurezza militare e l’Europa

Le dimissioni di Belloni e la nuova tecno-destra all’attacco

Primary Sidebar

Cerca nel sito
Ultimi editoriali
Salvini, il congresso ultima trincea
Paolo Barbieri    21 Ottobre 2026
Né ordine né disordine: gli studenti della generazione europea
Stefania Tirini    19 Ottobre 2026
Cittadinanza, in arrivo norme aberranti
Stefania Limiti    16 Ottobre 2026
Ultimi articoli
Spagna, non c’è vita a sinistra del Psoe
Vittorio Bonanni    23 Ottobre 2026
In Cisgiordania la violenza dei coloni
Eliana Riva    23 Ottobre 2026
Da Caivano ai “maranza”
Stefania Limiti    22 Ottobre 2026
In Marocco prima donna premier per un re che governa
Luciano Ardesi    21 Ottobre 2026
L’ondata di rivolta giovanile
Agostino Petrillo    19 Ottobre 2026
Ultime opinioni
Opposizione, ci vuole una visione del mondo
Andrea Ranieri    22 Ottobre 2026
Le piazze degli altri
Stefania Tirini    12 Ottobre 2026
Decreto sugli studenti “stranieri” a scuola
Giorgio Graffi    28 Settembre 2026
Escissione amore mio
Rino Genovese    22 Settembre 2026
La Sassonia-Anhalt, una culla della cultura europea
Jens-Eberhard Jahn    10 Settembre 2026
Ultime analisi
Questione dell’abitare: l’Italia non è un altro continente
Agostino Petrillo    13 Ottobre 2026
Hamas, questo sconosciuto
Eliana Riva    30 Settembre 2026
Ultime recensioni
“La coscienza collettiva non sopporta lo specchio”
Luca Baiada    16 Ottobre 2026
“Senza patria”, un romanzo di confine
Paolo Andruccioli    18 Settembre 2026
Ultime interviste
Il nucleare italiano tra fantasmi e bugie
Paolo Andruccioli    2 Ottobre 2026
Negli Usa ritorna il socialismo?
Paolo Andruccioli    17 Luglio 2026
Ultimi ritratti
Lydia Cacho, paladina del giornalismo di denuncia
Laura Guglielmi    17 Giugno 2026
Chris Smalls, il sindacalista che sfida Amazon
Marianna Gatta    20 Maggio 2026
Archivio articoli

Footer

Argomenti
5 stelle Agostino Petrillo Aldo Garzia Cina Claudio Madricardo covid destra Donald Trump Elly Schlein Europa Francia Gaza Germania Giorgia Meloni Giuseppe Conte governo meloni guerra guerra Ucraina Guido Ruotolo immigrazione Israele Italia Joe Biden lavoro Luca Baiada Luciano Ardesi Marianna Gatta Michele Mezza Paolo Andruccioli Paolo Barbieri partito democratico Pd Riccardo Cristiano Rino Genovese Roma Russia scuola sinistra Stati Uniti Stefania Limiti Stefania Tirini Ucraina Unione europea Vittorio Bonanni Vladimir Putin

Copyright © 2026 · terzogiornale spazio politico della Fondazione per la critica sociale | terzogiornale@gmail.com | design di Andrea Mattone | sviluppo web Luca Noale

Utilizziamo cookie o tecnologie simili come specificato nella cookie policy. Cliccando su “Accetto” o continuando la navigazione, accetti l'uso dei cookies.
ACCEPT ALLREJECTCookie settingsAccetto
Manage consent

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA